COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 08/05/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - COSA C’E’ DIETRO IL SILENZIO DI DIO

PUBBLICATO IL 08/05/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - COSA C’E’ DIETRO IL SILENZIO DI DIO

PUBBLICATO OGGI 08/05/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Cosa c’è dietro il silenzio di Dio

“Perché bisogna avere FEDE? Te lo spiego con le parole del professore Norberto Bobbio, che ho avuto la fortuna di incontrare nel paese in cui è nato: «don Gallo io non distinguo tra credenti e non credenti. Io distinguo tra coloro che pensano e coloro che non pensano». Il potere e i poteri sono contro Dio perché temono coloro che pensano”
Don Andrea Gallo

La primavera era arrivata e stava avanzando, come spesso succede in questa stagione. L’aria fresca e fragrante della sera aveva ceduto il posto alla calura arsa e polverosa degli ultimi giorni di aprile; ogni giorno era insolitamente più caldo del precedente, ogni bocciolo si andava a trasformare in un fiore sfacciato; l’orizzonte dorato ed azzurro pareva brillare di bianco stagliandosi sullo fondo come una grande finestra dai vetri a cattedrale, divisa in due al centro da un’assicciola smaltata, in fondo ad una navata buia, nella penultima cappella di un braccio del transetto di una chiesa. Una volta nel parco, mi sedetti su di una panchina, dove passai parecchie ore preso da terribili esitazioni e lo aspettai. Che cosa ci faccio su questa panchina? - mi domandai nell’attesa. Non avevo un vero appuntamento, ma feci una previsione: qualcosa mi diceva che prima o poi sarebbe passato da quelle parti. Ne ero sicuro, e vinsi la scommessa con me stesso. In effetti non erano passati che pochi minuti, quando avvertii un dolore incredibile diffondersi come un incendio per tutto l’addome. Ansimando, caddi sulle ginocchia. Mi sentii come se venissi fatto in mille pezzi. E fu allora che Andrea - l’Angelo Custode di sua moglie CHIARA - lì davanti a me, mi aiutò a rialzarmi in piedi, tenendomi saldamente per le braccia. Era comparso all’improvviso, silenzioso e discreto come sempre, e ora era a pochi centimetri da me con occhi lucidi come se avesse pianto, mentre mi avvolgeva la mano totalmente alla sua. Per fortuna, a quell’ora della sera per strada non c’era anima viva, così nessuno lo aveva notato. Una tunica bianca, con dei segni strani incisi d’azzurro, era la sua veste, e due maestose ali dorate si innalzavano fiere dietro la schiena, a dimostrazione del ruolo preminente che Andrea ricopriva nel suo mondo: il CIELO. L’angelo aveva gli occhi chiusi ed il capo chino a terra per nascondere le lacrime. Era a tratti coperto da minuscoli cristalli che rifrangevano la luce emanata dal suo corpo. Era una luce che esprimeva gelo e calore nel contempo, un gelo esterno ed un calore interno che percepivo come voler esplodere da un momento all’altro per sommergere tutto intorno, per trasformare in amore ciò che incontrava sul suo cammino. Un magnifico sorriso, ma fisso e mai smorente, gli illuminò poi il suo volto, facendolo risplendere come l’astro che irradia questa terra ed io come folgorato da quell’apparizione, che aveva ben poco di umano, rimasi a fissarlo immobile, senza dire una parola. Non so che espressione mi si dipinse in volto, ma doveva essere di stupefatta impressione. Aveva combattuto con tutte le sue forze per centinaia di anni contro il MALE in persona. Nel corso del tempo, sebbene fosse un Angelo buono disceso dal Paradiso, aveva subìto profonde ferite che l’avrebbero accompagnato per il resto della sua vita. In quel momento molte di esse andarono a riaprirsi. Ed ecco che con uno scatto fulmineo mi afferrò, prima ancora che iniziassi a parlare, e mi portò in volo con sé attraverso soglie e gallerie di luce che a noi creature terrestri non è lecito di solito vedere. Infine, arrivammo sulla sommità di un monte altissimo, costrutto di pietre, sul quale vi era un tempio. In quel mentre mi adagiò con delicatezza al suolo. A me prese una sorte di terrore, la voce mi divenne flebile; essere alle prese con un Angelo, destinato a vivere in questa Terra di belve chiamate uomini, non era mica cosa da poco. Ancora oggi mi vengono i brividi se ci ripenso. Di lì a breve entrammo nell’edificio sacro per una lunga porta che era nel bel mezzo della facciata. Vidi una schiera di altri angeli scendere impetuosi a ridosso di Andrea e così riempire la stanza illuminandola di una luce splendida. Gli chiesi dove fossimo. Mi disse con volto di profondo dolore - “Questo è il luogo più vicino al mio mondo, un luogo che non esiste nella realtà, ma che tu puoi vedere ora e che ti è stato reso percepibile e maggiormente accessibile a chi come te ancora non lo conosce per non averlo mai sperimentato. Devi sapere che ho vissuto ore buie, periodi di grande decadenza e di sanguinose persecuzioni. Ho subito violenze di ogni genere. Ho sofferto la vera miseria, tanti dolori, tante umiliazioni e così ho capito che per emergere dovevo combattere. Io pure ho gridato: «Padre, Padre mio, perché mi hai abbandonato?» Ma può Dio, che è Amore, abbandonare i suoi figli che ha amato ed ama dall’eternità?! Un silenzio, il suo, unico. Assoluto. Assordante. Incomprensibile a volte. Intollerabile spesso. Un silenzio di neve. Un silenzio eterno. Poi ho capito, caro Alberto, che una conseguenza meravigliosa del silenzio del Signore è che la Sua calma, che è contagiosa, mi venga trasmessa, ed ora la mia fiducia è perfetta in quanto so che Dio mi ha ascoltato ed il Suo silenzio ne è la prova. Anche se ho rinunciato alla mia natura, lui mi salverà, ci salverà. Sono qua per mia moglie CHIARA che amo e mi manca tanto quanto il respiro dopo una corsa, come la voce ad un muto che vuole urlare con tutta la forza: mi manchi, mio amore”. Pianse di commozione e non si vergognò a mostrarsi; lacrime troppo spesso trattenute le sue per non sprofondare in quel consueto inferno senza ritorno. Lacrime per un amore oltre ogni limite materiale, che mi strapparono il cuore al solo vederle scendere copiose sin sulle guance fino al mento, e bagnare il dorso della sua mano. Allora gli angeli intorno a Lui lo presero e lo immersero tutto vestito più volte nell’acqua dorata di una vasca di forma quadrata al centro dell’edificio e lo riportarono alla superficie. Una volta emerso fu come vedere una divinità. Il suo corpo era al massimo della forma fisica. In quel momento avrebbe potuto arrivargli alle spalle un Mammoth e lui non se ne sarebbe neppure accorto. E la sua mente, il suo pensiero, era talmente elevato e perduto in una dimensione superiore, che si sarebbe detto separato dal suo corpo. Quell’energia, una sorta di spessa aura luminosa ch’egli stesso emanava, cominciò a brillare. Non c’era altro termine per descriverla. Un leggero profilo bianco circondò tutta la sua figura prendendo forma intorno a sé. Non era più il solito, ora Andrea era un tutt’uno con la sua parte più interiore, con la sua essenza, con il suo vero io. Si fece poi il segno della croce, e parlò ancora rivolgendosi a me - “Guardami bene. Guarda chi sono veramente. Ogni parte del mio corpo è appena stata rigenerata con questo bagno ed ogni ferita mi è stata così sanata. Tu credi che quest’altri Angeli vengano dal paradiso, vero? No, non è così… è il paradiso che è dentro di loro…”. Quindi s’interruppe, fece una lunga pausa, inspirò a pieni polmoni e tutto di un fiato disse - “Anche mia figlia BIANCALAURA è un Angelo. Lei è un mezzosangue. Per questo le sue facoltà sono instabili. Solo una forte emozione può scatenare i suoi poteri. Ha un dono raro. Dovrà stare attenta… oppure quel fuoco che c’è dentro di Lei la brucerà viva. Non posso far nulla per Lei al momento, fintanto che non avrò salvato mia moglie CHIARA. Il mio amore per Lei è dolce, amaro, irruento come l’onda del mare, che tanto si gonfia e poi s’infrange sulla battigia del suo essere. Se solo conoscesse l’evidenza della Verità, non potrebbe scegliere di compiere altro che la Volontà di Dio e tornare da me”. Un alone di tristezza tornò sul suo volto e, con essa, la dura stanchezza per le durissime ore trascorse in cerca di giustizia. Detto questo l’Angelo Custode dispiegò le sue immense ali, fece tre passi di corsa e si lanciò nell’alto della navata principale, sferzandola col gran vento sollevato dal battito, liberando in cielo il suo canto d’amore, fragile ed invisibile. Mi guardò dall’alto senza parlare. In quel momento, scese su di me, mi alzò, mi prese in braccio e mi riportò al parco dove ci eravamo incontrati. Era notte fonda ormai e la luna piena inondava di luce argentea il prato. Avvertì la tensione crescere ancora, così intensa da permettergli a stento di muoversi, pensare o respirare. Poi si disintegrò. Il suo corpo si contrasse attorno a lui polverizzandosi in un sottile pulviscolo che venne subito spazzato via dal vento. Nonostante le forze ritrovate, il dolore che provava per la perdita della sua famiglia era al di là della sua sopportazione, era più lancinante di qualunque sofferenza fisica, di qualunque colpo inferto da una spada. Compresi tuttavia quanto l’amore in Lui davvero avrebbe potuto tutto; era una forza che nessuno mai sarebbe stato in grado di soffocare, che invadeva ogni pensiero. Era impossibile non vederlo, giacché stava scaturendo in modo dirompente da tutto il suo essere. Tornai a sedermi sulla panchina. Se la stanchezza me l’avesse concesso, avrei persino pianto. Ora avevo solo voglia di dormire, mi sentivo distrutto come se avessi scalato l’Himalaya senza fare soste fino alla vetta. Riposare mi avrebbe aiutato a riflettere. Ma una parte di me faceva resistenza e non voleva abbandonarsi al sonno. Pensai a CHIARA sua moglie, a come potesse concedere al maligno il potere sopra di Lei? L’inimico era ed è potente, ma avrebbe dovuto proteggersi con la preghiera. Infine mi addormentai. Fui svegliato di lì ad un’ora dall’improvviso boato di una sirena di un’ambulanza che quasi mi fece cadere a terra, e mi tirai su a sedere, afflitto ma cosciente che non avrei potuto far nulla. Solo Dio suo Padre poteva salvarlo, e nessun’altro! Solo Dio, perché egli solo è misericordioso d’infinita misericordia: e la misericordia è virtù che ha suo centro direttamente nel cuore. Mi ricordai così di una frase di Madre Teresa di Calcutta che disse - “A quanto mi dice l’esperienza, c’è troppo rumore nella vita moderna - e per questo motivo tanta gente ha paura del silenzio. E dato che Dio parla solo nel silenzio, è un bel problema per chi Lo cerca”. Dovevo io dunque temere il silenzio del Signore? Oh pazzo chi non lo desidera! Perchè non avrei dovuto io amare la solitudine, il silenzio, le lagrime, le quali tanto a me bisognavano per lavare qualche parte dei miei peccati?! E tornai a casa.

Tutto quello che avete appena letto è una storia vera, anche se a tratti può sembrare persino assurda. Prendete questo scritto per quello che è, né più né meno. Vi garantisco la matematica certezza che non mi sono inventato nulla. Ormai per me non si tratta di creare; l’essenziale è ciò che ho io stesso ho osservato e vissuto personalmente. Questo è importante. Se avessi inventato ci sarebbe stata malizia, allora sarebbe tutta un’altra cosa. La vicenda invece è avvenuta realmente a Torino qualche giorno fa. Mi spiace per coloro che non crederanno a queste parole, ma non posso di certo cambiare le cose per far loro piacere. Del resto la verità è sempre scomoda, per questo molti scelgono la menzogna. Tuttavia è sempre meglio una verità anche se scomoda, ma corrispondente al vero ed attendibile, per quanto irritante o sconcertante possa essere, piuttosto che delle falsità rassicuranti. In questo modo, il lettore si sente rispettato perché messo nelle condizioni di decidere consapevolmente se continuare o meno la lettura. La ricerca della verità è lo scopo principe del mio lavoro, di chi come me opera nel mondo della comunicazione e dei mezzi di informazione - e nello specifico del giornalismo d’inchiesta/investigativo. Io l’ho sempre ricercata ponendo l’indice sui punti in comune tra scienza e filosofia, tra fisica e spiritualità, nel tentativo di comprenderla sia con l’intelletto che con l’esperienza, in nome della fondatezza di una notizia. Ivi per cui considero necessario per un buon professionista - ed io mi ritengo dopo un’onorata carriera di oltre 22 anni di esserlo - l’ossessione per i personaggi. Per me è basilare sapere ciò che pensa il protagonista, capirne le reazioni. Parlare con Lui ogni volta che è necessario. Un personaggio vero, reale come Andrea, ha bisogno di avere una consistenza quanto più tangibile possibile perché possa arrivare a voi nella sua più assoluta autenticità, e perché ciò accada ci vuole impegno da parte mia, dal momento che mi affida l’arduo compito di raccontare la sua storia di vita. Questo articolo è una testimonianza assolutamente unica, reale e perenne di questa tragica pagina di un’esistenza di un Angelo Custode sulla Terra in carne ed ossa. Purtroppo tutto quello che ho raccontato non è una favola. Non so dirvi nemmeno se ci sarà un lieto fine. Certo, ci sono dentro alcune - chiamiamole coincidenze - che potranno sembrarvi di pura fantasia. Ma si tratta di una storia assolutamente vera, ed io non metterei certo a rischio la mia reputazione per una opera fantasy di poco conto o comunque puramente immaginata. Non sono un narratore, né tanto meno quel tipo di persona che si mette davanti alla tastiera di un computer o al suo bel foglio di carta con il preciso intento di scrivere. Queste stesse righe non le ho messe nero su bianco ora perché ho deciso di farlo, ma per il semplice fatto che ho in qualche modo la necessità raccontarvi quello che ho vissuto e vivo quotidianamente. Non è la classica novella d’amore, e per alcuni potrà anche essere una tragedia con risvolti negativi che dovrebbero però far riflettere noi tutti per poter così capire quanto la vita sia breve e quanto dovrebbe esser vissuta intensamente con la consapevolezza che, come dice Muhammad Ali - “Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini. Impossibile non è un dato di fatto, è un’opinione. Impossibile non è una regola. Impossibile non è uguale per tutti”.

Non dimenticare CHIARA che il tuo buon Angelo Custode vuole salvarti; egli ti sta a fianco, ti mostra le sozzure del peccato, ti fa vedere i mortali pericoli, da cui sei circondata, cerca di disgustarti della sozza ed infame turba con cui ti trovi, ti chiama, ti sgrida, prega per te e piange sopra di te. Rispondi con amorevolezza ai dubbi della tua mente, dicendole che il tuo Angelo esiste davvero ed io ti giuro, dolce sua COMPAGNA DI VOLO, che lo vedo tutti i giorni. Credimi, è ora che tu scelga di farti guidare ed accompagnare da Lui. Chiedi alla tua mente di farsi da parte, per permettere al cuore di sentire l’amore di questa creatura celeste mandata dal Signore Iddio da te. Solo così consentirai agli occhi dell’Anima tua di vederlo. Dimmi come posso fare per convincerti: io non ti sto mentendo e non ti mentirò mai! Tuo marito è un vero Angelo Custode con tanto di bianche ali piumate diritte verso il cielo, e la luce e gli scintillii che emanava non nascondevano alcun trucco. Te lo assicuro!!

ALBERTO DE PRA
Capo Ufficio Stampa

  • 08 May 2018
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Andrea Brusa

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