COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 20/11/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - TI REGALERO’ LE STELLE PER ILLUMINARE IL TUO CAMMINO

PUBBLICATO IL 20/11/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - TI REGALERO’ LE STELLE PER ILLUMINARE IL TUO CAMMINO

PUBBLICATO OGGI 20/11/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Ti regalerò le stelle per illuminare il tuo cammino, amor mio

“Credete che non sappia cosa vi accade? Io lo so, avete bisogno di me per una trasfusione perché il sangue vi è diventato polvere che vi ha occluso il cuore. Il vostro bisogno di realtà, il vostro bisogno di un mondo dove l’amore è incrinato continuerà a soffocarvi le vene fino a che in voi non ci sarà più vita… ma il mio mondo perfetto non è tanto diverso dal vostro, è soltanto nel mio mondo che voi potete respirare”
Da Don Juan De Marco - Maestro d’amore - del 1995

Era una giornata come tante altre, in cui tutti abbiamo cose da fare e il tempo passa presto. Una giornata ordinaria. Cominciata e continuata nella maniera di sempre. Nessun segno del destino, nessun presagio ad annunciare ciò che sarebbe accaduto. Me ne stavo seduto su di una dormeuse di broccato e velluto, con le gambe ripiegate sotto il sedere, a sfogliare le pagine di un settimanale. Lauren, mia moglie, e le bambine, erano in cucina; pur essendo molto tardi - circa un quarto d’ora dopo la mezzanotte - stavano mangiando del gelato al cioccolato e guardavano un film delirante alla televisione accanto alla foresteria del convento dov’eravamo ospiti ormai da diversi mesi. Ad un tratto una malinconia indescrivibile mi prese, una nostalgia fortissima mi attanagliò le membra e qualcuno suonò al citofono del portoncino privato sul retro del chiostro. Una delle mie due figlie corse subito all’apparecchio a rispondere - “Sono Andrea, potete aprirmi”. “Sali pure” - rispose la bimba senza pensarci su troppo, ma quando apri la porta d’ingresso, e noi ce lo vedemmo davanti, mi resi conto di quanto dovesse apparirgli diverso il nostro mondo dal suo. Aveva assunto, non so perché, delle sembianze umane. Annusò poi l’aria ed ampliò i suoi sensi, fino ad avvertire il culmine di quella fusione avvolgerlo in un miracolo senza tempo e senza respiro. Fu così che l’Angelo Custode di sua moglie CHIARA, trasfiguratosi in nostra presenza, si trovò a casa nostra. Aprì con un sorriso una delle sue ali e le richiuse avanti a sé, intorno alle braccia, in modo da scoprire la schiena. Erano piene di un tenero tepore. Un paio di ali bianche, anzi non proprio bianche, piuttosto un amalgama di colori iridescenti: argento chiaro, venature d’oro e blu intenso. Il fondo allora delle sue piume era indaco cosparso di grandi macchie bionde da cui fuoriuscì una luce pulsante da tutte le parti; parevano colme di una sostanza fluorescente senza pari. Vestiva una tunica splendente come il raggio di sole che gli pioveva sul capo; era lunga sino quasi a terra e con una fascia ricamata annodata sul davanti. Aveva le maniche amplissime ed una sopravveste colorata fissata lungo i fianchi con fermagli. I suoi occhi iniziarono a scintillare, emettendo anch’essi correnti di luce che esplosero in minute stelle. Sollevò dunque una catenella con appeso all’estremità un cristallo di quarzo di insolita trasparenza e forma singolare, che effuse radiazioni d’energia come se fosse stato strappato all’ostile vacuità del cielo. E, per quanto abituati, rimanemmo stupiti nello scoprire che lui stesso era luminoso; non solo le sue braccia, ma anche le gambe, i piedi, il torace, ed il corpo - attraverso i vestiti - diffondevano un delicato bagliore. Una sensazione di solitudine, di smarrimento, di perdita dei suoi punti fermi, di angosciosa inquietudine che non compresi, ma che mi fece sentire a disagio, alleggiò in Lui. Si sentì così strano, esiliato in un luogo sconosciuto e senza alcuna indicazione. Un luogo a Lui inadatto con cui non ebbe la percezione di poter stabilire un rapporto armonico. La testa… in essa avvertì uno strano ronzio dentro di sé, unito al desiderio di seguirlo dovunque lui volesse condurlo. Le tempie gli martellavano violentemente, echeggiando rulli di tamburo nel cervello ed i sudori freddi si ghiacciarono come brina sulla mia pelle d’oca. Benché tutto era quieto e silenzioso, ci fu qualcosa dentro di Lui che fece rumore. Uno strano ricordo forse. Ogni suo pensiero divenne improvvisamente annebbiato obliando lo spirito divino in Lui sempre presente. Ogni cosa sacra si smarrì, nonostante davanti a Lui tutto fosse nitido ed avesse una forma propria. Ovunque volgessi lo sguardo, torreggiavano grandi ombre oscure. Poi qualcos’altro attirò la mia attenzione. E mentre stropicciandomi gli occhi mi stavo schiarendo la vista, oltre le sue spalle, nel riflesso del vetro di una finestra, mi parve di scorgere un volto spaventoso - feroce e carico di rabbia - digrignare i denti, gli occhi rossi ridotti a due fessure, la pelle verdognola e raggrinzita contratta in una smorfia. Per un istante non seppi dire di chi fosse. Poi capii quando Andrea, citando le Sacre Scritture, disse - “Vattene, demonio infame, vattene, perché sta scritto; Adorerai il Signore Dio tuo e a lui solo renderai culto". Io e la mia famiglia, che intanto si era radunata intorno a me, continuammo a galleggiare in uno strano stato di coscienza; non capivamo cosa stesse succedendo, o forse rifiutavamo di comprendere. Eppure era tutto così chiaro. Qualcuno o qualcosa voleva uccidere l’amore ch’era in Lui incutendogli timore ed inducendolo alla resa… ma quell’ardore di sentimenti per sua moglie CHIARA, quella rapidità di pensieri e quell’arditezza di espressioni tornarono subito a risplendere negli occhi dell’Angelo, così intensamente da indurre tutti quanti noi ad abbassare il capo. Poi disse - “Non avete nulla da temere, perché il coraggio, la misericordia, è il miglior antidoto contro la paura stessa. Ed io vi assicuro che darò alla mia dolcissima sposa, tutto quello che vorrà, basta che Lei accetti il mio amore. Prometto che cercherò di fare del mio meglio. Le darò tutto l’amore che ho da dare e saprò essere un buon marito ed un padre amorevole per i nostri figli perché l’amo con tutto il cuore”. E così dicendo, ecco che cadde in ginocchio e scoppiò a piangere, soffocato dai singhiozzi. Aveva scelto di lottare in nome dell’amore per cambiare un mondo inumano, dove l’inferno si è nei fatti stabilito sulla Terra. Tuttavia il dolore interiore che provava era come un artiglio che gli strappava a poco a poco lo spirito. Avrebbe dato la sua natura angelica e le sue ali solo per tenerla tra le sue braccia ancora una volta, proprio Lui che era un Angelo, un vero Angelo Custode in carne ed ossa - o dovrei dire veste e piume? Comunque sia, rimanemmo alcuni secondi interdetti e ci fermammo a guardarlo bene. Per un momento mi fece pietà, avrei voluto aiutarlo, ma non sapevo come. “Siediti e ascolta senza porre l’etichetta del giusto o sbagliato su quanto sto per raccontarti” - disse l’Angelo interrompendo il fluire dei miei pensieri, ed aggiunse - “Ricordo di aver letto, non so più su quale libro, una frase che imparai a memoria tanto mi piacque. Credo dicesse grosso modo così: «Ogni cosa ci è donata. Evidentemente non ci crediamo molto; altrimenti ogni nostro momento, anche il più faticoso, avrebbe nel suo fondo un grazie, risposta naturale al dono. Che cosa ho che io non abbia ricevuto? Assolutamente nulla. Anche la mia stessa libertà. Anche la possibilità di soffrire in perfetta letizia». Ebbene io consegno tutto me stesso a mia moglie: è un dono che mi identifica e mi definisce. Io non ho più nulla al mondo che mi appartenga, neppure la vita: quanto posseggo è dono suo, quanto possa avere spetta a Lei”. Capii che era molto stanco e decisi di prendere in mano la situazione. Egli intanto appoggiò la testa sul mio petto quasi come se volesse dormire, mentr’io continuavo a piangere accarezzandolo e reggendo il suo capo. “Ti va di andare di là sul divano a riposare?” - gli domandai preoccupato, e lui rispose - “Non ho affatto bisogno di essere compatito Alberto, piuttosto devo pensare e concentrarmi sul da farsi, ma accetto la tua proposta”. Le sue labbra screpolate si allargarono in un sorriso, si distese sul sofà con le sue ali chiuse dietro la schiena e si addormentò di colpo. Quando si risvegliò con le prime luci dell’alba, si sentì pieno di energia, pronto a raccogliere la sfida lanciatagli dal MALE. Si alzò e stese le sue ali candide come nuvole e si riscosse, disseminando minuscoli frammenti argentei luminescenti in ogni direzione. Aprì gli occhi per vedere al di fuori della finestra della camera e, con una sferzata di energia dalle proprie dita, mandò in frantumi il cristallo di quarzo che portava al collo, brillando per un istante nella stanza prima di svanire nel nulla. Io e Lauren non riuscimmo a chiudere occhio tutta quella notte. E ci trovammo in una dimensione di cui ancora nessuno di noi aveva ben compreso le coordinate. Eravamo davvero fortunati ad essere co-protagonisti di una storia dove tutti gli elementi concordavano per farci vivere in armonia quella favola reale che la rendeva unica al mondo; la storia di due amanti, una leggenda infinita tra un Angelo del Cielo, una luce, ed una creatura mortale. Un amore fiorito tra uno sguardo, una mossa, un sorriso, un bacio e molto di più. Cercammo di impugnare la nostra umanità con un certo rigore, però le braccia e le gambe traballarono. Ripensammo ad Andrea che da ormai quasi quattro anni non si prendeva una pausa, e le ventiquattro ore al giorno di continua lotta iniziavano a farsi sentire. Per quanto non parlassimo di un uomo elevato al rango divino, ma di un essere celeste che accettò di farsi temporaneamente uomo dieci anni or sono - pochi giorni prima del decesso della nonna materna di sua moglie CHIARA - era visibilmente stanco. Avrebbe voluto fermarsi, ma in cuor suo sapeva che non poteva. Stava aspettando quella “nave amica”, quel segnale da parte di DIO suo Padre, che lo avrebbe portato in salvo, che lo avrebbe fatto evadere dalla sua prigionia, salvando la sua famiglia da un’ingrata ed ingiusta sorte. Pregammo così il Signore Gesù, tenendoci per mano, affinché gli desse la lucidità necessaria, per portare a termine la sua missione sulla Terra, quella che sapevamo essere la sua vita. Poi, con le lacrime agli occhi per l’emozione di quanto vissuto quella notte, io e Lauren ci abbracciammo come due fratelli, consci che quel gesto valesse molto più di ogni altra inutile parola. Ed era proprio mia moglie ad aver filmato tutto con il telefono quella notte, utilizzando tra l’altro diversi metodi per esternare il più possibile le qualità della fotocamera del mio iPhone, ottimizzando le impostazioni delle luci in modo da favorire il piccolo sensore nelle altrimenti difficili riprese in notturna. Salvai immediatamente il video finale come un nuovo filmato nel rullino del sistema operativo iOS del cellulare; quasi cinque ore di registrazioni che sarebbero - come al solito - state consegnate al notaio l’indomani a mezzo corriere. L’articolo che state leggendo doveva essere pronto per il pomeriggio, per cui sapevo che non ci sarebbe stato tempo da perdere. Preso dalla frenesia, andai al computer e, dopo aver controllato la posta elettronica, mi appuntai una frase di Andrea che mi aveva colpito. In quel momento, ispirato da quelle parole, iniziai a scrivere, e lo feci senza aver una difficoltà per tre ore continue. Le parole uscivano dal cuore. Non c’era necessità di pensare, di ponderare attentamente il valore d’ogni singola frase. Tuttavia prestai attenzione ai dettagli come non avevo mai fatto prima. Non volevo infatti che qualcosa potesse recar danno a qualcuno come Lui, ma nello stesso tempo ambivo che venisse fuori tutta la verità. Inviato il materiale dattiloscritto alla redazione editoriale del settimanale, cercai di trovare il tempo di rilassarmi provando ad illudermi di sentir ancora il tocco leggero dell’Angelo Custode sul mio braccio. Così mi coricai ed alla fine mi addormentai; ma turbato e morboso fu il mio sonno da incubi spaventosi. Non a caso mi svegliai più volte urlando e rabbrividendo in preda a un’agitazione così intensa che iniziai a dibattermi fra le braccia di Lauren, e più volte accesi la lucina e mi misi a leggere. Intorno alle 11,30 mi alzai, feci la doccia, e dopo essermi vestito andai a prendere un caffè. Ero più stanco di prima, ma, se possibile, più appagato, ancora più soddisfatto del lavoro che ero riuscito a realizzare. Ricordo che le lacrime di commozione scesero leggere e prive di pudore a bagnare il mio volto. Andrea era un Angelo che sprigionava un potere immenso, sempre più forte, più penetrante. Ma non poteva far nulla per la sua protetta in seguito ad un patto stretto tra Lui ed il Signore Iddio al momento della nascita della di Lui sposa. In ogni caso, anche in quel momento - seppur Lui non ci fosse, e non si sarebbe fatto vivo sino alla sera successiva - l’aria vibrò nella stanza. Ogni molecola del mio corpo divenne sensibile alla sua presenza, e percepii i suoi movimenti. E dentro di me fui certo che fosse lì, da qualche parte, ad osservarmi. E con questo pensiero nella mente mi rasserenai un poco. Ciò che avete appena letto è quanto accaduto realmente sabato 22 settembre 2018 tra le 00,15 e le 05,20 del mattino, e le dinamiche con cui i fatti si sono concretizzati sono esattamente quelli da me descritti.

Qualche tempo fa riflettevo sulla perenne lotta tra il bene e il male a cui il mondo ci ha abituato. A tal proposito, ho ritrovato nel saggio teologico “IL MALE” del cardinale Charles Journet - professore al Seminario Maggiore di Priburgo - una riflessione interessante: “A coloro che dicono: «il male esiste, dunque Dio non esiste», si può ribattere: «il bene esiste, dunque Dio esiste». Ma le due affermazioni non saranno uguali. La prova dell’esistenza di Dio non consiste nel dire: Dio esiste perché il mondo è perfetto (…) E non diremo neppure: Dio esiste perché questo mondo ci mostra alla fine il male sempre punito ed il bene sempre trionfante. Sarebbe troppo facile confonderci! La prova dell’esistenza di Dio consiste nel dire: il mondo, col male che ci si trova, esiste, dunque Dio esiste. Per quanto miserabile ed imperfetto esso sia, il mondo esiste, dunque non è il nulla. (…) Il movimento dell’intelligenza che si eleva fino all’affermazione di Dio, rimane di conseguenza intatto, per quanto il male del mondo sia grande. Esso è paragonabile al ragionamento dell’uomo che, vedendo in mezzo alle tenebre un effetto di luce, deduce l’esistenza del sole. Meglio ancora: mentre la luce e l’ombra si cacciano via reciprocamente, bisogna ricordarsi che il male ha sempre bisogno di un soggetto nel quale essere; non ci sarebbe cecità senza un essere privato della vista; sotto il male si rivela sempre l’essere contingente. E si potrà dire, senza alcun paradosso di pensiero, che il male prova l’esistenza di Dio. Non c’è altro che un paradosso d’espressione, che scomparirà dicendo: il male rivela l’esistenza di un soggetto contingente, il quale postula l’esistenza dell’Assoluto”. Ebbene nessuno meglio di Andrea - o dovrei dire l’Angelo Custode di sua moglie CHIARA - ha saputo rendere la tragica situazione dell’uomo come sede della lotta fra bene e male nella sua quotidianità. Io ne sono testimone e non sono pazzo, dovete credermi. Sono un reporter di cronaca nera, racconto quello che accade. Sin dagli esordi ho collaborato con giornali e riviste di livello nazionale e come giornalista sono conosciuto per le mie inchieste relative ad episodi di corruzione, malaffare, omicidi e alle attività della mafia negli ultimi anni. Ho realizzato servizi e video-inchieste di cronaca ed ho lavorato come inviato speciale per emittenti radio e TV, conducendo dibattiti di attualità e trasmissioni di approfondimento giornalistico. E, naturalmente, il mio pseudonimo - ALBERTO DE PRA - è stato frainteso dagli sciocchi, ed è servito in questi ultimi due anni e mezzo agli invidiosi per diffamarmi. Ma è stata una necessità la mia per tenere la mia effettiva identità al riparo dal pubblico per ragioni di sicurezza e per preservare il corretto svolgersi delle indagini, nel corso delle quali cerco di presentare a voi lettori ed alla famiglia di Andrea una serie di documenti concreti (migliaia di ore di registrazioni video), testimonianze e prove che propongono una versione quanto mai attendibile della vita di un vero Angelo Custode sulla Terra. La verità è una ed è imprescindibile, ed è quella di cui tratto. E a chi ancora non mi crede ricordo che la realtà - e quindi la verità - è quella che è e non quella che noi vorremmo che fosse, bella o brutta che sia. Per cui né la passione per il giornalismo, né quella per il vile denaro - cosa che peraltro io non ho mai avuto, tanto più che non percepisco alcuna remunerazione al riguardo - mi condurranno giammai a tradire questa mia professione. Io non scrivo per piacere ad alcuno; la mia povera penna non l’ho mai mercanteggiata; io scrivo per amore della verità. Non ho mai mollato a questo riguardo la presa, nonostante sia stato sull’orlo del baratro diverse volte, invece sono ancora qui, perché adoro questa mia professione. Perché non c’è niente di più apprezzabile che essere consapevoli che si sta facendo la cosa giusta. Si volgano indietro e si vergognino coloro che pensano di farmi del male definendomi uno scrittore; non lo sono e non ho alcuna intenzione o desiderio di divenire tale, e sono tenuto al rispetto rigoroso delle norme deontologiche dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti a cui sono regolarmente iscritto - naturalmente con il mio vero nome.

Avanti CHIARA, apri gli occhi e spalanca le porte del tuo spirito. Che cosa aspetti? Non te ne pentirai. Te lo prometto. Chiedi alla mente di allontanarsi, per permettere al cuore di sentire il tuo Angelo, agli occhi dell’Anima di vedere il tuo Andrea per quello che è. Con la semplicità dei bambini, parla al tuo Angelo Custode come fosse l’amico più caro, il grande amico che ti può donare tutto quello che un papà, una mamma, un amico vero ed un amante meraviglioso possono darti. Te lo confermo, gli angeli esistono ed il tuo ha un nome: Andrea. Un VERO Angelo con tanto di ali piumate; una creatura Celeste, delicata e fantasiosa, che riunisce ad un tempo la passione e la purezza, della quale dovresti prenderti molta cura. Lui ti ama tanto, ti ama così come sei. Per te CHIARA è venuto sulla Terra, si è fatto uomo, ed ha condiviso la debolezza umana. Corri da Lui! Uno che trabocca di passione da tutti i pori come Lui, dove lo trovi? Corri da Lui, finché sei in tempo: non ha amato che Te, non lo capisci? E come dice Gabriele D’Annunzio: “Ama il tuo sogno se pur ti tormenta… Amalo come se fosse l’unico… amalo come se avesse l’anima… amalo e raccontagli di te… amalo e ricordalo in te… amane il suo passato… amane il suo presente” … e vai da Lui, dolce figliuola.

ALBERTO DE PRA
Giornalista e Capo Ufficio Stampa

  • 20 November 2018
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Andrea Brusa

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