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andrea brusa,MONSIEUR Andrea Brusa, ritratto di uno scrittore scomodo

MONSIEUR Andrea Brusa, ritratto di uno scrittore scomodo

MONSIEUR Andrea Brusa, ritratto di uno scrittore scomodo

"Vorrei dirti moglie mia che non è niente. Non importa quanto faccia male, tu mi tornerai sempre in mente. E butterei mille giorni, solo per averne un altro con te".

Ecco le parole d’esordio dell’intervista avvenuta allo allo scrittore Andrea Brusa in Inghilterra dove si trova a fare il cameriere presso una attivita’ di ristorazione al fine di ottenere i mezzi economici per poter continuare nella sua lotta per la propria famiglia ingiustamente sottrattagli poco meno di due anni fa.
Riferisce cosi’ parlando a ruota libera: "La famiglia per me è importante. La famiglia è la base della società, perché, famiglia più famiglia, formano la società. Ma oggi la famiglia c’è? Perché la famiglia sia famiglia, occorre l’unità: papà, mamma, figli: più persone ma un’unica cosa. Questo è la famiglia. Oggi invece ognuno cammina per conto suo, perché l’uomo ha voluto così, perché l’uomo di oggi non crede più nella famiglia e soprattutto non crede più nell’amore, anzi non conosce più neanche il significato della parola amore. Oggi si chiama amore il sesso, ma il sesso non è amore. Allora l’amore che cos’è? L’amore è sacrificio e rinuncia, l’amore è dare all’altro, senza pretendere nulla in cambio, l’amore è rinunciare a se stessi per dar gioia all’altro, l’amore è quel soffio di vita che ti spinge a lottare per l’unità e la pace. L’amore c’è quando l’uomo si dimentica di sè per servire l’altro, l’amore c’è quando l’uomo ama, ma ama nella giustizia. E quando l’uomo ama non ama solo la moglie: ama tutti, indistintamente, perché il suo cuore è aperto all’amore. Oggi però i cuori sono chiusi all’amore, perché sono chiusi alla vita e alla speranza; perché dove c’è l’amore, l’amore ti spinge a dare e non ti costa sacrificio, rinunciare a te stesso per dare all’altro. Nell’amore non c’è il pretendere, nell’amare c’è solo l’amore che ti obbliga ad amare l’altro più di te stesso, tanto che sei pronto anche a dare la tua vita per l’altro. Oggi invece alla prima difficoltà ci si separa e si divorzia perché ci si unisce senza amore. Si pensa di amare, ma l’amore dov’è?

E’ più facile scappare davanti alle difficoltà che affrontarle! Ma se un uomo non è capace di affrontare gli ostacoli della vita, che uomo è? Quanto vale come uomo? Se non sa difendere neanche la sua famiglia, che uomo è? Perché, chi non difende la sua famiglia, non difende se stesso, perché la sua famiglia è parte di se stesso, volendo o non volendo; perché nessun marito si dimenticherà mai della prima moglie, e nessuna moglie si dimenticherà mai del primo marito, e tanto meno i figli potranno scordare il loro papà e la loro mamma. Per questo, chiunque è separato, divorziato, si sente fallito. Anche se fa falsi sorrisi, anche se prende nuovamente moglie o marito, nel suo cuore rimane uno spacco, perché sa che la donna o l’uomo che aveva scelto come suo sposo o sposa, non c’è più. Non c’è ma c’è, perché hanno promesso davanti a Dio di rimanere uniti e non l’hanno mantenuto, perché hanno concepito figli che non sono noccioline: sono esseri umani usciti da entrambi i genitori. E chi può cancellare questo? Neanche se l’uomo ha altre venti mogli o la donna ha altri dieci mariti: non è possibile. Non è possibile! Provate a chiedere a un separato, un divorziato, se ha dimenticato la vita vissuta con la sua donna o il suo uomo. Nel suo cervello rimane sua moglie, rimane suo marito, anche dopo cinquant’anni che sono divisi, tanto più se ci sono figli in comune.
Io sono qua per lottare per loro e non mi arrendero’ MAI!!"

  • 03 July 2016
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Andrea Brusa

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