COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,Intervista allo scrittore Andrea Brusa – relazione e rapporto tra ARTE e FEDE: nei miei 2 ultimi libri vi è celato l’enigma della mia vera identità…PUBBLICATO SU GRANDANGOLARE il 29/11/2016

Intervista allo scrittore Andrea Brusa – relazione e rapporto tra ARTE e FEDE: nei miei 2 ultimi libri vi è celato l’enigma della mia vera identità…PUBBLICATO SU GRANDANGOLARE il 29/11/2016

Intervista allo scrittore Andrea Brusa – relazione e rapporto tra ARTE e FEDE: nei miei 2 ultimi libri vi è celato l’enigma della mia vera identità…

“É come se un filo invisibile tenesse legate le nostre anime. Quando mi allontano troppo da Lei il filo tira lentamente fino a far staccare la mia anima dal mio corpo. E lei rimane li, vicina a me, se la trascina dietro, ovunque, e ciò mi fa sentire un vuoto dentro, una mancanza, un continuo bisogno di tornare da lei… dalla mia amatissima Chiara moglie e madre di mia figlia”.

La religiosità del poeta Andrea Brusa è moderna e concreta, poiché egli sottolinea la novità del Vangelo nel suo contenuto sociale. L’autore giunge pertanto non solo ad una profonda consapevolezza della condizione umana, ma scopre anche l’importanza della fede, che è vista come completamento e conforto della ragione. In altre parole, il vero parlare è un dire che si lascia dire; un lasciarsi dire reso possibile da una riflessione, che va oltre l’espressione verbale e verifica continuamente il rapporto esistente tra quello che si dice (verbum oris) e quello che resta da dire (verbum mentis). Perciò le sue parole sono vere (autentiche), quando lo stesso scrittore concede all’interlocutore la possibilità di entrare nel santuario della sua interiorità attraverso i suoi libri e le sue poesie.
L’io dell’autore piemontese Andrea Brusa rivendica una centralità fortissima: è l’io, il corpo vivo, che si sposta, che vede, descrive, ascolta, è l’io che riflette su di sé e sulla propria natura, sulla propria diversità, sul proprio essere intellettuale, seppur mescolato al mondo dei disperati. Ed è un “io che brucia” di un amore carnale, appassionato per la vita e la sua donna che non vede attorno a sé ma che ama più di se stesso. Il poeta/Angelo ricorda gli anni della povertà, il mondo della disperazione, del degrado e del disagio sociale…
La fede cristiana ha da sempre un rapporto particolare con la parola nelle sue composizioni poetiche e soprattutto nell’ultimo libro LA VIA DEI MIRACOLI, non solo perché è la religione del Logos e della creazione con la parola - una dimensione che ci accomuna con l’ebraismo - ma anche perché il cristianesimo si fonda sulla parola e si diffonde con la parola-annuncio nei suoi stessi manoscritti. È la fede dell’ascolto della parola. Il poeta di INVALIDO D’AMORE e il sacerdote si trovano accomunati in questo servizio della parola, nella memoria dell’oltre, nell’irriducibilità del reale. Il ministero della parola che in qualche modo accomuna il poeta Torinese ed il sacerdote è un’anamnesi di quel di più presente e presentito (o almeno ‘pre-sentibile’) in tutto ciò che è. La parola poetica – in altri termini – invoca la Parola di Dio e quando è autentica la fa già intuire e desiderare. Ne segue che la poesia in generale, e quella dell’autore in particolare, è necessaria alla fede, la quale purtroppo in tante situazioni si è lasciata assorbire da un logos pseudo-scientifico incapace di riecheggiare la sua ambivalenza ed eccedenza.

Dice l’autore intervistato sul tema: “La luce della fede è dettata da una grande consapevolezza, sapere che credere in qualche modo giustifica i dolori, sapere che credere ti dà la possibilità di sentirsi più forte nei confronti di chi non ha alcuna aspettativa nei confronti del proprio credo, della propria religione. La luce della fede è l’AMORE! Perché anche se le persone poi si affannano a chiamarlo Dio, Allah o in qualche altro nome di questo genere, la verità è che Dio è Amore e non c’è una persona al mondo in realtà che non creda nell’Amore. Fanno finta le persone a dire: Ah, io non credo! Chi non crede, crede più di noi! La luce della Fede è sapere ed essere consapevoli di essere uno strumento nelle mani di Dio. Tutti voi lo siete, tutti voi giovani potete fare la differenza, tutti voi potete cambiare il mondo giorno dopo giorno così come ci sto provando io. Non pensate a grandi opere se poi non sapete guardarvi affianco! Tutti voi, a piccoli passi, quotidianamente potete essere quei protagonisti che cambieranno il mondo, e sapete come? Ricordandovi che l’Amore è l’unico mezzo che abbiamo, sapere di essere Amore, interpretare Amore, di ricambiare il dolore e le male azioni con l’Amore. Non mi sono mai arreso nella ricerca dell’indipendenza relazionale. L’Autonomia non è fare cose da solo, ma è il sapersi fare aiutare, dove non si è in grado di fare da soli. Secondo me i veri successi sono tutte quelle situazioni dove si riesce ad esprimere appieno le proprie capacità… ed è proprio con coerenza verso questi miei credo che per l’AMORE lotterò affinché la mia famiglia possa ricostituirsi e mia moglie sapere quanto io l’ami e la stimi”. E continua lo scrittore: “L’uomo non può fare a meno di vivere nella fiducia o FEDE che dir si voglia. Senza quella non potremmo neanche affrontare la nostra esperienza quotidiana senza sprofondare in un’ansia da risvolti patologici che sconfina nella pazzia. La fede è un’espressione particolare di fiducia, dove effettivamente non solo si mette nelle mani di un altro qualcosa di sé ma veramente si consegna tutto se stessi. Però questo ALTRO non è fuori di sé ma abita nel nostro sé. Sì, perché Dio è più intimo a noi stessi della nostra stessa anima. Questo perché noi siamo tempio dello Spirito Santo, siamo immagine e somiglianza del Dio che ci ha creati, perché siamo figli di Dio, perché noi siamo Gesù! Ed io credo in Gesù Cristo e prego perché possa indicarmi la via e trasformare le mie lacrime di disperazione in lacrime di gioia con il ritorno di mia moglie Chiara”.

ALBERTO DE PRA
Scrittore e Ghostwriter Freelance

  • 22 November 2016
  • 14

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Andrea Brusa

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