COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 17/01/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/  DALLE VIE DEL CIRCO A QUELLE DELLA RINUNCIA PER IL BENE DELLA PERSONA AMATA

PUBBLICATO IL 17/01/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ DALLE VIE DEL CIRCO A QUELLE DELLA RINUNCIA PER IL BENE DELLA PERSONA AMATA

PUBBLICATO IL 17/01/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori:
http://www.grandangolare.com/

DALLE VIE DEL CIRCO A QUELLE DELLA RINUNCIA PER IL BENE DELLA PERSONA AMATA

Fai della tua vita un ‘MERAVIGLIOSO SPETTACOLO’ – dice lo scrittore Andrea Brusa e ci parla del suo esser stato artista circense dando prova – sotto gli occhi sbalorditi di tutti noi - di un’indiscussa formazione d’eccellenza nell’arte del circo contemporaneo - messa ingiustamente in dubbio in passato - e riportando alla memoria il commovente cortometraggio IL CIRCO DELLA FARFALLA dove il protagonista, Will - un ragazzo senza braccia né gambe affetto dalla nascita dalla tetramelia - viene presentato come “l’uomo a cui Dio ha voltato le spalle”… vive in un circo mostrando al pubblico la sua deformità fino a quando non arriva il direttore di un altro chapiteau che vedendolo lo chiama “Magnifico” Will. Si fiderà di quella parola e lascerà il circo della bruttezza per quello della bellezza, dove troverà una nuova vita e si scoprirà farfalla e non più bruco.

Ed è proprio con una frase del cortometraggio intrepretato da Nick Vujicic che lo scrittore piemontese – o com’è ormai soprannominato “l’autore/Angelo” esordisce dicendo: “Non è importante dove sei ora, è importante dove stai guardando: qualunque sia la nostra condizione attuale: mentale, fisica o sociale, il cambiamento è sempre possibile - come viverlo? Ognuno di noi possiede infinite potenzialità e punti di forza che possono emergere e farci eccellere, farci sentire straordinari, e fare cambiare la visione che abbiamo di noi stessi e del mondo che ci circonda. Se non ricevi un miracolo… diventalo!”

“È proprio questo il fine del nostro essere cristiani”, dice l’autore della LA VIA DEI MIRACOLI commosso sino alle lacrime “il vivere e far scoprire a tutti l’amore di Dio, così che la nostra vita piena di questo spirito di grazia possa trasformarsi in una vita libera da ogni catena (che Gesù Cristo è venuto a sciogliere con il suo sangue) di peccato e seduzione per poter sbocciare e fiorire nella gioia. È solo l’amore che cambia i cuori, l’amore di qualcuno che non ti mostra il tuo peccato, ma ti dona con sincerità una amicizia disinteressata - un amore INFINITO come quello da lui provato per la moglie CHIARA - e ti accetta cosi come sei. È importante vedere l’altro come essere umano meraviglioso, creatura stupenda uscita dalle mani di Dio”.

Qui comincia la storia di un essere straordinario… uno scrittore ora… un tempo artista di circo… attualmente uomo di cultura ed innamorato pazzo di sua moglie… che ha abbandonato – senza alcun rimpianto - il mondo di fiaba in cui viveva felice, fatto di luci… suoni… colori e di tantissime soddisfazioni professionali, come soltanto gli artisti al suo livello conoscono, e lasciati gli abiti “dalle paillettes sfavillanti” si è mimetizzato a tal punto, in mezzo a quel pubblico che ancor oggi l’applaude, da arrivare a condividerne i dolori più profondi, riuscendo a vibrare all’unisono con gli ultimi, le genti più emarginate nella nostra società, per confortare, per alleviare le pene, per "essere tutto per tutti" come diceva San Paolo. È un uomo dolce e quasi muto dalla mimica espressiva. È il beniamino di grandi e piccini. Tutti hanno un debole per lui al punto da circondarlo sempre, alla fine dello “spettacolo”, per applaudirlo e magari chiedergli anche un autografo. “Che autografo!” si schermisce lui, quasi intimidito “al massimo posso fare due croci, una per il nome ed una per il cognome…”. Così è fatto lo scrittore Andrea Brusa, un grande artista ma soprattutto un uomo umile e modesto. Sono i suoi stessi compagni di lavoro a meravigliarsi che non abbia tentato la scalata al successo. Ma lui è profondamente diverso da coloro che perseguono fama e ricchezza… tutto quello che fa lo fa solo ed esclusivamente a beneficio della sua famiglia che adora. A testimonianza di ciò ricordo uno spettacolo da me assistito in qualità di pubblico. Era una sera della scorsa estate, l’occhio attento dello scrittore - in quell’occasione performer - si fermò su tutti gli spettatori che seguivano con interesse lo sviluppo della vicenda… cosa avrebbe inventato stavolta l’autore per rallegrare quella ragazzina, le cui gambette pendevano, inerti, di qua e di là dai fianchi di lui. Con mano abilissima l’Attore piemontese afferrò qualcosa di invisibile dal cielo ed invitò la bambina ad aprire le sue mani per accoglierla; lei la prese e sbottò in un oh! di meraviglia, perché si trovò tra le dita una fila di farfalle di carta variopinte; poi Andrea afferrò di nuovo l’invisibile dall’aria e lo porse alla sua protetta, che stavolta si trovò nelle mani una fila di bamboline di carta. Tra gli scroscianti applausi del pubblico lo scrittore nelle vesti da clown riportò la piccola con i trofei di carta al suo posto e la fece sedere, raggiante, vicina alla mamma; ora lei era felice e non pensava più alle sue gambette inerti, che non le permettevano di saltare e correre come le sue coetanee. Ma il tempo è passato ed in lui sono sorte nuove esigenze espressive.
Ogni storia di famiglia, soprattutto se racconta di sventure, diventa leggenda per le generazioni future… ed è così che nasce nell’autore Andrea Brusa l’dea di portare la sua storia di vita in strada attraverso l’arte del KAMISHIBAI. “Ritengo che leggere a qualcuno un testo non sia solo un’attività utile, ma sia anche un atto d’amore verso chi ascolta e, in ultima analisi, verso la parola scritta. Il kamishibai ha il pregio di raccogliere queste energie positive e trasmetterle a chi è coinvolto in questa attività; permette di creare un’atmosfera affascinante, soprattutto se si cura il suo allestimento nei particolari. Ad esempio, una luce soffusa (spot, candele, ecc.), dei cuscini, una musica rilassante di sottofondo e un pubblico non troppo numeroso contribuiscono ad attirare l’attenzione sul racconto e ad evidenziare ancora di più la magia della narrazione”

Quella portata per le piazze della città torinese sarà - come da prefazione all’omonima sceneggiatura STORIA DI UN ANGELO CADUTO DAL CIELO “ - il racconto di un amore sospeso che non conosce eternità temporali o sovratemporali e resta sul piano dell’immanenza della ricordanza. Non supplice, non sacrificale. Non è il ricordo per cui, sopraggiungendo l’immagine, con essa si apre il transito verso un altrove. La ricordanza era già prima, perché già prima l’immagine è la duplicazione del presente come di ciò che non c’è. Come vedere le cose che essendo state non sono, o che manchino di quel che sono. È dunque quel che c’è che ci manca. E della ricordanza è questo il tono essenziale. La perdita dell’amata, la sottrazione ingiusta della fanciulla, non è perciò sacrificale, non è la via d’accesso all’invisibile”

«In principio fu il racconto e la tradizione orale» afferma Andrea Brusa. Ed è certamente qui che ha origine questa forma d’arte e di rappresentazione i cui primi esempi furono infatti i narratori del Benshi, una disciplina che consisteva nel commentare i film muti di allora. Lentamente l’avvento del sonoro fece restare senza lavoro migliaia di narratori Benshi, che si convertirono all’attività di narrazione in strada. In mancanza di lavoro come spesso accade ci si inventò un nuovo mestiere, un nuovo modo di guadagnare e vivere dignitosamente. Tra le strade giapponesi l’aria profumava di latte e riso, di frutta caramellata e calamari secchi. I dolci di rito passavano da una manina all’altra mentre cresceva l’eccitazione, la trepidazione, la curiosità. I bambini si raccoglievano trepidanti intorno alla strana bicicletta, Il kamishibaia raccoglieva il denaro dei dolci e poi, con un gesto lento, apriva il coperchio del suo teatro di carta lasciando che il mondo dell’immaginazione e della fantasia fuoriuscisse dalla valigia delle storie. “C’era una volta...” Era questa una scena che nel periodo tra le due guerre, si ripeteva ogni giorno in tutto il Giappone.
Il Kamishibai permette di creare una atmosfera magica, di trepidazione ed emozione nel momento in cui la pagina scorre e si intravede la scena successiva. Crea curiosità, emozione, in Giappone viene utilizzato addirittura come strumento didattico nelle scuole. “Ho riscoperto il kamishibai grazie alla mia passione per la cultura Giapponese – del resto mi sono occupato per anni di ORIGAMI - e me ne sono subito innamorato. In casa nostra abbiamo sempre adorato raccontare storie a nostra figlia Biancalaura, leggerle, scriverle, inventarle, recitarle, la fantasia ha fatto parte della nostra vita e mia moglie CHIARA era eccezionale con la nostra bimba. L’idea quindi di avere uno strumento nuovo per i miei racconti mi ha emozionato moltissimo e così approfittando di un pomeriggio grigio e piovoso mi sono dato da fare ed è nato in collaborazione con un bravissimo sculture marchigiano – MASSIMO PIRANI di origini Germaniche e poi ritornato in Italia dove vive a Castelfidardo (questo il link di presentazione su youtube https://youtu.be/6j5FvA2_VYU) – il mio primo kamishibai.

Ma il suo amore per il circo ed i valori ch’esso trasmette si respira ancora ed è egli stesso che conclude l’intervista ricollegandosi proprio al cortometraggio IL CIRCO DELLA FARFALLA in cui Will rinasce, andando oltre i propri limiti e scoprendo la propria umanità e dignità. Proprio come per il protagonista del corto per l’Autore Andrea Brusa tutto acquista significato e valore. È una gioia di vivere contagiosa, che immediatamente si trasmette a tutti coloro che hanno l’opportunità di conoscerlo e frequentarlo, convincendo noi poveri umani che nulla è impossibile a chi colga la meraviglia della vita. Quello della farfalla è forse uno tra i più noti esempi di metamorfosi. Il bruco, essere goffo e strisciante, si trasforma in farfalla dal volo leggero e dai colori brillanti; quasi il simbolo della bellezza della natura. A partire da questa significativa immagine, il cortometraggio offre una molteplicità di spunti. Tema centrale non è certamente la sofferenza della disabilità o l’emarginazione. Non è infatti un film sui corpi, ma sulle anime che presenta Will quale «anima coraggiosissima». La deformità di Will, evocativa di una umanità inchiodata al proprio limite, alla propria incapacità, alla propria disperazione e solitudine, al proprio peccato, lascia il posto allo stupore, alla bellezza, alla possibilità di una rinascita. Tramite questo miracolo lo stesso scrittore piemontese è un uomo il cui sguardo sembra vedere oltre l’apparenza, sembra conoscere il cuore dell’uomo. Dice Andrea Brusa, Angelo Custode di sua moglie Chiara, parafrasando una battuta del copione «Se soltanto tu potessi vedere la bellezza che può nascere dalle ceneri». Da questa consapevolezza tutto potrebbe essere diverso. E camminando desolato per le strade buie della città, solo, infelice, se ne va… se ne va un Angelo incarnato senza più la sua dignità, senza sapere se e quando la potrà recuperare. Le lacrime gli scendono come un uragano, il suo cuore sembra non battere più… Da quel triste giorno ... il 5 dicembre 2014 in cui perse la sua famiglia … egli non è più lo stesso… eppure trasmette così tanta magia. Si, gli angeli esistono. Sono persone che nei momenti di paura e insicurezza, ti spronano ad andare avanti. Sono coloro che nei momenti fondamentali della vita, ti sono accanto e magari camminano con te per superare qualche limite insieme o creare un nuovo progetto. Un angelo del paradiso è qui sulla Terra in carne ed ossa, senza ali e braccato da misteriosi individui… e l’unica cosa che vuole è arrivare alla sua famiglia. Per questo trasformerà la sua storia in leggenda per le strade della città… Venite gente ed accorrete, son tornati i cantastorie a riempire i vostri sogni di leggende e antiche glorie. Ma la vicenda che oggi Andrea Brusa andrà a raccontare ben poca gloria ha potuto portare. Accorrete gente accorrete! ....

ALBERTO DE PRA
Ghostwriter e Scrittore Freelance

  • 17 January 2017
  • 14

Contattami

Andrea Brusa

Il tuo messaggio è stato inviato!