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andrea brusa,LA STORIA INFINITA: un corto che fa commuovere

LA STORIA INFINITA: un corto che fa commuovere

LA STORIA INFINITA: un corto che fa commuovere


Lacrime e sospiri tra la gente accorsa a vedere l’ultima performance in ordine di tempo dell’autore Andrea Brusa nel cortometraggio ’La Storia Infinita’. Ha gli occhi lucidi mentre osserva il video tributo sulla sua vita e la commozione aumenta quando in sala lo stesso scrittore, contattato telefonicamente, improvvisa un discorso rivolto a sua moglie conclusosi con uno straziante "Torna da me Amore mio". Una accoglienza di pubblico davvero calorosa.

Il cortometraggio "La Soria Infinita" è un inno all’amore ed è perfetto per questo periodo dove la crisi dei valori più importanti, dove la superficialità dei sentimenti fanno da corollario alla vita sempre più frenetica. "La Storia Infinita" vuole insegnarci che l’amore vince su tutto solo se coltivato da un sentimento profondo, dalla fedeltà e dal saper aspettare. Un viaggio nell’inferno raccontato da chi c’è stato. Un morto tra i vivi… ma è proprio a questi come lui "morti" invano agli occhi del mondo indifferente, ma sacrificatesi per una giusta causa - che un giorno lo stesso mondo commemorerà - che il protagonista innalza nel cortometraggio. La raccolta è un vero inno a chi combatte per i propri ideali e resiste. A chi come lui, Angelo Custode sulla terra…. lotta per poter essere accettato in quanto tale. Nel cortometraggio il protagonista vaga disperato perché sente che ha perso casa sua, ma non sa come ritornarci... Incontra tante persone e cerca di capire cosa sentono, che cosa li spinge a muoversi e si accorge che sono molto diverse da lui... Cammina desolato e costernato da tristezza perché si sente abbandonato e rifiutato, ma una forte spinta - come un fuoco che arde - lo spinge in avanti... Il fuoco è una fiamma eterna piena di vita, innocenza e purezza che si plasma intorno all’anima dell’Angelo caduto. Lui non ricorda perché, ma aiutare gli altri è ciò che gli viene naturale, spontaneo... Nei suoi occhi non c’è malizia o tenebra, ma c’è amore ed innocenza e fragilità, una fragilità che ti penetra nel cuore, uno sguardo che ti denuda, una debolezza piena di potere... Lui ha perso le ali, ma può ancora volare perché non ne ha più bisogno... Lui porta Dio dentro di se, ma non è abituato a sentirlo qui dall’inferno del mondo tridimensionale, dove ci vogliono occhi profondi e qualità più sviluppate che nell’aldilà per vedere la luce divina, per vedere l’inganno, per vedere come si è veramente. Lui sta crescendo insieme alle sue doti e al suo cuore, e i suoi occhi, quegli occhi innocenti cominciano a brillare sempre di più e a trasmettere amore e compassione come prima non poteva essere...

Un inno alla perseveranza e all’amore più puro in grado di superare tutto.

  • 04 July 2016
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Andrea Brusa

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