COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 10/04/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - QUELLO CHE I SUOI OCCHI NASCONDONO

PUBBLICATO IL 10/04/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - QUELLO CHE I SUOI OCCHI NASCONDONO

PUBBLICATO OGGI 10/04/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Quello che i suoi occhi nascondono

È facile capire come nel mondo esista sempre qualcuno che attende sempre qualcun altro, che ci si trovi in un deserto o in una grande città. E quando questi due esseri s’incontrano e i loro sguardi s’incrociano tutto il passato e tutto il futuro non hanno più alcuna importanza. Esistono solo quel momento e quella straordinaria certezza che tutte le cose, sotto il sole, sono state scritte dalla stessa mano, la mano che risveglia l’Amore e che ha creato un’anima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole, perché se tutto ciò non esistesse non avrebbero più alcun senso i sogni dell’umanità.
PAULO COELHO

Quella voce non mi lasciava, e nella mia mente la percepivo insistente. Ed il fatto che non la sentissi con le mie orecchie, mi fece desumere che si trattasse di un’entità che stava cercando di comunicare con me telepaticamente. Chi era? Nel luogo in cui mi trovavo sembrava che davvero non ci fosse anima viva. Incredulo e terrorizzato, osservai con più attenzione; ad un tratto scorsi qualcuno dinanzi alla finestra, seduto su di una poltrona con una balza finale e con uno schienale molto alto, scolpito con figure a basso e tutto rilievo in stile ‘800. Cercando con fatica di mettere insieme un po’ di lucidità mi avvicinai per vedere meglio. Sembravano due occhi… ma sì, erano proprio due occhi, ed io mi ci accostai ancora di più incuriosito. Mi fissavano con una intensità tale che ero quasi certo potessero da un momento all’altro compenetrarmi nel calore profondo del loro inarrivabile mondo. Le sue pupille sembrarono dilatarsi ogni secondo di più su tutta l’iride. E quando l’osservai con più attenzione, mi accorsi che l’uomo somigliava molto ad Andrea. Anzi, era proprio Lui. E sarò fors’anche pazzo, o addirittura un folle; sarò per tanti un fuori di testa, nonché uno squinternato, ma vi posso assicurare ch’era Lui, era dannatamente Lui, e come al solito, era comparso dal nulla. Si alzò dalla sedia, si inginocchiò e si fece il segno della croce. A mani giunte, abbassò la testa a terra in gesto di umiltà, poi si limitò a piegarla un poco di lato fino a quando il mento si andò ad appoggiare sulle dita da lui intrecciate, e cominciò a pregare, con un deciso atto di rinuncia al mondo dei sensi, chiedendo perdono a Dio per non essere riuscito a proteggere la sua famiglia, ed in particolare sua moglie CHIARA, preservandola da tante sofferenze. Lo sguardo poi si illuminò di colpo e sul suo viso riapparve il sorriso. Il suo respiro divenne una brezza tiepida intorno a me, mentre il cuore sembrava un martello che s’infrangeva in milioni di echi nella mia mente. Lentamente anche il suo corpo straziato diventò pura luce iridescente. Una macchia candida gli coprì la schiena suggerendo una sagoma dalle ali spiegate. L’Angelo Custode era davanti a me ed io non riuscii a muovermi. Non riuscii a parlare. Non riuscii a fare niente. Il silenzio incombeva, ed egli aveva paura. Tanta, tanta paura. Si era perso. Doveva arrendersi all’evidenza. Avanzava nel buio, alla cieca. Ma non avrebbe pianto, no. Non in quel momento e non in quella stanza; Lui era forte. Lo avrebbe permesso a se stesso soltanto più tardi. Se il mondo non lo accettava per come era, avrebbe vissuto un’altra vita, e poi ancora un’altra, finché non avrebbe trovato il di più sempre ambito. Cullato da quella calma apparente chiuse così gli occhi e serrò i pugni. Li strinse più forte che poté e si sentì pervadere tutto il corpo da un forte calore. E quel calore non lo immaginai, lo so con certezza, perché lo vidi diventare rosso in volto. Poi, dopo quello che sembrava un’eternità, udii ancora una volta la voce dell’Angelo come se stesse parlando da molto lontano, pur essendo a pochi passi da me - “Ascolta, ora, il silenzio. Sono i baci d’amore che nessuno diede, nessuno rese; e sono i cari sogni che non s’avverano”. Detto questo mi fece cenno di avvicinarmi. Il suo respiro divenne pian piano più pesante. Mi prese dolcemente per mano e mi condusse lungo un corridoio oscuro in una specie di bugigattolo. Varcammo la porta e ci trovammo in un nudo salone dal pavimento di marmo con un grande terrazzo che dava sugli alberi del giardino sulla destra e lui là, ritto in piedi, continuava a torcersi le mani ed suoi lineamenti erano percorsi da contrazioni continue. Quando le sue ali presero a battere, produssero un rumore al tempo stesso soffocato e possente, e l’aria sembrò vibrare tutto intorno. Era di un giallo dorato, che diventava azzurro brillante sul dorso e lungo l’orlo delle ali ampie e fittamente piumate, simili a quelle degli angeli della Crocifissione. Adesso poteva finalmente lasciarsi andare. Brucianti lacrime come acido gli riempirono dunque gli occhi, e per un istante si sentì la più reietta, la più abbandonata, la più derelitta di tutte le creature di Dio. Era evidente - almeno per me - che Lui fosse incorso, per qualche errore, nella collera divina, in quanto disse con voce sorda, carica di uno strazio atroce - “Perché Padre mio!!!! - L’ho ancora qui negli orecchi! M’ha reso folle quel grido! E si mise a pensare con ansia quale colpa avesse commesso. Temeva di non poter più tornare nel mondo da cui era venuto, ma l’amore per sua moglie CHIARA lo riportò in sé: fu allora che comprese il motivo per cui Iddio suo Padre permise che non fossero esaudite, fino a quel momento, le sue premurose istanze, in modo tale da rendere eroico il suo amore. “Non devi dire nulla, hai capito Alberto? Io sono il servo di nostro Signore, un povero messaggero alato del Paradiso, che appare, agli sguardi stupiti di voi mortali, servile e generoso. Non giudicarmi per quello che non sono, perché io mi sono già condannato da me” - disse con tono perentorio, e si scapicollo sfracellandosi al suolo con forza. Atterrò sul terreno antistante la casa, su una delle poche parti secche e prive d’erba. Una nuvola di polvere bianca, che pareva farina ma farina non era, si levò dal suolo, plasmata dal corpo dell’Angelo. E Lui stette lì fermo, immobile, con lo sguardo perso nel vuoto, le ali distese, perdendosi in mille pensieri, lasciandosi in balia di mille e mille desideri ardenti più del fuoco che in tumulto pigliarono a divorarlo. L’Angelo Custode sapeva di incenso e le sue ali avevano l’odore fulvo delle fiere selvagge; il suo profilo era dolce come un canto appassionato e dalle sue ali già scorreva sangue scuro, a fiotti. “La amo da morire e non so cosa farei senza di lei. Non posso vivere senza la mia CHIARA. Il mio compito è proteggerla, Signore, e ristabilire l’equilibrio e l’ordine delle cose, prima di mutare nuovamente… ed io non posso farlo se lei si mette in una situazione di pericolo. L’amo Padre mio. Significa forse questo seguire il proprio cuore? Vorrei che ci fosse una mappa o una bussola ad aiutarmi a trovare la mia strada. Ma Lei possiede il mio cuore e questo, più di ogni altra cosa, è la mia stella polare. Io posso intervenire solo sul suo spirito, ma non posso modificare eventi o tracciarli con certezza, perché questo dipende solo dalle scelte che Lei farà. Devo tuttavia salvarla e solo una persona può riuscirci…. io. Ho attraversato le barriere del tempo per rivederla ed anche le barriere frapposte dalla morte. Ho visto guerre e splendori, ho ascoltato musiche e lamenti. Ho passato momenti di disperazione e prima che Lei nascesse, ho lasciato il mio mondo diventando un angelo custode, il suo, affinché potessi accompagnarla lungo la sua vita, verso il suo futuro e la realizzazione dei suoi sogni. Ora mi sento impotente, mi sento svuotato, inerme” - e così concluse abbassando gli occhi. Avvertì nel suo cuore un’impazienza incontenibile. Ogni fibra del suo corpo vibrò, si sentì come attraversato da un formicolio costante, quasi doloroso. Poi si mosse così velocemente da divenire un’immagine confusa. In un battito di ciglia si spostò e riapparve al mio fianco lasciando che l’energia angelica si liberasse, spezzando i confini stessi del suo corpo, in un’esplosione di potenza che divenne luce pura, come mai l’aveva provata prima. A poco a poco quella luce si fece sempre più vivida, fino a che tutto intorno a noi non ne fu inondato. Allontanandosi da me di pochi passi, batté dunque le ali - ora bianche e lucide come quelle di uno splendido cigno - lentamente, ma questo fu sufficiente a spingerlo in su, verso l’alto, dove cominciò a volare divenendo parte di quel cielo da cui era arrivato in un lontano momento del passato di circa 10 anni fa. “Non hai altra scelta” - diss’io a Lui - “Tu devi salvare tua moglie CHIARA, questo è il punto”. L’Angelo Custode annuì. Scomparve alcuni secondi dopo e la striscia luminosa che lo avvolgeva si ritirò quasi che il cielo l’avesse riassorbito. D’istinto abbandonai quel luogo semisconosciuto e fuggii urlando e piangendo come se qualcosa di terribile e di misterioso mi inseguisse. Stavo troppo male nel vederlo così, tant’è che lacrime non si fermarono più, rigandomi il viso ininterrottamente come due piccoli fiumi straripanti. Nel tragitto di ritorno, la mia mente fu piena di pensieri. Mi resi conto di aver vissuto una vita senza conoscerlo, ignorando la reale esistenza delle creature celesti quali Andrea, e pensai che non ero stato poi troppo male. Invece, ora che avevo saputo tutto, non mi sentivo più normale. E fu quella perdita di normalità a cambiarmi per sempre. Mi sentii defraudato del diritto sacrosanto di conoscenza, ma subito dopo mi chiesi fino a che punto io potessi accampare dei diritti con un vero Angelo Custode. E fu allora che anche la terra mi apparve più luminosa ed affascinante, più piacevole per essere abitata in quel tempo fugace dell’esistenza in attesa dell’eternità. Perché io - a differenza di voi lettori – sapevo, per aver visto con i miei occhi, che là, nella vita ultraterrena, volteggiano le ali angeliche. Così mi rasserenai nella mente. Mi chiesi dove fosse l’Angelo Custode di sua moglie CHIARA in quel momento, e cosa stesse facendo; ma non riuscii a immaginarmelo. Non volevo, probabilmente.

Quello che state leggendo non è un racconto, bensì è un prodotto che giunge direttamente dalla pancia di chi l’ha scritto ed è intriso di verità. Io sono un giornalista d’inchiesta e questo non è poco, perché la mia professione implica intelligenza, precisione, onestà, coraggio ed accuratezza. Non è affatto facile, ve lo assicuro, dire sempre il vero, essere sinceri e riportare come si sono svolte effettivamente le situazioni. Ci vogliono prove, chiare e inequivocabili se non si vuole correre il rischio di passare per pazzi. Essere giornalista non è semplicemente un lavoro come tanti, poiché comporta la capacità di saper rivestire un ruolo che ha una notevole valenza etica e che richiede dunque responsabilità e consapevolezza. Se ognuno di voi lettori vivesse la propria vita con coerenza, essendo sempre padrone ragionevole delle proprie scelte, non ci sarebbe mai bisogno di dire bugie per giustificare qualcosa di cui ci vergogniamo o che abbiamo commesso imprudentemente. Si possono occultare molte cose ai più, ma la nostra coscienza è sempre là, pronta a rammentarci chi siamo davvero, ed è sempre con noi. Senza contare che la verità emerge sempre, è una forza inarrestabile che muove tutto. Potete schiacciarla, negarla e girarvi dall’altra parte. Emergerà sempre e con una forza devastante. Se ognuno di noi avesse chiaro nella testa che tutto quello che accade, indipendente da noi, ha un senso logico nell’ordine universale del creato, non avremmo mai paura di mettere la verità davanti agli occhi di chi amiamo, anche quando questa verità è scomoda, o fa male, come quella da me riferita in questo articolo e negli altri da me scritti su questo caso. Non si tutela nessuno con le bugie, perché chi è all’oscuro della verità è senza difesa ed è messo nell’impossibilità di lottare per se stesso e per gli altri con le proprie capacità personali e, spesso, inaspettate. Non c’è mai una valida ragione per dire bugie ed è importante non temere la verità perché è qualcosa a cui nessuno può sottrarsi. Non mentire mai significa esattamente questo: non mentire in nessun caso. Quando vi sarete guadagnati la reputazione di una persona che non mente mai, non vi verrà mai chiesto di coprire qualcosa o qualcuno. Ed in ogni caso le bugie, alla lunga, non reggeranno mai il confronto con l’imprevedibilità della vita… ed io tutto faccio fuorché mentire. Quello che io ALBERTO DE PRA vi ho appena fornito in queste poche pagine è un resoconto preciso dell’inchiesta giornalistica da me portata avanti sul caso di un ANGELO CUSTODE sulla Terra; un essere i cui compiti non sono soltanto quelli di lodare Dio nella sfera celeste, ma di prendersi cura di una creatura umana… la sua protetta nonché moglie CHIARA. Pensate quello che volete di me, ma è tutto vero. Parola per parola. Questa è la storia di un Angelo, tanto vero quanto è vero Iddio, che con le sue ali ha cercato e cerca di proteggere la sua amata sposa, sussurrando a Lei le parole più belle nelle notti più tristi, quando nemmeno la luna le illumina il sorriso. Ed è sceso su di Lei, venuto per cercare di farle ritrovare quel sorriso, quella felicità che ormai sembrava e sembra tuttora smarrita.

E mi rivolgo a te CHIARA con una poesia di Nino Lacagnina, pubblicata in un suo libro, che sembra stata scritta apposta per te - “So che vedi ai tuoi piedi il baratro aprirsi, ma tu non guardar giù. Ridi, in faccia alla tua sfortuna, alla gente che guarda indifferente, ridi in faccia agli egoisti, ai qualunquisti. Ridi in faccia agli amici, che non sono mai veri, ai parenti carnali e venali. Ridi in faccia alla città, a chi poteva aiutarti, a chi doveva ascoltarti. Ridi in faccia al mondo, e vedrai una luce salire dal profondo. Una forza tremenda, una speranza, un contrappasso divino, una porta dischiusa. Una faccia sincera, una mano tesa, qualcosa, qualcuno. Un Angelo, che sentirà tintinnare l’argento della tua risata, ti guarderà nel cuore e non troverà cattiveria, ma solo tristezza ed ingiustizia. Vedrai, saprà darti un posto al mondo ed una vita nuova”. Andrea è il tuo Angelo Custode che ti protegge e ti ama sopra ogni cosa. Il tuo amore lo tiene in vita e gli dà l’energia necessaria a rimanere qui accanto a te, ed è la prova d’amore più immensa che esista, devi esserne contenta. Se tu avessi visto le sofferenze che ho visto io nei suoi occhi, capiresti quanto sei fortunata ad avere tutto quello che hai. È un amore totalizzante il suo, è Amore immenso che non ha limiti, tale che non si ferma di fronte al fatto di doversi spogliare della sua natura di creatura celeste per diventare carne tra la carne umana e soffrire per te e con te. Allora sorge la domanda: perché tanta cecità? Come non vedere, CHIARA, ciò che sta e continua a stare sotto gli occhi di chiunque? È tempo per te di guardare in faccia la realtà e affrontarne le conseguenze. Sai tu stessa che non ti sto ingannando, infatti con te sono sempre stato sincero. Lo scrivo e lo sottoscrivo senza alcun timore di inciampare nella retorica perché è tutto assolutamente vero quanto detto in queste paginette, come vere sono la tua preziosa esistenza e purtroppo quello che potrebbe accadere qualora non aprissi gli occhi. Non fermarti - sua dolcissima Compagna di Volo - alle apparenze. Lasciati salvare dal tuo Angelo prima che sia troppo tardi.

ALBERTO DE PRA
Capo Ufficio Stampa

  • 10 April 2018
  • 14

Contattami

Andrea Brusa

Il tuo messaggio è stato inviato!