COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 03/04/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - VIVERE NELLA DIVINA VOLONTA’

PUBBLICATO IL 03/04/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - VIVERE NELLA DIVINA VOLONTA’

PUBBLICATO OGGI 03/04/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Vivere nella Divina Volontà

Non rendete ad alcuno male per male, cercate di fare il bene davanti a tutti gli uomini. Se è possibile e per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini. Non fate le vostre vendette, cari miei, ma lasciate posto all’ira di Dio, perché sta scritto: «A me la vendetta, io renderò la retribuzione, dice il Signore». «Se dunque il tuo nemico ha fame dagli da mangiare, se ha sete dagli da bere; perché, facendo questo, radunerai dei carboni accesi sul suo capo». Non essere vinto dal male, ma vinci il male con il bene.
LETTERA AI ROMANI 12

Da qualche ora avvertivo una strana oppressione nel petto. A volte mi toglieva il respiro, mi soffocava, mi sentivo osservato e questo mi rendeva guardingo verso ogni ombra che potessi avvicinare nel percorso. Fu così che, in preda al terrore, mi voltai ed iniziai a correre saltando gli scalini di casa tre alla volta, quando una grossa bestia, che scrutava attentamente la scena, mi balzò davanti. Sembrava un cane da slitta di tipo nordico, ma era scarno di corporatura, non più di qualche osso messo insieme, e mi osservava con due grandi occhi rossi ch’erano accesi di fuoco, e della bava fuoriusciva dalla bocca aperta assetata di sangue e distruzione. Ringhiava ferocemente. In un lampo, mi si accostò, mostrando i denti, pronto ad attaccare. Improvvisamente, accanto a me comparve Andrea. Si avvicinò alla belva che lo azzannò al braccio e alla mano destra. Se non che, divincolatosi indarno ed esausto di forze, cadde a terra, e stette così fino all’arrivo di mia moglie Lauren. Lo aiutai ad alzarsi. Era raggiante, non sembrava soffrire per le ferite riportate. Restai sbalordito. Chiesi - “Ma lo hai visto arrivare, hai capito che stava per aggredirti e non ti sei mosso, non ti sei difeso… ma perché?” Ed egli rivolgendosi a me soggiunse - “Non credo tu abbia compreso. Il maligno ha assunto le sembianze animali per vendicarsi del fatto che tu mi stai aiutando. Ma ricordati che l’impegno del cristiano si muove in due direzioni, sia nel non compiere il male, sia nel non rispondere al male con altro male. È necessario vivere nella Divina Volontà, sempre e comunque. Sai cosa ha detto Gesù a Luisa Piccarreta a questo proposito? Ebbene… stando a quanto è stato scritto dalla mistica, vivere nella Divina Volontà è semplice. Richiede niente di più che chiamare la Divina Volontà nelle nostre azioni per dargli il primo posto. Ed io non sarei un Angelo Custode se pensassi che il sangue possa essere una buona risposta al sangue; la barbarie non potrà mai essere una modalità della giustizia, non si risponde alla violenza con la violenza. Non è per questo che diventa legittima, non è mai un atto giustificato o scusabile”. Li Andrea si trasfigurò, e nel momento in cui superò la soglia di ascensione la sua forma umana lasciò il posto a quella soprannaturale diventando un Angelo bellissimo, con due grandi ali sulla schiena e tanto amore nel cuore. L’angelo Custode di sua moglie CHIARA era tornato ancora una volta, solo, indisturbato e non notato da nessuno. Intanto che le ferite gravi e profonde, infertegli dal MALE, si andarono rimarginando spontaneamente innanzi ai nostri occhi attoniti, l’Angelo soggiunse - “Vivere è cercare di non perdere di vista la luce, il fatto che il centro è Gesù Cristo, il bene supremo! Così potete crescere ed evolvere non solo con il vostro corpo fisico, non solo nella vita terrena che state conducendo ora, ma crescere ed evolvere anche con la vostra anima”. Con nostro stupore, si accese poi d’improvviso un imponente arcobaleno proprio sopra di noi e l’Angelo divenne una colonna di energia dalla forma umana e, nel giro di pochi secondi, spalancò le sue ali lucenti, brillanti, terribili ed incandescenti di gloria. Tante lacrime calde gli rigarono le guance, come un diluvio rovente. Piangeva in silenzio, un pianto doloroso di una pena vera. Ed ecco che una forte luce lo avvolse e lo fece scomparire alla nostra vista - anche se per una frazione infinitesimale di tempo - in uno scoppio bianco e luminoso, come un fuoco d’artificio di mille colori. Attorno a Lui galleggiavano globi luminosi, simili a lucciole giganti. Un’ondata di emozione allo stato puro gli si agitò dentro. Poi tutto tornò normale. Ogni cosa ritorno ad assumere la sua propria forma e colore, ma quello che non tornò ad essere normale fu proprio Lui. Si era dimostrato così coraggioso fino ad allora, aveva saputo affrontare il suo inevitabile destino con una forza d’animo che avevo sempre ammirato… e ad un tratto reagì lasciandosi andare con il corpo e con la mente, come se si affidasse inconsciamente a qualcuno o a qualcosa, come se stesse crollando. Non manifestava alcuna sofferenza fisica, ma dentro il dolore per la perdita della moglie CHIARA, da Lui adorata, lo stava uccidendo. Con la mano destra brandiva una spada che mandava bagliori come fosse una lama di fuoco, mentre dal palmo della sinistra crepitavano, senza alcun danno, fiamme innaturali. La potenza e la santità emanate da quella creatura erano qualcosa di inconcepibile per noi umani. L’angelo si risollevò con un sorriso disarmante e carico di amore. Andrea sentì poi il suo corpo esplodere in mille atomi, ed una forte sensazione di calore invase tutta la sua essenza. L’angoscia lo pervase da capo a piedi insieme ad un senso di impotenza che lo immobilizzò impedendogli persino di respirare… poi gli vennero alla mente orrori e terrori che mai in vita aveva sperimentato. Si sentì distrutto nell’animo, con le lacrime che continuavano a pungergli gli occhi. Non si ricordava più neppure cosa fosse la serenità, né tanto meno quale fosse la sua reale esistenza, e non riusciva affatto a penetrare nel nostro mondo, da cui si sentiva sempre più lontano. E, man mano che questa tremenda verità lo sovrastava, percepiva la propria essenza svanire lasciandosi andare all’inevitabilità del nulla. Un groppo di tristezza si insinuò poi nella sua gola, pretendendo di uscire. Fu allora che una luce s’irradiò nella stanza ed il dolore divenne prima ovattato, poi nullo. Era una luce calda, confortevole come un abbraccio, tanto da sembrare fuori posto in quel luogo dove l’unica sovrana pareva essere la Morte. Finalmente l’Angelo ritornò alla realtà e riacquistò consapevolezza del proprio io. Quella semplice luce, così brillante, spezzò la pressante presenza di oscurità. Infine gli giunse di fronte, una immagine viva, rassicurante e protettiva che pulsava di energia. Questa lo circondò in una stretta d’amore e speranza, poi una voce suscitò in lui ulteriori ricordi. Una voce dapprima lontana e a mano a mano più forte; una voce di donna, calda, come quella di una madre amorevole, una voce come proveniente dal cielo: “Abbandona la tristezza che è nel tuo cuore, Angelo Custode. Tu hai compiuto il più grande dei sacrifici rinnegando te stesso. L’essenza della tua amatissima CHIARA risiede nel cuore che tu porti dentro di te, e diverrà qualcosa di più grande e nobile dell’essere umano che era… Non temere; solo abbi fede!” Fu così ch’egli si gettò con la faccia a terra in atto di umile venerazione e disse - “Regina degli uomini e degli Angeli vi accetto e vi riconosco per mia Sovrana, ad onore e gloria del Figliuolo mio Dio e mio Salvatore. E in questa qualità vi dò sull’anima mia e sulla mia vita tutto il dominio che posso secondo il Padre mio. Non chiedetemi solo di non amarla perché non posso. Sarebbe come chiedermi di non respirare. Non ho più lacrime per piangere, lacrime che mi sono servite per tenere vivo il mio amore. «Io l’amo come si può amare una donna! Io l’amo col trasporto della passione, coll’immensità dell’estasi! Ch’io la vegga un’ora sola, ch’io le parli un solo minuto, e più non chieggo a Dio perché quello è il mio Paradiso. Il mio amore è grande! Grande come il mio pensiero, esso diverrà eterno sol ch’ella lo voglia. Cosa posso dirle di più! Nulla! nulla... perché la mia favella non può esprimere i sensi infiniti di un’anima» Mi sono innamorato mia Regina” - affermò, senza tanti preamboli - “Mi sono innamorato di una donna... della mia protetta. Il suo nome è CHIARA… concedetemi la vostra grazia santificante mia Regina, permettendomi di amarla e proteggerla, acciocché in ella io viva, e non vi offenda mai più”. Il silenzio calò, rotto solo dal rumore della pioggia. Né io né Lui riuscimmo a dire una parola in più. Mi limitai a guardarlo con attenzione. Ero allibito da quello che avevo appena visto ed udito. Avevo di fronte a me un Angelo, una creatura di potenza e bellezza quasi indicibili, ch’io quasi dispero di renderlo in forma comprensibile a voi lettori; le ali bianche distese erano glorificate da una luce dorata come il grano ed aveva una raffinatissima armatura d’argento lucidato con ornamenti blu smaltati che negli ultimi anni però non pareva essere stata in grado di proteggerlo, bensì lo aveva imprigionato legandolo ad un destino al quale dava l’impressione d’essersi arreso; un’aureola di luce coronava i suoi lunghissimi capelli biondi i quali in larghe ciocche sfuggivano dai merli che gli adornavano il capo, ed il volto di una bellezza così virile, così robusta, che non ha pari in terra e non può desumersi da questa bassa natura. Una serenità così triste, così delicatamente triste, tipica di chi attende la sua fine da un momento all’altro senza ansie. Ma non feci in tempo a pensare questo che l’Angelo svanì nel nulla, ed il silenzio ritornò ad avvolgere me e mia moglie Lauren.

Fare il giornalista non è assolutamente una cosa semplice: bisogna usare un linguaggio corretto, essere obiettivi e saper raccontare qualcosa di interesse pubblico nel modo migliore. Questo non basta quando si affrontano argomenti molto delicati e al contempo importanti come quello da me trattato in questi articoli. Il cardinale DIONIGI TETTAMANZI, nel corso di un incontro con gli studenti ed i docenti delle Scuole di Giornalismo di Milano nel 2005, disse: “Anche nell’ambito dei media occorre operare a partire da un progetto di vita buona, un progetto cioè che si basa sulla verità dell’uomo, o meglio sulla verità che è l’uomo stesso. Un progetto che mette a fondamento quei valori e quelle esigenze che sono scolpiti indelebilmente dentro la struttura dinamica e finalistica dell’uomo, che definiscono il contenuto della inviolabile dignità personale propria e altrui, che costituiscono l’ispirazione di senso delle proprie scelte e delle proprie azioni. Prima ancora, dunque, di ricercare e di individuare i criteri per applicare la dimensione etica all’esercizio della professione giornalistica, prima ancora di elaborare dei codici deontologici per gli operatori dei media, è necessario coltivare dentro di sé i valori che sono a fondamento della propria umanità e dell’umanità di tutti gli altri. E questo significa, certamente, allargare gli spazi del proprio crescere in umanità; significa coltivare una interiorità e, oserei dire, una spiritualità che ci spinga alla ricerca della verità come insopprimibile aspirazione e, insieme, come prima obbligazione del nostro essere uomini. Tutti gli uomini, dunque, sono chiamati a questa cura della interiorità, perché tutti sono chiamati alla ricerca della verità. Sono una cura e una ricerca assolutamente indispensabili affinché il nostro agire non sia in balia del caos o del caso, ma sia l’espressione coerente del nostro essere intelligente e libero”. Un giornalista investigativo o d’inchiesta - quale io ALBERTO DE PRA sono - è prima di tutto un testimone veritiero e fedele degli eventi vissuti ed ha il diritto-dovere di raccontare ciò che ha avuto modo di vedere e di indagare criticamente per scoprire e accertare la verità, in modo completo e senza omissioni o censure. Questo è il giornalismo nel quale io credo e che pratico. Questo piccolo articolo, se così si può chiamare, non contiene una storia inventata di sana pianta, ma narra di fatti realmente accaduti. Non sono pazzo o visionario, ma confermo che tutto ciò che avete letto, e leggerete più avanti, è accaduto a me personalmente. Tutto quello che - qui e ora - ho scritto, giuro a me stesso e sulle mie due figlie, è vero. È assolutamente vero. Nulla aggiungo, nulla sottraggo da ciò che è assolutamente, per quanto incredibile, reale. Sono in pieno possesso delle mie facoltà mentali, dichiaro a me stesso e a voi lettori, laddove un domani dovessi per incredulità dubitare della mia sanità in questa circostanza della vita. Non voglio ingannare nessuno. Non è il mio carattere e non me lo perdonerei. Ma le mie parole non sono solo parole dette al vento. Credo in quello che dico e sono sincero. Sono un giornalista e questa è la più importante inchiesta che mi sia mai capitata di svolgere nel corso della mia vita. Solo chi esprime le proprie idee con la sensibilità del cuore e dell’anima, capisce il vero significato dell’esistenza e di come dev’essere. Io non scrivo favole, né invento deliri di sogni, sapendo benissimo che Dio non si diletta di menzogne; perciocché essendo essenzialmente la verità unica, la causa insieme e il principio di tutti i beni, detesta sopra ogni cosa la contraria bugia. A me interessano solo e soltanto i fatti, le cose concrete, sincere. E confermo: questo è ciò che ho vissuto in quegli attimi con Andrea. Sono ricordi i miei che ho ancora adesso vivi in me come se fossi ancora là.

E mi rivolgo direttamente a te CHIARA… sua Compagna di Volo… Lui è qui, non lo vedi, non capisci, ma è qui, non per caso. Andrea, il tuo Angelo Custode, è qui, per te, come sempre, e non è un giorno che ti conosce; ma tu non stai con Lui, vai via, e lo lasci solo nel suo silenzio, nel suo deserto; non ti rendi conto del bene che prova per te; è qui… ti hai sfiorato appena ed in un attimo sei entrata nella sua vita come un sasso entra nell’acqua, lo hai attraversato e delicatamente ti sei posata sul suo cuore lasciandovi tracce profonde... indelebili… che adora percorrere. Andrea ti aspetta CHIARA, che sia oggi o domani o un altro giorno, perché la voglia di te non si esaurisce mai, anzi cresce in Lui ed aumenta e si moltiplica.

ALBERTO DE PRA
Capo Ufficio Stampa

  • 02 April 2018
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Andrea Brusa

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