COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 11/12/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: TESORO MIO, IN QUALCHE MODO, IO TORNO SEMPRE DA TE

PUBBLICATO IL 11/12/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: TESORO MIO, IN QUALCHE MODO, IO TORNO SEMPRE DA TE

PUBBLICATO OGGI 11/12/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Tesoro mio, in qualche modo, io torno sempre da te

“Nessuno mi dice come vivere la mia vita, nessuno mi dice chi amare, soprattutto non una strega preistorica vendicativa e assolutamente non l’universo, e non lascerò che l’idea che qualcun altro ha del destino mi impedisca di amarti o di stare con te o di costruire un futuro con te perché... tu sei la mia vita”
Dalla serie televisiva The vampire Diaries

Proposi a Lauren una mostra di pittura di alcuni tra i più famosi artisti dell’impressionismo francese. Così andammo nel cuore di Trastevere, nelle suggestive sale del Palazzo degli Esami e lì sostai davanti a ogni dipinto per minuti e minuti, con uno sguardo ammirato, attento a cogliere ogni più piccolo dettaglio di quei capolavori che nessun’epoca successiva giunse ad emulare. Volevo a tutti costi congelare l’attimo per poi rivivere quelle stesse emozioni una volta ritornato in abbazia. Guardavo i quadri e guardavo Lui, Andrea; mi sembrava di averlo davanti in quello stesso momento, con i suoi profondi occhi verdi che mi scrutavano l’anima e la sua voce armoniosa, pacata, dolce come quella d’un bambino. Confesso che ero un po’ in pensiero, ma non me ne feci accorgere. Quando uscimmo dal museo saranno state le 11 di sera. Fuori era buio e lo sarebbe stato ancora per molte ore. Facemmo così una passeggiata lungo l’argine del fiume; dei gabbiani scesero in picchiata fino a quasi toccare il pelo dell’acqua ed io nel silenzio fantasticavo, cercando di concentrarmi solo su di Lui, evitando tutte le preoccupazioni che mi frullavano per la testa. Per quanto fosse tardi, in un angolo c’era un uomo con dei palloncini di vari colori; improvvisamente si alzò un vento forte e violento, impetuoso tra il levante e la tramontana, ed egli tirando un respiro profondo si volse verso di noi. Non c’era anima viva, e realizzai che non ricordavo assolutamente d’aver visto neppure un’automobile, nei dintorni. Dapprima la cosa mi parve strana ma poi compresi tutto; la persona che avevo davanti non poteva essere che l’Angelo Custode di sua moglie CHIARA. E infatti non mi sbagliai. Una vibrazione dalla profondità del suo corpo divenne più forte ed imperiosa; un vero e proprio grido di disperazione. Lame di luce accecante tagliarono obliquamente l’oscurità; era alta energia, raccolta e potente, di una forza impulsiva indescrivibile. Rapido come un raggio di sole spiegò le immense ali splendenti d’argento, da cui si staccarono mulinelli di piume incandescenti che intrecciarono animate danze e fantasie d’amore nell’aria, ed egli sollevò da terra entrambi i piedi. L’aspetto del suo viso mutò, e la sua veste - dorata, aperta davanti ed amplissima, con i risvolti di damasco azzurro - divenne candida come un giglio. Le stelle si fecero brillanti quanto zecchini ardenti, come se avessero il proposito di discendere ad esibire i propri misteri. Le ombre si infittirono aggressive, profondamente nere. Quasi tutte le foglie degli alberi divennero secche. Il silenzio calò troneggiante. Qualcuno alle sue spalle cadde con fracasso attirando la sua attenzione, ed Andrea si girò di scatto. Poi, una forza così inaspettata - che colse di sprovvista l’Angelo - gli piombò addosso lasciandolo privo di difese e lo fece quasi crollare in ginocchio. Io stesso sentii una lieve folata di profumo - che sapeva di umido - soggiogarlo in forma di vapore e vidi un lampo così intenso da togliergli il respiro. Quando inciampò, nel senso stretto della parola, in un sasso per poi riconquistare l’equilibrio e volgersi a guardare ciò che lo avesse colpito, un dolore improvviso - tagliente più di un rasoio - irradiato alla spalla sinistra, fermò bruscamente ogni sua attività di pensiero. Chinò il capo in segno di resa, gli occhi rivolti al suolo, ma perso nel vuoto baciando la pesante croce di San Benedetto che portava al collo. Allora scorse delle unghie acuminate d’artiglio di una entità infernale e innominabile fuoriuscirgli dal torace. Strinse i denti quasi a frantumarli per non urlare, quindi afferrò saldamente quella mostruosità di protuberanza cercando di estirparla da sé. Ma il maligno fu più rapido ed assunse fattezze incorporee prima ch’egli potesse scacciarlo. Troppe le sensazioni che lo dilaniavano senza requie e che guerreggiavano dentro l’un l’altro in una lotta letale e senza fine. La ferita era profonda, ma certo ne aveva viste di peggiori; tuttavia, dopo qualche attimo riuscì a riprendersi ed ingoiando le lacrime ci fece cenno di seguirlo oltre l’angolo di uno dei tanti vicoli ciechi del quartiere. Circondata da tanti piccoli angioletti vi era una figura a noi già conosciuta, con raggi che promanavano dalla sua persona in modo che non si potesse osservarla e pensare a qualcosa di terreno: NONNA BIANCA era tornata ancora una volta a piangere le sventure dell’Angelo di sua nipote, patendone i sudori e le fatiche ch’egli doveva sostenere. Gli si avvicinò e sussurrò a Lui qualcosa all’orecchio. Andrea scosse la testa spaurito, ed avvolgendola con le sue grandi ali dentro di sé, prese le sue mani tra le sue, le diede una carezza affettuosa sulla guancia e lei lo lasciò fare flettendo i muscoli, inarcandosi in avanti e, come una freccia scagliata da un arco, svani com’era apparsa. Quindi con un tono di voce che ci fece scorrere un leggero brivido sulla schiena, disse - “Volete venire con me?” E senza perder tempo ci portò in un mondo paradisiaco; edifici bianchi e splendenti come i diamanti, strade lastricate d’oro e cielo terso ed azzurro come non lo avevo mai visto. Quella era casa sua, il suo ambiente, il suo mondo, ed io e Lauren non riuscimmo a credere a quello che vedevamo e sentivamo. Nella pace e serenità di quel luogo tutto fatto di nuvole rosate e cremose di incantevole bellezza e perfezione - sotto la copertura delle chiome delle piante secolari, rimaste adunate a costituire un piccolo bosco - si respirava un’aria pura ed incontaminata, vivificatrice. Qui l’angelo Custode di sua moglie CHIARA, ricolmo di ricompense e di gloria, usciva da quei combattimenti costanti con il MALE da assoluto vincitore, e a noi poveri mortali ci sembrò quasi un sogno tanto quella luce irreale lo rese d’alabastro trasparente. E con una voce rivelatrice della presenza di una essenza che travalica i limiti della nostra ordinaria percezione disse - “Dovete sapere che Dio è realista, sa di cosa siete fatti voi uomini, conosce i vostri punti deboli, le vostre difficoltà e proprio per questo crede in voi, vi ama più di quanto voi amiate voi stessi. Conosce perfettamente tutto il futuro e dell’eternità tutte le cause per le quali è impossibile che ciò che dovrà succedere non accada. Conosce il talento e l’impegno di cui ciascun essere umano è capace, ma che a causa del suo peccato ha pezzetto dopo pezzetto rimosso dalla sua stessa esistenza. Siete tutti peccatori. Anche questo è parte della dottrina, ma a voi piace dimenticarlo e Dio lo sa benissimo. Tuttavia, in quanto siete sue pecorelle, siete stati redenti col suo sangue ed ogni uomo che è stato redento in Cristo ha una sua storia di salvezza che si riflette nella sua anima, nel suo cuore. Siete fatti ad immagine di colui che è amore, amore per l’altro; e dunque il vostro essere è un essere-per-amare. Chi non si apre all’amore, scoprendo, a poco a poco, di esser fatto per l’amore, chi non vuole aprirsi all’amicizia e non si apre alla vita, non ha la vita, rimane perennemente ancorato all’esperienza della radicale solitudine individuale, chiuso nei limiti della propria soggettività senza poter vivere una vita piena di gioia e di pace interiore. Per credere nell’indissolubilità del matrimonio, che non è una mera dottrina, Alberto, bensì un dogma divino e definito dalla Chiesa, è necessario credere nella fedeltà, e per credere nella fedeltà è necessario credere nell’amore, ma per credere nell’amore è fondamentale credere in Dio. Non si può credere all’amore vero senza avere fede in Dio. L’amore è uno dei sentimenti più intensi che un essere umano possa provare ed il fatto che possa essere eterno e perenne dipende dal esser certi che esista un Dio che è amore, perché le definizioni PER SEMPRE e DA SEMPRE sono legate al Creatore. Quando si perde la nozione di Dio, ci si perde d’animo e si ha l’impressione che il male sia più forte del bene, cosicché la concezione stessa dell’amore viene meno… Mia moglie Chiara… come tanti di voi… ha perso la fede e non riesce più a credere in Dio. Io sono qua per aiutare Lei a ritrovarla”. Intanto che parlava sul suo viso continuarono a scorrere le lacrime e a scendergli lungo il collo fin sul petto. Le ali dell’Angelo, mutarono improvvisamente. Diventarono lunghe e spesse lumeggiature bianche dai contorni giallo ocra nella parte superiore e si dissolsero inferiormente nello sfondo senza contorni definiti. Fece dunque un balzo in avanti che tradì una rabbia impotente e si librò in volo, alto sopra la nostra testa. Incorniciato dalla sua aura di calda e nobile perfezione, era una bellezza misteriosa che toglieva il respiro. Nel mezzo di un turbine, fra un continuo rumoreggiare di tuoni scomparve poi, come offeso della sua solitudine, tra mille scintille brillanti… e noi ci trovammo nuovamente nel cuore della Capitale a pochi metri da dove avevamo parcheggiato l’auto. Ci fiondammo a casa e mi misi a scrivere al computer per tutta la notte quest’articolo. Le oltre tre ore di videoriprese realizzate con la fotocamera del mio cellulare - particolarmente riuscite - erano state emotivamente impegnative, e furono da me salvate nell’HARD DISK prima che venissero trasferite alla custodia archivistica del notaio di Torino e lì conservate su due DVD non riscrivibili da 120 minuti l’uno e dalla capacità di 4.7Gb; una documentazione unica nel suo genere a livello internazionale, e di una straordinaria complessità strutturale. Prove che non si possono trascurare né ignorare, in quanto concrete e tangibili, incontrovertibili dei fatti, e non delle opinioni. Terminato l’articolo che state voi leggendo mi parve di capire tutto, poi dubitai d’aver compreso; lo rilessi, e lo rilessi ancora e mi persuasi di non aver nulla inteso. Esaminavo quelle immagini sconvolgenti incredulo, perché c’ero anch’io in esse ed era come se qualcuno mi narrasse qualcosa, e mi resi conto di come sarebbe divenuta vuota la mia vita senza di Lui. Mi trascinai fino al letto, sul quale mi gettai senza spogliarmi. Dormire? Ma chi volevo prendere in giro? Non sarei mai riuscito a prendere sonno. In più ero troppo agitato, quindi lasciai vagare gli occhi per la stanza, piangendo sommessamente perché non volevo che il mio pianto potesse essere motivo di disturbo per mia moglie. Ad un certo punto decisi di farmi una doccia e quasi mi addormentai in piedi, cullato dal getto d’acqua calda, assopito dal vapore divenuto visibile a mezzo della condensazione. Mi sentivo tanto il protagonista di uno di quei thriller sul paranormale, che tra l’altro mai avevo visto in vita mia. Riposai successivamente su di una poltrona davanti al camino dopo aver bevuto del latte tiepido lasciato dalla sera precedente. Fu un sonno inquieto, interrotto e pesante, pieno di presagi. Avevo visto molte cose nell’arco della mia esistenza, ero stato in guerra come inviato speciale, ma prima d’ora non avevo mai visto il PARADISO; un’esperienza imprevista che mai avrei preso in considerazione e che non avrei più dimenticato. In parte ero triste per la fine della nostra avventura; in parte emozionato all’idea di rivedere l’Angelo Custode, di lì a qualche ora. Fu come se tutto il mondo, la luminosità del cielo sbiadisse nel grigiore della notte alla luce della sua presenza-assenza. Eppure mi sentivo mortalmente stanco. Stanco di combattere. Di essere solo. Un Angelo di bontà e di virtù cristiane era Lui, una creatura che non perdeva occasione ogni volta di spandere intorno a sé una carità inesauribile, ma che ciò nonostante si sentiva prigioniero in un mondo malato, investito di un potere sovrumano, dove i valori muoiono lentamente al pari dei sogni. Quello era il prezzo da pagare ad un mondo che non era il suo; un Angelo Custode animato dall’amore, che ha in Dio il suo punto di partenza e di arrivo. Un messaggero del cielo in Terra; un messaggero mandato per punire le persone ostili al Signore e salvare la sua protetta, nonché moglie, CHIARA. E io ve lo confermo per l’ultima volta: non sto scherzando affatto!! Tutto ciò che avete letto è veramente accaduto - da me raccontato con la massima sincerità, senza esagerazioni o fioriture - in data venerdì 5 ottobre 2018 tra le 00,00 e le 04,00 del mattino, ponendo all’attenzione dell’opinione pubblica una storia molto più completa, obiettiva e con una grande attenzione ai dettagli, senza mai nascondere le mie idee e la mia partecipazione appassionata agli eventi descritti da me vissuti.

Parafrasando quanto detto da Antonio Gramsci nel 1931, in una a lettera a sua cognata Tatiana Schucht, io, ALBERTO DE PRA, non sono mai stato un reporter che vende la sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente mentire, perché la menzogna non entra nella mia qualifica professionale. A questo riguardo Francesco Lamendola scrive in un articolo dal titolo LA MENZOGNA NON È SOLO UN PECCATO, È UN SACRILEGIO: “Chi offende la verità, offende direttamente Dio; chi offusca, inquina o manipola la verità, tenta di offuscare, inquinare e manipolare Dio stesso. La menzogna, anche quando si riferisce a cose in se stesse leggere, o comunque non gravi, ha sempre un che di diabolico. E la menzogna più diabolica di tutte è quella che protesta la propria innocenza, è quella che recita la commedia della meraviglia e del candore, della verità offesa, della sacra indignazione e dell’amor proprio ferito, allorché viene smascherata, o anche soltanto intravista, o intuita, dagli altri. Ne abbiamo un perfetto esempio nell’atteggiamento di Giuda Iscariota durante l’Ultima Cena, quando, alla drammatica asserzione di Cristo: Uno di voi mi tradirà, che gela letteralmente gli apostoli, ciascuno di loro si affretta a domandargli: Sono forse io? E anche Giuda non si trattiene dal chiedergli: Sono forse io, Signore? Ecco la bestemmia”. E poi, io, in quanto cronista e giornalista d’inchiesta, faccio il mio lavoro con coscienza, tanto che a volte per scrivere magari quindici righe su di Andrea ci penso per ore intere. Mi sforzo in quanto professionista nella comunicazione di discernere gli elementi ed i fattori dell’esperienza da me narrata; ad ogni nuovo appuntamento con l’evento che mi tocca descrivere sottopongo nuovamente ad esame le idee di cui sono armato, tenendomi ad ogni istante pronto ad abbandonare gli schemi interpretativi e le verità generali che avevo fino a quel momento giudicato valide, modificandole alla luce dei fatti nuovi che non posso, per ovvie ragioni, prevedere. Ciò serva per credere che non scrivo favole; anzi, che scrivo meno di quel che potrei. Sì, proprio così, le storie raccontate in questi articoli sono assolutamente vere. Poiché le cose vere intanto sono vere in quanto sono; tanto vere quanto semplici, quanto naturali, tanto naturali quanto divine. Non si tratta di una manovra pubblicitaria dei media… c’è davvero un Angelo in carne ed ossa tra di noi ed il suo nome è Andrea, ed è caduto in una trappola più grande di Lui. Gli angeli esistono, esistono gli angeli custodi, e manifestano la presenza di Dio sulla Terra che è sempre vicino all’uomo. L’Angelo è luce e fiamma, per cui non ci sono limiti né di spazio né di tempo per Lui. Ogni altezza, profondità ed ampiezza dell’essere è ambito dov’egli è presente. Egli sale, penetra, trapassa. Questo si esprime nelle sue ali. Ma a volte è anche qualcosa di più e può assumere la fisicità di un uomo in tutto e per tutto. Crediate o non crediate ciò, che io vi dico, egli nel vero e così. Ho condotto, in quanto cronista di nera, inchieste giornalistiche per oltre vent’anni in un ambiente spesso ostile, occupandomi di numerosi processi riguardanti i diversi volti di Cosa Nostra - altro che scrittore fantasma senza gloria né posterità!!! Di mestiere non faccio lo scrittore, e chi ne dubita si vergogni, se ha dignità, di rinnegare la cultura ed il lavoro degli altri. Che si sappia ch’io ho seguito personalmente tutte le fasi d’indagine di alcuni tra i più illustri casi di omicidio ed ho svolto indagini su reati di corruzione, induzione alla concussione ed abuso d’ufficio. Gli editoriali da me redatti sono stati pubblicati su tutti i principali quotidiani a tiratura nazionale, e le notizie si sono così sparse a macchia d’olio. Ho dato il mio contributo professionale lavorando su tutte le prime sette reti televisive generaliste in programmi di informazione in qualità di autore in redazione e co-conduttore, e devo confessare che è la prima volta che sento accuse tanto assurde e deliranti. Lo pseudonimo con il quale mi firmo - ALBERTO DE PRA - per motivi di privacy, è stata una scelta dovuta per trattare di argomenti scomodi - cosa che faccio regolarmente in queste pagine, tenendo in tal maniera separate le due “vite”, sfera privata e sfera pubblica, a tutela della mia famiglia, visto e considerato che in passato - all’inizio di questo percorso professionale - abbiamo ricevuto minacce, non limitate alle sole intimidazioni verbali.

Il suo amore per te CHIARA è per SEMPRE. Ti ama di un amore eterno. Il tuo Angelo Custode, è al tuo fianco, anche se a volte ti sembra lontano. Non è ancora un rinnegato. Ha le ali e prende istruzioni dagli arcangeli, che gli hanno ordinato di proteggerti. E Lui ti ha protetta, ma tu sembri essertene dimenticata. In vita sua non ha mai lottato per qualcosa. Adesso sta lottando per Te. Ti assicuro che non lo farebbe se non fosse innamorato. Faccio il giornalista e non il romanziere semplicemente perché non mi piace inventare. Se non lo avessi visto con i miei occhi, e se non esistessero fotografie e video a testimoniarlo, io stesso metterei in dubbio il tutto. Sono contento di averti raccontato come è successo, così potrai capire perché l’amor suo ti è sempre sembrato fuori del comune. E concludo con una poesia di Giacomo Colosio che possa farti riflettere: “L’amore vince su tutto, vince sempre… non fosse così non ci sarebbe vita. L’amore è più forte, fa tremare polsi e gambe, fa cantare le statue, parlare i quadri e ballare i ponti che scavalcano città morte. L’amore dipinge l’asfalto d’azzurro e lo trasforma in cielo, regala parole ai muti, dona musiche ai sordi, fa sorridere i tristi. L’amore vince sempre, prima o poi stende tappeti di fiori sopra le macerie del dolore, seppellisce le pene, fa fiorire rose blu nel deserto. L’amore è il mago della vita… dove c’è lui gli alberi danzano la più bella delle primavere e il cuore dell’uomo canta poesie di rara bellezza”. Corri dal tuo Angelo… che aspetti!!!

ALBERTO DE PRA
Giornalista e Capo Ufficio Stampa

  • 11 December 2018
  • 14

Contattami

Andrea Brusa

Il tuo messaggio è stato inviato!