COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO OGGI 20/12/2016 su GRANDANGOLARE...LOVE FOREVER è il titolo del nuovo Recital spettacolo di Andrea Brusa dedicato a sua MOGLIE CHIARA in scena a Torino  http://www.grandangolare.com/

PUBBLICATO OGGI 20/12/2016 su GRANDANGOLARE...LOVE FOREVER è il titolo del nuovo Recital spettacolo di Andrea Brusa dedicato a sua MOGLIE CHIARA in scena a Torino http://www.grandangolare.com/

LOVE FOREVER è il titolo del nuovo Recital spettacolo di Andrea Brusa in scena a Torino – con ingresso rigorosamente gratuito - aspettando la notte di Natale, in bilico tra sacro e profano, speranze e desideri, sogni e realtà.

Al di là della sua trascendente importanza, il giorno di Natale può essere visto come un momento magico in cui tutto può accadere e dove anche i più reconditi sogni possono realizzarsi. Quante volte vi siete sentiti dire frasi come: “non ce la farai mai”, “così è impossibile” oppure “nessuno può riuscirci”? Bene, non permettete a nessuno di dirvi cosa siete o non siete in grado di fare, perché quando si è davvero determinati, quando si è convinti e si crede fino in fondo nell’obiettivo che si vuole raggiungere... tutto è possibile! A dimostrarlo lo straordinario spettacolo di poesia LOVE FOREVER nel quale si sostiene la tesi del “tutto è possibile” sfidando ogni pessimistica probabilità... e legge del destino…

Alla domanda ci parli dello spirito del Natale... lo scrittore Andrea Brusa con visibili goccioloni agli occhi munti dal dolore e riganti le gote rese paonazze dal freddo pungente di questi giorni risponde: “Come ogni anno, questi sono i giorni dedicati ai grandi preparativi in vista del 25 dicembre. I bambini mettono in luce la loro voglia di credere nella magia del Natale. Fanno ciò in una forma spontanea ed autentica: prendono carta e penna, scrivono le loro aspettative confessando le loro speranze, paure e consapevolezze, in una lettera che incomincia sempre con Caro Babbo Natale. Scriverla aiuta il bambino nella crescita e nella comunicazione e nasconde in sé valori psicologici molto importanti, che vale la pena conoscere per comprendere al meglio la personalità e la crescita dei propri figli. Credere alla favola del Natale e al personaggio misterioso di Babbo Natale, che rappresenta valori positivi ed educativi come generosità, bontà, altruismo, fornisce stimoli alla fantasia, all’immaginazione e alla creatività del bambino. La presunta esistenza di questo nonnino grassottello con la barba bianca e vestito di rosso è un buono stimolo dal punto di vista dello sviluppo emotivo, aiuta infatti i bambini a toccare con mano tutte le emozioni positive che esso incarna. Attraverso la Chiesa d’altro canto, Dio a Natale ci propone di accettare la forza del suo amore che feconda la nostra quotidianità! Dio non è venuto nel mondo per risolvere con una bacchetta magica i nostri problemi. Il Natale non è un terno vincente su qualche ruota del lotto! È venuto ad abitare con noi perché noi avessimo la forza di credere alla nostra vita, alle nostre potenzialità, alle nostre forze quando sono unite alla forza del Suo Amore. È venuto perché il limite umano e le difficoltà della vita non siano più il nostro freno alla gioia, ma il loro trampolino di lancio”.

In quest’ottica nasce il toccante recital ideato dall’autore piemontese Andrea BRUSA e dedicato a sua MOGLIE CHIARA (come omaggio natalizio) in cui il fil rouge dello spettacolo sarà l’Amore, rappresentato in tutte le sue tonalità, realizzando con il solo ausilio della sua voce, ormai struggente e carica di passione, immagini capaci di rendere in poesia quello che l’occhio ha percepito, ciò che l’autore voleva ottenere scattando quelle foto ideali: mantenendo puri il bianco ed il nero, l’autore Torinese riesce così a portare allo spettatore anche tutta la gradazione di grigi intermedi fino a realizzare un’immagine finale degna della realtà che lo circonda. Lo scrittore/performer interpreterà le più belle poesie d’Amore della storia della letteratura mondiale di Autori quali F.PESSOA, B.BROWNING, MAUPASSANT, PREVERT, H.HESSE, N.HIKMET, SHAKESPEARE, PASCOLI, SAFFO, CATULLO, C.PAVESE, P.SALINAS, A.RIMBAUD, EMILY JANE BRONTË, PETRARCA, NERUDA ed altri… Un recital tutto incentrato sull’Amore che, come scriveva Gibran “non dà nulla fuorché sé stesso, e non coglie nulla se non da se stesso. L’amore non possiede, né vorrebbe essere posseduto, poiché l’amore basta all’amore”.

La storia dell’autore Andrea Brusa, maggiormente in questo periodo di feste dove noi tutti sentiamo il bisogno di voler tornare a credere nei SOGNI, sembra davvero volerci riproporre in chiave moderna il racconto rappresentato nel celeberrimo film MIRACOLO NELLA 34° STRADA, il classico dei classici, considerato da più parti il film di Natale per eccellenza. Un film intenso e drammatico che, ispirandosi alla pellicola originale diretta nel 1947 da George Seaton, elargisce lacrime e sorrisi per esaltare la bellezza del Natale. New York. Qualche minuto prima dell’inizio della parata natalizia organizzata dai magazzini Coles, l’attore incaricato di interpretare Babbo Natale viene trovato ubriaco. Per evitare di rompere la tradizione, la signora Walker (Elizabeth Perkins) lo rimpiazza con Kris Kringle (Richard Attendborough), un sostituto talmente perfetto da riuscire a incantare grandi e piccini. Geloso del successo del rivale, un perfido imprenditore paga un uomo per insultare il popolare beniamino e fingere un’aggressione. Kris, immortalato da un intrepido giornalista, viene rinchiuso in una clinica psichiatrica e processato pubblicamente: dovrà sia dimostrare la sua innocenza che dare prova dell’esistenza di Babbo Natale a tutta l’America. Una bambina di appena nove anni viene allevata con la consapevolezza che i sogni sono soltanto illusioni e che la realtà è spietata e crudele (storia questa che ricorda molto quella di Andrea Brusa e di sua moglie). La madre, infatti, dopo che un uomo le ha spezzato il cuore, non vuole che la figlia commetta i suoi stessi errori e, quindi, la cresce con cinismo e razionalità. Privata, della spensieratezza e della fantasia che connota i bambini della sua età, Susan non crede nell’esistenza di Babbo Natale e non confida che i suoi desideri, prima o poi, vengano realizzati. Guardando da vicino il generoso Kris Kringle mentre infonde speranza e conforto a chi ne ha bisogno, però, la ragazzina comincia a sperare davvero di ricevere in dono una vera famiglia. L’uomo, infatti, credendo fermamente di essere Babbo Natale, mostra la possibilità di stupirsi, entusiasmarsi e innamorarsi dell’imprevedibilità della vita, riuscendo ad apprezzarne tutte le sfumature. Gli sceneggiatori George Seaton e John Hughes decidono di enfatizzare la componente drammatica dell’intera storia, rendendo la piccola Susan co-protagonista a tutti gli effetti delle vicende che toccano Babbo Natale. La sua mesta rassegnazione, infatti, è il semplice pretesto di tutta la vicenda: l’uomo, incarnando una delle più importanti leggende popolari, si batte contro i pregiudizi e contro l’ipocrisia solo per evitare che tutti i bambini del mondo, davanti alle difficoltà della vita, smettano di sognare. Regalando parole appassionate capaci di destare persino le coscienze più intorpidite, sorrisi gentili e gesti significativi, il Babbo Natale di Miracolo nella 34 esima strada si rivela il simbolo religiosamente laico dell’importanza di credere ai piccoli miracoli di ogni giorno. Ed è quello che l’autore Andrea Brusa attraverso le sue opere e la sua vita sta riuscendo in un qualche modo a fare. Sta portando tutti noi a credere che le vere FAVOLE esistano davvero e noi gli auguriamo, come la piccola Susan, di ritrovare la sua famiglia che tanto ama.

Se ne è parlato come di un Angelo, alla cui figura egli viene – forse a causa del protagonista dei suoi libri - sempre più spesso accostato. Ebbene di angeli come lui, trait d’union tra il cielo e la terra, abbiamo più che mai bisogno per apprendere l’armonia perduta. È un’armonia cha ha bisogno del male, del senso di colpa, per potersi erigere a fonte d’amore. E di male su questa nostra terra ve n’è da accecare: occorre “una vista incantevole dagli occhi panoramici” per nulla considerare “con poca attenzione”. Ed occorre il coraggio, quello che a noi umani spesso manca, e che l’angelo del coraggio ci può aiutare a trovare. È un delicato delizioso racconto natalizio quello dello scrittore torinese. E non stupisce che il più angelico tra i personaggi del suo racconto sia proprio un ragazzo-scrittore. Almeno, così, a me appare. Sono necessari gli angeli! I loro voli, che vanno dalla terra al cielo, e viceversa, saltano di piè pari le angustie degli umani. L’angelo poeta Andrea Brusa è incarnato e soffre, gioisce, studia e lavora. È un angelo sopra Berlino e sopra tutto il mondo. Ho sempre pensato che gli angeli, quelli del mondo laico, siano una sorta di doppio, di gemello, di custode e tentatore, un angelos-daimon, un aspetto della mente che consente di creare a partire non dalla materia ma da un’idea. C’è un modo migliore per realizzare un desiderio? Ringrazio Andrea Brusa che con il suo racconto e la prossima messa in scena del recital LOVE FOREVER mi ha regalato una storia di angeli e di magia in pieno clima natalizio. Ogni anno in questo periodo degli angeli, in un modo o nell’altro, bussano alla mia porta. Eh sì, da oggi credo ciecamente ai miracoli. Così come credo che tutte le nostre preghiere siano ascoltate e quando possibile esaudite da colui che ci sta accanto nei nostri momenti più difficili: il nostro angelo custode. E voi, voi credete ai miracoli?

ALBERTO DE PRA
Ghostwriter e Scrittore Freelance

  • 20 December 2016
  • 14

Contattami

Andrea Brusa

Il tuo messaggio è stato inviato!