COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 22/05/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - LA MIA FAMIGLIA PRIMA DI TUTTO

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PUBBLICATO OGGI 22/05/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
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La mia famiglia prima di tutto

Tornò a guardare il cielo stellato, con lo spicchio di luna crescente - la sua preferita - che inondava di luce soave il luogo in cui si trovava. Fu allora che ricomparve la sensazione che l’Infinito e l’Eternità procedessero tenendosi per mano, e che bastasse contemplare uno di essi - magari l’Universo senza limiti - per notare la presenza dell’altro: il tempo che non finisce mai, che non passa, che permane nel presente, dove sono custoditi i segreti della vita.
PAULO COELHO

Gli uccelli volavano alti, stridendo verso un cielo più azzurro dal quale un chiarore parve annunciare l’imminente sorgere della luna. In riva al lago furono illuminate le prime case. E così sulla riva opposta. Il vento soffiava forte aggirandosi tra gli alberi, spezzando rami secchi e sfiorando di brividi le foglie. Non ero capitato lì per caso. Avevo bisogno di un po’ di tranquillità e di solitudine e di respirare per un’ora una boccata d’aria buona e fresca per riuscire a recuperare una certa normalità. Presi così a camminare senza una meta precisa. Ero alla ricerca di una risposta alle mie domande, di una certezza ai miei laceranti dubbi, ma soprattutto desideravo comprendere il senso della vita, penetrarne i misteri; trovare, per tanta sofferenza, una ragione, una giustificazione. Poi qualcosa si abbatté con la forza di un’incudine contro la parete di roccia levigata dalla pioggia alle mie spalle. Abbassando lo sguardo, vidi gli occhi sbarrati e la bocca spalancata di un essere di luce pronto a difendere gli altri e a portare giustizia, una creatura che il mio cuore conosceva. Non so descrivere la radiazione e la forza d’amore che emanava. Mi occorse qualche secondo per riprendere il controllo dei nervi e capire. Il suo viso era radioso. Non aveva cicatrici, ed era il volto che Dio aveva voluto per Lui. Rimasi come pietrificato tanto quel momento giunse improvviso, inaspettato e solenne. Il fruscio che udii era quello lieve ed armonico di due ali di una bellezza indescrivibile. Emanavano un’energia elegante ed impalpabile come l’etere, del tutto particolare. Sono convinto che l’immagine delle ali che siamo soliti vedere nei dipinti non sia altro che un mero tentativo di rappresentare su tela la loro grandiosità. Era Andrea, l’Angelo Custode di sua moglie CHIARA, che riuniva ad un tempo in sé la passione e la purezza. “Siete davvero strani voi esseri umani” - diss’egli a me, che ero solito condividere con Lui quei momenti straordinari ed indimenticabili di confidenze ad altrettanti momenti di pianto e di apparente calma. “Sì davvero lo siete” - continuò - “E per quanto possa sembrare assurdo, a volte mi lasciate meravigliato. Se solo voi tutti sapeste quanto lontani siete dalla verità. Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo. Quando verrà il tempo, voi lo capirete. L’Universo cesserà di girare e allora, solo allora, trionferà la giustizia e tutti coloro che sono stati pieni d’ogni sorte di malvagità ed avranno seguito le orme dell’iniquità, precipiteranno nelle tenebre dell’inferno, dove saranno schiavi del Diavolo. Perché esiste l’inferno come esiste Dio; e voi, miscredenti, ve ne renderete conto quando entrerete nel regno della pena eterna. Se non avete valori, prendetevi un po’ di tempo per riflettere su cos’è davvero importante: è un buon inizio. Nella mia vita tutto è ruotato intorno a due pilastri: mia moglie CHIARA e mia figlia BIANCALAURA, la mia famiglia. Ho rinunciato al Cielo per amore, al più grande piacere che una creatura come me potesse avere… ho rinunciato al Paradiso uccidendo l’Angelo che ero e allo stesso modo sono rinato in un corpo che non mi apparteneva. Ho creduto ed ho dubitato, ho osato e ho fallito. Tante, troppe volte, ho avuto paura, tranne quando avrei dovuto averne per davvero. No, non ce l’ho con te, Alberto! Sono solo terribilmente deluso dal genere umano, trovandomi a vivere in un mondo di duro egoismo, senza ricevere aiuto e sostegno da nessuno”. E mentre parlava, piangeva, piangeva; la tenerezza lo struggeva. Le lacrime erano diventate un groviglio in fondo alla sua gola, mentre il dolore deflagrava intenso e angosciante in Lui senza più limiti, senza più controllo, come un’esplosione spaventosa, tanto che per un attimo gli sembrò di morire. Il suo cuore era vizzo come un vecchio fungo rinsecchito; quando sua moglie si allontanò da Lui, egli divenne al pari di un cervo ferito che cerchi invano riposo nel folto di una boscaglia o presso la corrente d’un ruscello. “Vieni, c’è una persona che voglio farti conoscere” - disse tra un singhiozzo e l’altro - “È la nonna di mia moglie”. “Pensavo fosse morta” - risposi perplesso ed incuriosito. “Difatti lo è, ma non avere paura, ti piacerà” - replicò più che mai commosso e addolorato e mi portò con sé lungo un sentiero sbucato d’improvviso. Di lì a poco raggiungemmo un prato, pieno di fiori e campanule che sembravano sbocciate appositamente per solleticare il buio. “Ora aspettami qua, non ti muovere” - disse. Spiegò dunque le sue ali d’oltre due metri e mezzo in modo che il vento le gonfiasse come vele; poi, battendole con forza ed eleganza, slanciandosi prima in avanti e poi nell’aria, sfrecciò in alto con un’espressione di fiera determinazione dipinta sul volto e, prima che potessi connettere il cervello e pensare a cosa stesse succedendo, ritornò al suolo tenendo per mano una signora cortese che mi fece un’ossequiosa riverenza come se io fossi il padrone di casa o un ospite di tutto riguardo. La guardai stupefatto, ed ella se ne accorse; mosse la mascella nel tentativo di fingere di parlare come un essere vivente, ma le parole provennero dal regno dei morti ed io non fui in grado di udire cosa stesse dicendo. Mi si avvicinò senza dir nulla; teneva le labbra dolcemente socchiuse, teneramente imbarazzate e mi sorrise con semplicità, con malinconia. Si volse dunque verso l’Angelo Custode, lo cinse in un abbraccio eterno da togliergli il fiato, per comunicargli quanto gli volesse bene, ed appoggiò il volto contro la spalla di Lui che smise di piangere, ma aveva ancora il viso contratto dal dolore e dalla paura. In quell’istante compresi che la nonna di sua moglie, defunta circa 10 anni orsono, non avrebbe potuto trattenersi un minuto di più. Fu una fugace apparizione la sua, ma lasciò un segno indelebile nella mia mente. Ci fu un debole sussulto in Andrea; il suo corpo si sollevò da terra ondeggiando lievemente e ricadde una decina di metri più lontano abbattendo due o tre alberi. La luce dell’Angelo Custode rifulgeva bianchissima, particolarmente vivida ed intensa, sprigionando un bagliore argenteo mille volte più brillante di tutte le stelle di prima grandezza, assolutamente perfetto e trasparente come di una gemma, come l’alabastro o l’opale, al centro del quale la figura di Andrea assunse ruolo e funzione dominante. Le sue ali sparsero polvere dorata ad ogni minimo movimento. Un soffio lieve, quasi una brezza calda - che ebbe origine dal ventre, dalle viscere, e poi si incarnò nelle cose - lo afferrò sferzandogli la pelle e le piume che presero nuova forma sulle ali ritrovando l’assetto, cosicch’egli si spinse più in alto che poté. Voleva esser certo di dirigersi nel posto giusto. In quell’istante scelse il CIELO e non la TERRA, perché la Terra era stata la causa di sofferenze inimmaginabili. L’aria si fece più fresca e limpida, poi si tuffò verso il basso tanto da eguagliare un corpo in caduta libera ed inarrestabile, assaporando il rapido aumento della temperatura, solo per girare su se stesso e schizzare di nuovo su nel firmamento. Il fragore di un tuono spezzò di colpo quella visione ed io sobbalzai. E una voce provenne dal cielo, e mi disse - “Questo è ciò che tu hai contemplato, ma sappi che la mia casa è, e sarà sempre, dove c’è la mia famiglia. Mia moglie CHIARA e mia figlia sono la mia impalcatura, non mi lascerò confondere dalle tentazioni del Male. Se dovesse esser necessario rinuncerò al Paradiso per Lei, ma io vedrò e udirò. So che puoi capirmi. Ora devo lasciarti però, le forze mi stanno venendo meno”. Sbatté le ali, perché aveva un gran bisogno di farlo. Di andare via. Di essere libero. Di volare. Dalla penombra mi fissava e, senza vederlo, sentii che piangeva dirottamente. La falce di luna, dietro ad una passeggera coltre di nubi, brillò in cielo un’ultima volta, poi scomparve. Il vento ruppe il silenzio di tomba e la nebbia si fece fitta. L’Angelo Custode, Andrea, svanì nel nulla. Mi sedetti sul prato a scrutare il lago, a lanciare sassi nell’acqua e ad osservare le onde che si propagavano in cerchi. Non smisi di pensare a Lui né da sveglio né da addormentato quella sera. La sua presenza mi stava attaccata addosso come una seconda pelle, una seconda ombra, una seconda vita e mi rimboccava le coperte ogni sera. Non dovevo neppure richiamarlo alla mente: lui era sempre presente al mio fianco. Nella mia testa, le domande aumentavano: più indagavo sul passato di Andrea e più questo si faceva fitto e misterioso. Per un attimo invidiai quel magnifico Angelo, libero di volare dove voleva, ora lì, e un attimo dopo raggiungere le cime più alte delle montagne. Invidiavo in segreto l’intensità e la profondità dei suoi sentimenti. Mi incamminai a piedi verso casa, in modo da giungervi esausto, mettermi subito sotto la doccia bollente, e poi a letto a dormire. A metà strada mi fermai. Mentre, inebetito, guardavo l’immensità che mi sovrastava, fui distolto da un rumore, come un cacciatore, ch’è alla posta, sente l’avvicinarsi del cinghiale e dei battitori tra il fruscio delle frasche e l’urlare delle bestie. Preso da spavento cominciai a correre con un’espressione di chi si lascia travolgere dagli eventi. Ma perché stavo scappando? Ebbi paura, lo confesso, come se il demonio stesso avesse fatto irruzione in piena notte nella mia vita. Un sommesso sussurro nella mia mente prese dunque il posto dei discorsi a voce alta - “Non preoccuparti amico mio, non preoccuparti... Perché temere se ci sono Io? Se tu vuoi veramente cercare l’Assoluto, Io sarò il tuo guardiano e la tua sicurezza… Ora devo andare da mia moglie CHIARA, perdonami”. Era la voce di Andrea ed io mi rasserenai. Capii che stavo esagerando! Il Male che lo perseguitava stava cercando di spaventarmi inducendomi ad interrompere tutto quanto! Ma non ci sarebbe riuscito. Quando caddero i primi goccioloni dai miei occhi mi sentì come il primo attore di certe favole che mi avevano fatto leggere negli anni della scuola dell’obbligo. Ricordai la faccia avvinazzata del professore di lettere e filosofia che era solito declamare in voce di basso in classe quelle storie meravigliose da piangere, ed in effetti lui piangeva, e pretendeva che piangessimo anche noi ragazzi. E capii quanto fossi stato fortunato nell’aver ricevuto da Dio il privilegio di scrivere di un vero Angelo. Lo sognai quella notte stessa, e mi svegliai con la sua presenza dentro di me.

Questo che avete appena letto non solo non è un racconto, una favola o un’opera di fantasia, bensì un’inchiesta giornalista condotta personalmente fra i primi del 2015 ad oggi. E vi assicuro che il giornalismo investigativo da me praticato - ovvero una delle forme forse più affascinanti di esercitare la mia professione, e che da sempre appassiona i lettori, e tributa onori ai giornalisti - è certamente molte cose, ma non è una gara di ellissi sempre più strane, né una forma di supplire alla carenza di dati con semplici ornamenti, né una scusa per fare i furbi o parlare di sé. Non c’è mai, da parte mia in articoli come questo, un aggettivo di troppo né una virgola in meno, non ci sono mai metafore inadeguate, anche perché credo che un buon articolo sia molto più di un aggettivo, di una virgola ben inserita, di una buona metafora. Wikipedia - un’enciclopedia online a contenuto libero, collaborativa, multilingue e gratuita, nata nel 2001 - recita a tal proposito: “Il reportage investigativo o d’inchiesta è uno dei generi della scrittura giornalistica (assieme all’editoriale, all’articolo di colore, ecc.). In Italia ha assunto l’ulteriore significato di servizio giornalistico tematico. Un reportage prevede un’analisi attenta e strutturale di un argomento legato all’attualità. Nella prima metà del XX secolo il reportage era molto simile alla pagina di diario o alle memorie di viaggio: conteneva le vive impressioni del cronista ed aveva scopi estemporanei. Nel secondo dopoguerra i rotocalchi lanciarono una forma nuova di reportage, dove a un testo descrittivo era affiancato un ricco corredo di fotografie. La televisione non fu da meno: nel 1962 apparve sul primo canale RT Rotocalco Televisivo condotto da Enzo Biagi. La risposta dei quotidiani è stata l’ampliamento della parte scritta. Il reportage si è così evoluto fino ad assumere le caratteristiche dell’inchiesta investigativo giornalistica in cui alla descrizione del cronista si aggiunge la riflessione ed il commento”. In queste pagine io ALBERTO DE PRA mi limito a trascrivere quello che i miei occhi vedono, quello che vivo, le parole che non sono riuscito a dire e quelle che prima o poi dirò. Racconto la vera storia di un Angelo Custode sulla Terra, di ciò che affronto, di ciò che spero, di ciò che amo, di ogni sguardo che incontro, di ogni sorriso che perdo, scrivo e vivo. Dalla Prima parola, fino all’ultima tutto è realmente accaduto per come ve l’ho riportato. Non ho inventato niente prima, cari miei lettori, non ho inventato niente adesso, come si può agevolmente verificare dalle testimonianze video da me raccolte proprio durante gli incontri con Andrea; la stessa visione della nonna di CHIARA è assolutamente veritiera per quanto sbalorditiva. Del resto questa è l’incedibile storia di un Angelo Custode fattosi uomo per amore della sua protetta; una creatura celeste che si trova ad affrontare nella vita il suo secondo inferno cercando di strappare al Male la sua amata e sua figlia. Scrive Isabel Allende - “Cerco verità e bellezza nella trasparenza di una foglia d’autunno, nella forma perfetta di una chiocciola sulla spiaggia, nella curva di una schiena femminile, nella consistenza di un vecchio tronco d’albero e anche in altre sfuggenti forme della realtà. Alcune volte, mentre lavoro su un’immagine nella mia camera oscura, fa la sua comparsa l’anima di una persona, l’emozione di un evento e l’essenza vitale di un oggetto, e allora il cuore mi trabocca di felicità e libero il pianto, non riesco a farne a meno”. La verità è qualcosa che è oggettivamente vero e perciò non dipende da quanto ne pensano le persone, e coloro che davvero vogliono sapere cosa stia succedendo, ascolteranno la mia voce. Andrea è un vero angelo e conosce il fatto suo. Ha sempre ben impresso nella mente un brano di John Bunyan - "Benché abbia passato tutto quello che ho passato, non mi pento dei problemi che mi sono creato, perché mi hanno portato fin dove desideravo arrivare. Adesso, tutto ciò che possiedo è questa spada, e la consegno a coloro che vogliono procedere nel proprio pellegrinaggio. Porto con me i segni e le cicatrici dei combattimenti: sono le testimonianze di ciò che ho vissuto, e le ricompense per quello che ho conquistato. Sono questi segni e queste cicatrici amate che mi apriranno le porte del Paradiso. C’è stato un periodo in cui vivevo ascoltando storie di eroismo. C’è stato un periodo in cui vivevo solo perché avevo bisogno di vivere. Ma adesso vivo perché sono un guerriero, e perché voglio trovarmi un giorno in compagnia di colei per cui tanto ho lottato”.

CHIARA, tuo marito ha un cuore immenso, una profonda umanità, ed è un vero messaggero di Dio. Non dovresti trattarlo così. Vorrei che comprendessi che gran parte dei tuoi dolori derivano dal fatto che vivi troppo in un passato illusorio e non ti rendi conto di quello che sta accadendo né di quello che accadrà. Torna ad avere la fiducia di un tempo, apri la tua anima alla preghiera nella certezza che Andrea, il tuo Angelo Custode, presto asciugherà le tue lacrime, riportandoti in seno alla famiglia. Abbi fede in Lui.

ALBERTO DE PRA
Capo Ufficio Stampa

  • 22 May 2018
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Andrea Brusa

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