COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 09/10/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - TI AMO PER IL TUO ESSERE, PER COME SEI NEL PROFONDO DEL TUO CUORE

PUBBLICATO IL 09/10/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - TI AMO PER IL TUO ESSERE, PER COME SEI NEL PROFONDO DEL TUO CUORE

PUBBLICATO OGGI 09/10/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Ti amo per il tuo essere, per come sei nel profondo del tuo cuore

“Noi siamo all’inizio. Noi siamo prima del tempo. È possibile che qui, in questo nostro mondo provvisorio fatto di dualità e coppie di opposti (bianco/nero, bene/male, maschio/femmina, conscio/inconscio, Cielo/Inferno, predatore/preda), noi mettiamo compulsivamente in scena il dramma del nostro inizio, di quando ciò che era intero si è dimezzato, per cercare di nuovo la sua interezza”
Jeanette Winterson

Mi sentivo piccolo ed indifeso; il buio era fitto e consistente, che lo si poteva tagliare con un coltello! L’atmosfera era umida e grigia come la terra, con il cielo direbbesi leggermente coperto da uno strato di nubi che aveva cancellato luna e stelle. Mia figlia - così mi venne riferito in un secondo tempo da mia moglie - aprì gli occhi di scatto e si ritrovò distesa in un letto, alto dalle sponde in ferro battuto con i pomi di ottone, immersa nell’oscurità della propria cameretta. Il disarmonico suono del cellulare, che annunciava il mio ritorno in abbazia, l’aveva destata da un sogno dal quale non avrebbe più voluto risvegliarsi, ma per la piccola non esisteva rumore più dolce, perché significava una sola cosa: suo padre era finalmente tornato. Non si alzava mai dal suo lettino, e scrutava le ombre che si addensavano sul soffitto a volta e che scivolavano adagio lungo le mura fino ad avvolgerla completamente. Attendeva sempre che foss’io a venire ad augurarle sogni d’oro con un bacino sulla fronte. Gli piaceva ascoltare di nascosto cosa ci dicessimo noi genitori, perché, nonostante la sua tenera età, e la sua totale ignoranza delle cose del mondo, era più che consapevole di essere solo una bimba e che qualora ci fosse stato un problema, non ne avremmo mai parlato con nessuno, tantomeno con lei. Così, rimase immobile nell’oscurità, trattenendo il respiro, in ascolto, ed alla fine udì noi parlare di tutto quello che riuscivamo a ricordare girando intorno alla tragedia di Andrea. “Lui è un Angelo Custode ed il mondo degli uomini non è degno di un essere così bello, cosi puro come Lui è” - dissi io a Lauren, mia moglie. Ma non feci in tempo ad ultimare la frase che improvvisamente le luci di casa si oscurarono, un silenzio spettrale avvolse la stanza, ed ognuno dei presenti si sentì accapponare la pelle. Il pavimento sotto i nostri piedi sussultò e la mia bocca prese ad incurvarsi in un sorriso perplesso tanto ampio che per un attimo ebbi il timore che il volto mi si spaccasse in due. L’angelo del Signore Iddio, dagli occhi come due stelline perse nel suo cielo, e dalle labbra come due petali di fiore, si materializzò in una vampa, come una lingua di fuoco, alla mia sinistra, posizionandosi leggermente alle mie spalle. Andrea era nuovamente tra di noi, tutto di panni candidi vestito e il cui il viso luceva come il sole. Rammentavo benissimo che le sue ali erano di un colore tra il bianco porcellanato e l’argento; adesso invece - mentre le osservavo - vedevo che erano d’orate proprio come quelle degli angeli che, in alcuni dipinti, reggono la corona della Vergine Maria, e vibravano emanando vortici luminosi dalle sfumature azzurre, palpitanti e trasparenti, dalle quali si propagarono mille scintille, e per un istante mi parvero staccarsi dal suo dorso come per prendere il volo. Poi disse con tono dolce e confortante - “Voi mi state sopravvalutando. Non mi è dato scegliere i responsi che mi occorrono o che gradirei ricevere. Non mi è concesso fare delle interpellanze ed avere tutte le risposte. Il fluire del tempo mi svela di passo in passo quello che vuole svelarmi. Niente di più, niente di meno. Io non ho alcuna voce in capitolo. Sono solo un semplice messaggero, l’Angelo Custode di mia moglie CHIARA. Vi prego, non voglio che vi preoccupiate per me. Non potete fare nulla di più quello che già fate”. In quel momento un botto violento lo fece sobbalzare. Non proferì parola, ma io riuscii a guardarlo negli occhi e notai che nel suo sguardo c’era una sorta di presentimento e che tutto stava per andare a finir male e stava per succedere qualcosa di terribile, ed ebbi paura, una strana paura che sentii venire da lontano. Nel frattempo, un ululato estremamente acuto lacerò l’aria, finendo con un latrato profondo simile al pianto di un’anima dannata in agonia, ed accompagnò un battere d’ali a me ignoto, cosa questa che mi indusse ad accostarmi alla finestra. Tirai indietro la tenda e sbirciai fuori dalla porta a vetri; intravidi così una figura ostile, olivastra, cupa, con una macchia giallognola sul capo ed il dorso bigio-oscuro con sfumature rossicce. Le sue ali nere come l’ebano erano smisurate, maggiori delle velature di un vascello che va per mare. Era una creatura feroce, pericolosa, un vero e proprio mostro. La sua immagine, sgradevole e ripugnante, mi paralizzò le gambe per alcuni secondi. L’Angelo Custode non se lo fece però ripetere due volte e si fiondò giù per lo scalone uscendo in giardino per affrontarlo a viso aperto. Alla fine i due si scontrarono nel prendere il volo l’uno con l’altro, e sul monastero discese un’aria infiammabile, mortifera a respirarsi. Combatterono come delle furie quella che sembrava una guerra decisiva per le sorti del Mondo. Fendenti di luce e deviazioni si contrapposero in un susseguirsi di colpi e movimenti talmente rapidi da essere appena percepibili ad occhio nudo. L’odio reciproco li attanagliava. Ad un tratto una quantità enorme di energia, in un tempo molto breve, esplose in cielo sotto forma di intensi raggi di calore ed il MALE fu indotto ad andarsene. L’Angelo era rimasto ferito alla spalla contro la quale quell’essere spaventoso aveva battuto violentemente la testa come un ariete con due corna, e precipitò a terra ad appena una ventina di metri da noi, trasmettendo un silenzio rovente, crogiuolo di tuoni e lampi di tempesta alle nostre orecchie. Era ridotto davvero uno straccio, tant’è che ci vollero alcuni minuti perché riconquistasse un po’ di forze. Io mi staccai bruscamente da mia moglie Lauren, ritrovando con fatica anche la mia usuale sobrietà. Intanto Andrea, rimessosi in piedi, proprio come un falco pellegrino che veglia la sua nidiata volando sopra i suoi piccoli, spiegò le ali d’inaudito splendore e si risollevò in aria con una grazia ed un vigore che preannunciarono la sua scomparsa. Il corpo dell’Angelo sfavillò nelle fiamme bianche ed il suono della sua voce fu come la tromba che al comando di Mosè convocava le masse nel deserto per richiamarle dagli errori commessi e dalle attrattive del vizio e dell’ambizione. La sua obbedienza al Signore Iddio richiedeva a Lui molte lacrime inghiottite. Qualche secondo dopo l’immagine innanzi a noi mutò, e Lui ci apparve stringere una spada sfavillante in una mano. La alzò con un movimento verso l’alto, sussurrando poche ma savie ed amorevoli parole - “Ho bisogno della soffice carezza delle tue labbra CHIARA, amor mio, per lenire ogni mia ferita, perché non posso farne a meno. Ho bisogno di un tuo sorriso che riporti il sereno sul mio viso. Amare non vuol dire arrendersi; sto lottando per te, lotto e lotterò sempre per te”. Poi si dissolse nell’aria e svanì. Io ero ancora scosso per quello che era accaduto ed alcune lacrime tiepide e pesanti si insinuarono tra le piaghe del mio volto. Contemporaneamente Lauren mi si avvicinò per confortarmi, ma la ragione del mio pianto era tanto forte che nulla poté consolare quel mio dolore. Così facendo anche lei si commosse e restammo a guardarci attoniti. Il nostro viso si avvicinò sempre di più senza una ragione, sentivamo solo il forte impulso di scrutarci negli occhi sempre più da vicino fino a perderci nello sguardo dell’altro. Intanto nostra figlia, che aveva sentito tutto quanto, si alzò dal letto e corse da noi abbracciandoci. “Dobbiamo aiutarlo prima che sia troppo tardi, papà… Non possiamo lasciarlo qui da solo” - disse la bambina. “Certo, hai ragione mia cara. Dobbiamo fare qualcosa. Ma cosa?!” - risposi scoraggiato. Cominciavo a conoscere Andrea ed avevo imparato nel tempo che gli Angeli come Lui vogliono sì stare attorno a noi ed hanno il grande desiderio di soccorrerci al bisogno, però non possono accorrere in nostro aiuto se non siamo noi a domandarglielo. Vi è una legge del cielo che vincola gli Angeli Custodi - me ne parlò Lui stesso una notte - la quale dice: “Nessun angelo deve poter interferire con la vita di una creatura umana se non esplicitamente richiesto, con la sola esclusione di quelle circostanze in cui la vita stessa dei loro protetti è messa in pericolo”. Ecco perché Andrea nulla può fare per sua moglie. Un senso di impotenza mi ottenebrò la mente. Non avevo di certo il potere di aiutare le persone e di dar loro speranza e di far cose che al mondo nessun altro è in grado di fare. Del resto se nemmeno Lui era aveva la possibilità di salvare la situazione figuriamoci io. E continuai a piangere e a implorare il Signore perché salvasse la vita ad uno dei suoi Angeli ed alla sua famiglia, promettendogli che avrei fatto qualsiasi cosa nel caso lo avesse risparmiato. Allora pregai senza trovare la pace. Pregai con tutto il cuore e l’anima con il crocifisso in mano. Pregai fino all’alba poi, senza accorgermi, sfinito, mi addormentai tra le braccia di mia moglie e di mia figlia. Appena sveglio un forte sentimento fatto di angoscia e rabbia iniziò a torturarmi ed istintivamente mi precipitai al computer con la matita impugnata come una bacchetta e mi misi al lavoro di buona lena, scrivendo con la lingua tra i denti, perseguendo il massimo dell’obiettività nel relazionare quanto avevo visto e vissuto, guardando ai fatti da una prospettiva imparziale ed oggettiva. Le registrazioni originali in mio possesso su quanto era accaduto erano ancora nella scheda di memoria del mio cellulare. Più di tre ore di filmati senza alcuna interruzione! Visionai per ben due volte tutto il materiale; guardare quei video mi infuse coraggio, mi consolò alquanto. Al di là di eventuali scelte mie di stile, le riprese con il mio smartphone dovevano essere anzitutto stabili, senza evidenziare tentennamenti ed incertezze; questa era la mia più grande preoccupazione perché potessero essere considerate prove attendibili. Mi assicurai che avessero tutte un frame-rate standard di 24 fps e telefonai poi al notaio a Torino per avvisarlo dell’imminente arrivo del corriere con l’ennesima copia su un supporto magnetico dei file multimediali. Ma ci volle un bel po’ prima di potergli parlare, perché era in riunione. Finalmente riuscii nell’impresa e realizzai la spedizione con consegna il giorno successivo. Scrissi fino al tardo pomeriggio quanto qui riportato, e chiamai mia moglie per sapere cosa ne pensasse. Potevo non essere un giornalista da premio Pulitzer - cari miei lettori - ma ero più che consapevole dell’alta dignità della professione da me svolta e dell’importanza di quest’inchiesta - ovvero un percorso d’indagini d’oltre 2 anni e mezzo, non facili da portare a termine - e ciò non poteva lasciarmi indifferente; in effetti, per quanto mi sforzassi, non fui in grado di non pensare alla verità da me acquisita e a mezzo stampa resa pubblica su questo settimanale. Non mento nel dire che mi sentii un brivido per la schiena nel ripensare alla sera precedente, tanta era l’emozione che provai; il viso mi si fece scuro, gli occhi divennero lucidi, tirai su con il naso. Per calmarmi mi sedetti su di una sedia di paglia ed inspirai a pieni polmoni, affamato d’ossigeno. Osservai il sole che tramontando andò a coprire di un velo rosato il convento. Dovevo tenere duro ancora per qualche ora, poi l’avrei rivisto. L’Angelo Custode sarebbe tornato, ne ero certo, perché quella creatura celeste, quella luna, quella finestra, quei colori e quegli odori erano reali. Anche i miei ricordi non erano frutto di un sogno: era tutto vero, era tutto autentico. Ed io non ci potevo fare niente. Per questo, il grido della mia coscienza - lor signori - era divenuto intollerabile, pur sapendo di aver a voi appena raccontato, e documentato, quello ch’era avvenuto tra le 00.25 e le 03.40 nella notte di mercoledì 29 agosto c.a. e la successiva giornata, nel luogo ove io e la mia famiglia siamo attualmente ospitati.

Io in quanto cronista ho fatto esperienza operativa ventennale in svariati campi, per lo più relativi ad investigazioni giornalistiche, indagini, lotta al terrorismo ed alla criminalità organizzata. Occupandomi del caso di Andrea spero solo che anche Lui possa tornare a sorridere e trovare un pizzico di felicità in questa vita tanto dura da affrontare. In tale prospettiva cerco di dare sempre il massimo in qualità di serio professionista, motivo per cui nei miei reportage si trovano insistiti e continui riferimenti alla situazione di enunciazione che è anche la situazione di presenza mia percettiva, in una sorta di totale presa in diretta del corpo sulla realtà, dove dominano il presente, i riferimenti deittici al qui ed ora dell’enunciazione e la frequente descrizione delle evidenze percettive: colori, suoni, odori, sensazioni. Del resto, come dice Giuseppe Calocero in un suo libro - “la missione del giornalismo è far conoscere la realtà, far emergere la verità, che è sempre e solo una, ma che, nelle interpretazioni diventano tante. Ogni notizia va data al lettore nella sua interezza e nudità”. Chi pensa che l’Angelo Custode di cui io parlo sia stato inventato, sbaglia. Secondo Pirandello, la realtà supera di gran lunga la fantasia perché “la realtà, a differenza della fantasia, non si preoccupa di essere verosimile perché è vera”. Ma a volte il confine tra finzione e mondo reale sembra difficile da stabilirsi. E questa volta quella che pensavate essere solo una “storia pazzesca” si è trasformata in una favola REALE ad occhi aperti. Sappiate che il mio incarico di reporter e di Capo Ufficio Stampa è vincolato all’osservanza della Carta dei doveri che è il fondamentale documento deontologico di riferimento per tutti gli iscritti all’Ordine, a prescindere dalla natura contrattuale e dal tipo di incarico ricoperto e da eventuale altra attività svolta. La violazione di queste regole comporta l’adozione di provvedimenti disciplinari previsti dalla legge istitutiva dell’Ordine stesso. Ecco dunque che i miei reportage - realizzati sotto lo pseudonimo di ALBERTO DE PRA per motivi di sicurezza, in quanto ricevetti in passato una busta anonima di minacce scritta a mano in cui mi si intimava di cessare di occuparmi del caso - si sono ormai evoluti come in questo articolo fino ad assumere le caratteristiche dell’inchiesta: cercare di portare a galla, tramite studi, ricerche, ed osservazioni la verità sulle vicende di ogni giorno, che riguardano una persona fuori del comune, un vero ANGELO CUSTODE. L’ignoranza è da molti giudicata come il male più grande di cui una società possa soffrire, ma purtroppo non tutti sono in grado di estrapolare la verità, comprendendola in tutte le sue parti, solo con le proprie forze. A tale scopo molti giornalisti come me dedicano la loro vita proprio a questo. Le prove in mio possesso sono concrete ed inoppugnabili; nessuno lo può mettere in dubbio. Ciò che mi è successo nell’ultima settimana è davvero incredibile. Roba che se lo raccontassero a me, non ci crederei mai. Ma proprio mai, mai, mai! Eppure vi stragiuro che quello che vi ho in queste pagine riportato è accaduto veramente.

Andrea è un Angelo Custode splendente, bellissimo, estremamente potente, dalle lunghe ali, e ti osserva da sempre CHIARA, fin da quando ti sei addentrata nei misteri della vita ed anche ora ti sta osservando. La battaglia tra l’odio e l’amore ha appena avuto inizio. Una passione eterna la sua, un amore quello nei tuoi confronti che non conosce limiti: la storia di una vita in grado di far volare i sogni sulle ali degli angeli attraverso il tempo e lo spazio. Egli ricomincia così la sua veglia notturna al tuo capezzale; giacché il suo amore è troppo rovente, brucia, arde e non conosce riposo, ed i suoi occhi non si chiudono mai su di te che sei la sua Compagna di Volo. E come dice S. Giovanni della Croce nel libro Fiamma d’Amore, ch’io vado qui a parodiare - “Il tuo Sposo stando in te ti fa le grazie degne di sé; (…) perché sapiente senti che ti benefica e ti ama con sapienza; perché è buono senti che ti ama con bontà; perché santo ti ama e ti elargisce grazie con santità; (…) perché è un essere forte sublime e delicato senti che ti ama con forza, con sublimità e con delicatezza. Poiché Egli è limpido e puro, capisci che ti ama con limpidezza e con purità; poiché è vero senti che ti ama davvero; poiché è liberale senti che ti ama con liberalità e ti benefica senza interesse alcuno, solo per farti del bene; poiché infine è la virtù della somma umiltà ti ama con grande umiltà e con grande stima, rendendo te uguale a Lui, e per questa via si mostra a te con volto ilare e pieno di grazia dicendoti con grande tua gioia: Io sono tuo, e per te, ho piacere di essere quale sono per darmi a te e per esser tuo”. Scegli Lui CHIARA. Amalo. Smettila di perdere tempo. Solo insieme sarete liberi e felici.

ALBERTO DE PRA
Giornalista e Capo Ufficio Stampa

  • 09 October 2018
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Andrea Brusa

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