COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 13/11/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - SEI IL MIO SORRISO E LE MIE LACRIME

PUBBLICATO IL 13/11/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - SEI IL MIO SORRISO E LE MIE LACRIME

PUBBLICATO OGGI 13/11/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Sei il mio sorriso e le mie lacrime

"I poeti spesso descrivono l’amore come un’emozione incontrollabile, che cancella la logica e il buon senso… è accaduto anche a me. Non avevo previsto di innamorarmi di te, e immagino che nemmeno tu avessi previsto di innamorarti di me. Ma quando ci incontrammo, fu subito evidente che nessuno di noi due avrebbe potuto controllare quanto stava accadendo. Ci innamorammo nonostante le nostre differenze, e nacque tra noi qualcosa di raro e di stupendo. Secondo me, un amore così è unico nella vita, ecco perché ogni minuto passato assieme è sigillato nella mia memoria. Non me ne dimenticherò mai"
Dal film Le pagine della nostra vita - 2004

Mentre mi preparavo a guardare le repliche in TV di vecchi telefilm degli anni Ottanta, lo sguardo mi andò alla foto sul comò, accanto al paralume di perle di vetro e ad un piccolo orologio a sveglia che segnava mezzanotte e mezza. Era un’istantanea Polaroid di una giornata al circo con le mie bambine scattata a loro insaputa la scorsa estate. Pensai che anche questa settimana non avrei mantenuto la promessa fatta a loro di portarle ad assistere allo spettacolo di arte di strada che avrebbe avuto luogo dalle nostre parti e che si sarebbe distinto per le prestazioni artistiche dei clowns e le esibizioni ginnico-sportive degli acrobati e degli equilibristi. Mi sentivo in colpa per questo e totalmente inadeguato come padre. Lauren, mia moglie, cercando di rassicurarmi con un tenue sorriso, mi fece compagnia. Ci mettemmo a letto, lei mi avvolse con il suo corpo, io la strinsi forte e, senza dire una parola, ci addormentammo. Quando ad un certo punto ebbi la vaga percezione di spostarmi ad una velocità vertiginosa per boschi e valli. Non riuscivo a capire se a muovermi fossi io o la camera da letto, fatto sta che tutto girava intorno a me nell’oscurità; mi sentii come inghiottito in un profondo baratro infernale che si stava aprendo sotto i miei piedi, ed ogni mio respiro era straziante. Mi venne un profondo senso di nausea, e rigettai la cena. Rabbrividii, e credetti fosse arrivata la mia ultima ora, quando udii un botto terrificante e scorsi un’infinità di goccioline impalpabili sfolgorare davanti ai miei occhi, proprio come gli astri sono soliti ardere alti nel cielo. Tornato in me, per un certo lasso di tempo non fui in grado di rammentare nulla e non compresi quello che mi era successo. Sbadigliai, coprendomi la bocca con le mani, mi alzai ed andai in cucina a piedi scalzi. Mi imbottii di antidolorifici, assunsi una stoica compostezza e mi sedetti lentamente - senza armonia né pace - su di un divanetto foderato di seta azzurro pallido, ricamato a colori vivissimi. Il buio si era fatto ancor più fitto e soffocante tant’è che fui costretto a tirar fuori l’accendino dalla tasca del pigiama per farmi luce. E poco più avanti, tra due mobili di ugual altezza, scorsi il profilo sontuoso di un uomo muscoloso che parve giusto attendermi. Un uomo che è RE, ma senza regno; un uomo, che dico uomo? Un Angelo con due grosse ali con piumaggio d’argento, molto più ampie del più maestoso rapace mai venuto al mondo. Aveva una veste di broccato, coperta di raso bianco, tutta carica di corone d’oro battuto, ricchissima di guarnigioni, e lunga fino a terra con busto aperto al collo. Di sopra portava un manto attillato con fregi di velluto nel fondo, ed il petto sempre scoperto. Le sue mani sembravano emettere scintille. Era Andrea, l’Angelo Custode di sua moglie CHIARA, venuto dal Paradiso per abbeverarsi all’acqua della vita e proteggere la sua amata sposa. Dopo qualche secondo l’ennesima esplosione ed egli cominciò ad affondare inspiegabilmente nel suolo sotto la spinta d’una immensa e misteriosa energia, come di mille cavalli a vapore, che parvero pressarlo dall’alto. Ma all’Angelo questo non importava. Era sfinito e la testa gli martellava selvaggiamente ad ogni pulsar del cuore; era stanco di combattere, di muoversi, di opporsi a quel terreno che regolarmente tentava di attrarlo nelle sue viscere, sempre con la sua aria malinconica, senza speranza, alla ricerca di qualcosa che gli facesse spiccare il volo scaraventandolo successivamente nella melma del terrore, che lo avrebbe fatto sprofondare ancor di più. E mentre nella mia mente facevo queste tristi considerazioni, egli venne colpito da un mare d’olio bollente e pece calda. Mi avvicinai per aiutarlo, poi scossi la testa con compassione ed egli mi fece cenno di allontanarmi. Cercai di comprendere come potesse uno come Lui ridursi ad essere così acquiescente con il MALE, da subirne passivamente le pene e le azioni senza opporre resistenza alcuna. Credo che lo stesso demonio pensasse questo, non conoscendo ancora la guarigione prodigiosa in Lui operata da Dio. Nonostante questo, non era il dolore fisico ad affliggerlo, non erano le ossa spezzate, ma la consapevolezza di essere stato tradito dall’amore della sua vita che lacerava la ferita della sua anima e la faceva sanguinare. Sbatté per tanto le palpebre che si presentarono edematose ai miei occhi, ed incrostate di secreto purulento che ormai non poteva che ricoprire tutto il suo volto. Due occhi penetranti e curiosi sembrarono passargli attraverso da parte a parte. Convinto che volessero farlo fuori a qualunque costo, rubandogli la dignità ed il vero benessere dello spirito, scostò lo sguardo. Ma quella presenza infernale si mosse, andando ad occupare di nuovo il campo visivo dell’Angelo. La sensazione netta che fosse accaduto qualcosa di soprannaturale, e l’incapacità di credere a tale sensazione, fu in quell’istante immediata e precisa in me. Poi l’Angelo che parlava meco, seppur con fatica, mi disse - “Il principe delle Tenebre mi odia, mettitelo bene in testa, Alberto. Mi odia a causa delle anime di mia moglie CHIARA e di mia figlia BIANCALAURA che sto cercando insieme a te di soccorrere attraverso questa missione di salvezza. Scorre per ogni parte il maligno, impuro, irrequieto, senza trovar mai posa per rifarsi delle sue perdite, e l’unico modo per disorientarlo da parte mia, quando questi mi attacca, mi aggredisce, mi provoca, e mostra ostilità nei miei confronti - com’è successo adesso - è pregare. Al resto penserà il Signore”. Mentre formulava questo pensiero, la forza della sua aura divenne spaventosa, tutto si fece bianco come il latte; le barriere che erano state innalzate intorno a Lui svanirono rapidamente e, quando l’intensa luce cessò, il suo corpo - proprio come descritto in Daniele (10,2-6) - si fece simile a topazio, la sua faccia aveva l’aspetto della folgore, i suoi occhi erano come fiamme di fuoco, le sue braccia e le gambe somigliavano a bronzo lucente. Mi sentii nudo, di fronte a Lui. Nudo, nella mia vulnerabilità più totale. E allora compresi che quella visione era stata come una specie di preghiera da parte dell’Angelo rivolta oltre il mondo terreno a persone care, mai dimenticate… alla sua famiglia. Confusamente sentivo che anch’egli piangeva e piangeva l’amore razziato ancor prima di essere concesso. Andrea portò quindi la mano al ciondolo che continuava ad indossare al collo, inserite all’interno del quale vi erano le sue due fedi nuziali, e disse - “Io l’amo e voglio amarla. Voglio amarla di un amore esclusivo, unico, indissolubile, indistruttibile. In una parola: ETERNO! Voglio sposare i suoi polmoni, le sue viscere, il suo sangue, voglio sposarla davanti al mondo intero, su di un altare e davanti a Dio che ci ha creati”. Non appena ebbe terminato di parlare, un fulmine esplose in cielo ed egli aprì la porta che dava sul balcone; respirò profondamente e si recò fuori. Un tremito gli attraversò il corpo quando sentì l’odore della città. Sembrava essere il padrone indiscusso di quello spazio infinito. Amava quanto guardava... glielo si leggeva negli occhi, e sentiva l’abbraccio di quello sguardo d’Amore farsi più intenso, invadere la sua essenza con un calore che pochi attimi prima avvertiva solo tenuemente davanti a sé. Nel profondo blu di quell’universo misterioso e probabilmente immenso degli eserciti celesti, si perse la sua anima che venne come rapita dall’amore per la sua donna... Allargò dunque le ali, le irrigidì e si lanciò nel vuoto salendo a spirale verso l’alto. Lo vidi volare perpendicolarmente a me come una freccia di balestra, passando al di là della cima del tetto dell’abbazia dove vivevamo, e digrignando i denti continuò a sbattere le ali in modo armonico aprendole e chiudendole senza sapere cosa fare. Il suo corpo si alleggerì tanto che parve esser leggiadro come una piuma, e ad un tratto iniziò a scaldarsi, come una nuvola di vapori e gas che al contatto dell’aria presero fuoco illuminandolo tutto e protendendo i suoi raggi luminosi lungo lo spazio. Di lì a qualche secondo si disgregò in uno sciame di fiammelle sottili e biancheggianti a guisa di crini. Ebbe solo il tempo di emettere tutta la sua collera in un ultimo urlo ricolmo di dolore, prima di diventare null’altro che un mucchio di cenere al vento. I suoi pianti mi risuonarono nelle orecchie e mi vibrarono nel cuore a lungo ed una miriade di piccole piume bianche svolazzarono nell’aria prima di posarsi al suolo. Ce n’erano tante, come se qualcuno avesse rotto un vecchio cuscino. Mi resi conto di avere una grande ammirazione per tutte le cose che mi diceva e mi sentii indegno di quello che ero perché a me non era stato chiesto un dolore ed un sacrificio così grandi. Lui era una creatura di preghiera e di grande sofferenza; mentre io mi sentivo un fallito, un uomo non all’altezza del compito di padre e di marito - come aveva detto mia madre - e certamente non adeguato alla missione di salvare un vero Angelo Custode. Mi sentii moralmente obbligato a scrivere quest’articolo, che speravo potesse avere la risonanza che merita. Cercai di raccogliere le idee e le immagini per poter raccontare la realtà dei fatti nuda e cruda così come l’avevo appena vissuta. La fotocamera del mio cellulare era ancora attiva. A questo punto non mi restava che selezionare semplicemente il File da trasferire sul mio portatile, ed aprirlo al termine del download. Una volta scaricato sull’Hard Disk, riportai il filmato all’inizio per ascoltare quello che avevo registrato, poi cessata la mia voce, lo feci scorrere più avanti ancora rivedendo tutte quelle scene; una specie di video-reality della durata di poco più di due ore in presa diretta salvato nella galleria dell’iPhone; immagini di rara bellezza che per la loro dolcezza estrema - seppur dolorosa - sarebbero state capaci di sciogliere anche il cuore più duro esistente. Era una storia che sapevo di dover comunicare di persona, ma l’idea mi terrorizzava. Nel rimanere sveglio davanti al computer scrissi tutto quanto state leggendo su questo articolo, senza punto sforzarmi, nella favella che in quel momento sembrava essere inarrestabile, non tralasciando neppure i dettagli più inquietanti, convinto che questa agghiacciante documentazione delle violenze subite da un vero Angelo ne costituisse la prova, grazia alla quale avrebbe ottenuto la legittimazione da parte della di Lui donna, CHIARA. Inviato infine alla Redazione in duplice copia cartacea via FAX - e su email in formato Word e PDF - misi della musica sacra, ed appena iniziai a rilassarmi mia moglie entrò nella stanza ed io dovetti abbassare il volume per capire cosa stesse dicendo; era molto preoccupata, ed io molto più di Lei. Come per incanto realizzai quanto la mia vita fosse cambiata. Non era più la stessa di prima. In peggio o in meglio? Ancora dovevo stabilirlo. Di una cosa ero certo; non avrei ripudiato né rinunciato a niente di tutto ciò in cui avevo creduto, in cui credo, e in cui crederò finché le foglie di tutti i miei respiri staranno lì a sbandierare all’aria… e questi articoli d’inchiesta ne sono lo specchio. Ammettere che una creatura celeste si trovasse nel mio appartamento fino a poco prima non era cosa facile neppure per me! Meditai sul fatto che il destino avesse a me riservato dure prove. Satana era il nostro avversario e si sarebbe aggirato attorno a noi - parafrasando un verso di Giovanni - al pari di un leone ruggente, cercando chi potesse divorare. Così riflettendo, mi addormentai sul divano - distrutto nel fisico e, senza motivo apparente, anche nella mente - pensando che la presenza di Lauren mi faceva sentire meno solo ed alleviava la mia sofferenza ed i miei pensieri su Andrea.

La verità, il peso specifico che essa svolge nel dibattito democratico, è oggi più centrale che mai. Contrastare il fenomeno delle bufale mediatiche, ovvero delle notizie false che vengono riprese ed amplificate dai mezzi di comunicazione di massa, sui social network e non solo, è il mio compito. La verità conta eccome, cari miei lettori. Non è solo la parola d’ordine che io ALBERTO DE PRA in prima persona, in quanto giornalista investigativo, mi sono dato ancorché nella stesura di questi articoli, ma è la base fondante di ogni forma giornalistica che non voglia declinare alla propria missione ed importanza. A questo riguardo venerdì 29 settembre 2017 il prefetto del Dicastero vaticano, mons. Dario Edoardo Viganò ha detto: "In Germania c’è una legge anti fake news. Qui io credo che basterebbe procedere verso una formalizzazione della figura del giornalista in rete. Però, siamo anche in un processo, e in tutti i processi c’è sempre qualche destabilizzazione. Io - va a sottolineare il prefetto della Segreteria per la Comunicazione - non evocherei molte leggi in più rispetto a quelle che abbiamo. Il mondo dei giornalisti professionisti ha già molti codici, molte regole e, appunto, uno è professionista quando cerca di fare la propria professione seguendo queste regole". Non fate come Pilato durante il suo interrogatorio a Gesù Cristo! Gli domandò Pilato: “Che cos’è la verità?” Sembrò giocare Pilato pronunciando questa frase, da buon oratore qual egli era, da uomo figlio del suo tempo, da persona scettica e combattuta da mille dubbi. Chi può dire in fin dei conti di conoscere la verità? O di possederla? Sembra di sentire i discorsi della nostra contemporaneità, in cui si pensa che il relativismo delle idee sia segno di modernità, di intelligenza e di superiorità. Tuttavia respingere il fatto che sussista una verità significa condannarsi alla barbarie. E quando, finita la fustigazione, Pilato uscì di nuovo dal pretorio, non comprese di avere innanzi a sé la verità in persona, non volle ascoltarla, non ebbe la benché minima intenzione di vederla. Troppe volte si sfugge del resto da quello che non vogliamo accettare nascondendoci anche dietro un dito. È giunta però l’ora di guardare in faccia la realtà, amici miei. A voi potrebbe apparire quasi che questo sia un sogno da parte mia, ma state commettendo un errore clamoroso a pensare ch’io stia mentendo. La storia di Andrea è una storia assolutamente vera invece, il che non vuol dire che possa sembrare inverosimile, incredibile e strana ai profani, come effettivamente può essere, ma non è certo questo il caso, perché qui si parla di realtà, la vera, univoca, inequivocabile, inesprimibile, realtà. Andrea è un Angelo con tanto di ali ed una mano che ogni qualvolta va a posarsi sulla mia spalla, rimango esterrefatto e mi giro guardandomi intorno per verificare se un qualcosa stia abbuiando la mia ombra. La prima volta che mi accadde, e vidi la luce fuoriuscire dal suo corpo, ricordo che mi fece rabbrividire. Osservai su nel cielo pensando a qualche raggio di sole che avesse trovato spazio tra le nubi, ma anche lì le possibilità erano nulle, in quanto il cielo era coperto di strati di nuvole nere come il carbone e poi quello che mi lasciò allibito fu che avevo avvertito un’energia cosi smisurata concentrarsi tutta su di un unico punto del mio corpo! Non seppi sulle prime cosa fosse, ma fui certo che qualcosa si fosse appoggiato su di me ed era poi svanito all’improvviso! Io so bene che quell’immagine non fu un sogno né un’allucinazione, ma l’Angelo Custode di sua moglie CHIARA. Perché dovrei dire il falso? È quello che vorrei sapere. Ho fatto il cronista di nera per ventidue anni - e non lo scrittore - e mi sono occupato di così tanti fatti di cronaca, come alcuni strani rapimenti, omicidi, estorsioni, incendi dolosi ed attentati, traffici di stupefacenti, furti, rapine e casi di criminalità mafiosa intorno al mercato delle frodi e della contraffazione. Ero corrispondente per un noto canale televisivo ed ho firmato articoli d’inchiesta per i più rinomati quotidiani italiani. Ho svolto di solito la mia attività in modo esclusivo, come dipendente di più testate giornalistiche o di organi di stampa che hanno avuto che fare con il mondo dell’informazione. Spero che voi lettori capiate il motivo per cui mi firmo in quest’articolo, come negli altri, con lo pseudonimo di ALBERTO DE PRA - per ragioni di necessità e sicurezza, rispetto agli imprevedibili attacchi dei nemici esterni, non posso metter il mio reale nome e cognome. Sono un professionista serio e coscienzioso! Lo capite o no che sto conducendo un’indagine giornalistica? Non so perché sia stato scelto per questa missione. Ora è tardi, ma ci sono dentro. Non posso più tirarmi indietro. Gli Angeli esistono! E a volte sono tra noi!! Andrea me ne ha date infinite prove, ed io devo necessariamente dare la mia testimonianza, per recare conforto a tutti coloro che, come me, fino a qualche tempo fa, non credevano. Quanto avete letto è accaduto in data mercoledì 19 settembre 2018 tra le 00.30 e le 02.30 di mattina, ed i fatti sono esattamente come ve li ho raccontati; insomma non ho mutato, omesso od aggiunto nulla. Le prove di questa esecranda congiura contro Andrea sono depositate presso un notaio a Torino… e sono le oltre 2 ore di filmato video - cosa difficilmente contestabile.

Spero solo che tu CHIARA possa fidarti di me quando vado a dirti che non sei un onere per il tuo angelo. Lui ti ama, ma d’un amore eterno, immenso, a te forse incomprensibile. Infatti, l’unico che ti ama più del tuo Angelo Custode è Dio stesso, e rigettare questo tipo di amore è come respingere l’amore di un cucciolotto. È impossibile spossare un angelo custode. Andrea è sempre con te. Perché combatterlo? Basta che tu accetti il suo aiuto. Lui ti aspetterà sempre, finché tu non arriverai. Il tuo Angelo Custode è qui sulla terra, ed è il solo ed unico che tu abbia. Ti ama da sempre, da prima di conoscerti ed io so che non aspettava altro che incontrati per rinnamorarsi di te. “Chi nuota contro corrente verrà trascinato via; non ci si può opporre al destino”, nessun essere umano lo può fare secondo Seneca. Cerca dunque, CHIARA, di andare incontro ai tuoi desideri, ma stai attenta a non andare contro il destino. Ne verresti trascinata comunque via.

ALBERTO DE PRA
Giornalista e Capo Ufficio Stampa

  • 13 November 2018
  • 14

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Andrea Brusa

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