COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 20/03/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - STORIA DI UN AMORE TRAVOLGENTE, DI UN AMORE SOFFERTO, SENZA FINE

PUBBLICATO IL 20/03/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - STORIA DI UN AMORE TRAVOLGENTE, DI UN AMORE SOFFERTO, SENZA FINE

PUBBLICATO OGGI 20/03/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Storia di un amore travolgente, di un amore sofferto, senza fine

“Avere coraggio significa non mollare e riprovare anche se le cose sembrano non andare per il verso giusto. Dunque, il coraggio di vivere parte e dipende da noi. Chi sceglie di vivere rimandando a domani o aspettando che siano le circostanze esterne a cambiare le cose, faticherà molto ad autorealizzarsi”
Valter Giraudo - giornalista, scrittore

Quando alle tre e mezza squillò il cellulare, stavo facendo un sonnellino col pretesto che il giorno seguente avrei dovuto iniziare dei lavori di ristrutturazione dell’appartamento in cui vivevamo ed avevo bisogno di arrivarci riposato. All’inizio pensai che fosse il suono della sveglia a riportami alla realtà. Inebetito allungai la mano per spegnere la suoneria, ma non c’era alcuna sveglia. Stavo dormendo su di una dormeuse in stile settecento, con tappezzeria tutta rossa a fantasia, a fianco della scrivania, e non nel letto. Ed inoltre non era mattina, bensì tardo pomeriggio, ed i raggi del sole rischiaravano l’interno della stanza d’una luce tenue, sensuale, lasciando nella penombra giusto il divano su cui ero disteso. Mi alzai e andai fino al telefono. Dopo un breve silenzio rispose una voce femminile. “Buongiorno. Parlo con Albero De Pra?” “Si, sono Io” “Buongiorno signor De Pra. Lei non mi conosce, ma io conosco lei. Credo che noi due abbiamo un’amicizia in comune, Andrea. È bene che venga subito da me... è urgente”. Mi diede l’indirizzo e riagganciò. Presi un taxi per non sbagliare strada e mi recai sul luogo dell’appuntamento. Mi sentivo nervoso, agitato ed in qualche modo esitante. Avrei voluto sapere che cosa mi aspettava. Infine mi feci coraggio, suonai al citofono e attesi; il cuore che pompava frenetico. “Salga con l’ascensore della palazzina numero due, quinto piano, scala B, l’aspetto” - rispose la stessa voce che avevo sentito appena venti minuti prima. Varcata la soglia d’ingresso vidi Andrea, l’Angelo Custode di sua moglie CHIARA, disteso per terra, incosciente ed esausto. Lo toccai e posso garantire che il suo sangue ribolliva ad una temperatura elevatissima, la pelle prese a tirare ed i muscoli gli si indurirono. Sembrò quasi che la lava rovente di un vulcano antico avesse atteso secoli per esplodere dentro di Lui. Le sue ali piumate erano molto spesse e soffici, argentate, incredibili, ineludibili, e sussultavano in maniera innaturale ai suoi fianchi. “Mamma, ma cosa gli è successo?” - chiesi con voce flebile. “Si è sentito poco bene, ha avuto improvvisi giramenti di testa e dei violenti dolori al petto. Stava per sedersi, ha fatto appena in tempo a dirmi di contattarla, dandomi il suo numero, ed è crollato per la tensione, la stanchezza ed il dolore” - rispose guardandomi con preoccupazione, poi disse - “Chiamiamo un’ambulanza, la prego, mi lasci chiamare un’ambulanza. Che facciamo se muore?”. “No, un attimo… se lo scoprono è finita… non credo lei abbia idea delle sue risorse… non può morire… stia a vedere” - diss’io. Ed in effetti ci avevo visto giusto, non mi ero sbagliato. Inaspettatamente sentì un calore intenso scorrergli negli occhi, che li infiammava da dentro ed il soggiorno in cui ci trovavamo assunse colori vivacissimi e contrastanti. Avvertì i polpastrelli surriscaldarsi, come se la sua forza vitale si stesse concentrando in essi, vibrante e fremente e pronta ad essere utilizzata. Il dolore svanì lasciando il posto al nuovo potere che stava facendosi spazio in Lui. E poi una forte scarica elettrica fuoriuscì dalle sue dita, scatenandosi in lunghi e scintillanti raggi di luce di un bianco azzurro molto intenso e decisamente freddo che attraversarono me e la ragazza da parte a parte come fossero raggi x, rendendoci quasi trasparenti. Era evidente che si sentiva come una batteria da cui seguitava a erompere energia, esaurendola. Ma quell’energia non mostrava cenno di voler smettere e di lì a poco ne sarebbe comparsa molta di più. Le sue ali assunsero, come previsto, una sfumatura rossastra, segno che la circolazione stava aumentando. Si dispiegarono dunque dietro di lui imponenti ed eleganti, in maniera aggraziata, costruzioni piumate di una gloriosa perfezione, che sfiorarono con movimenti trasognati le nostre teste. E si rimise in piedi. Come un guerriero ben addestrato, l’Angelo Custode tenne le braccia dolcemente sollevate e distaccate dal corpo, pronto al combattimento o a muoversi in qualunque direzione. Quindi, con le lacrime agli occhi, ruppe il silenzio e disse - “Il mio amore per CHIARA lo difenderò fino alla fine dei miei giorni, fino alla fine della mia vita. A costo del mio sangue, combatterò per Lei. Lotterò con ogni mezzo a mia disposizione. Prometto di amarla e rispettarla e, che Dio mi sia testimone, la difenderò dal MALE cullando i suoi sogni per renderla sempre più felice”. Poi pianse coi pugni stretti, con rabbia, mordendosi le labbra. Pianse a calde lacrime ed andò a ripetere, quasi sussurrando, questi due versi tratti dal libro “Le Mille e Una Notte” che subito riconobbi - “Rendete, come avevo prima, il cuore alle viscere, e gli occhi al sonno, e poi lasciatemi pure! Credete voi che il tempo cambi il patto d’amore? Non rimanga in vita colui che cambia sentimenti!” Mentr’io continuavo a fissarlo, a poco a poco, non so perché, mi venne in mente un episodio di una lezione tenuta da un noto teologo ad un uditorio di universitari, al termine del quale uno studente del primo corso, tra la folla, fece una domanda al professore che mise in imbarazzo molti dei presenti. Disse: “In questi ormai quasi trent’anni di studio pastorale lei ha avuto la possibilità di imparare moltissimo sul modo di amare e accogliere Gesù. Ci può dire quale sia la cosa più importante che ha appreso?” Il professore si fece pensieroso e fece una lunga pausa, poi disse: “La lezione più importante me la insegnata la Bibbia, ed è questa: Gesù mi ama”. Ci fu un bell’applauso. Del resto - e questa è la mia personalissima opinione - se andate a leggere i testi sacri, dovete concludere che Gesù o era un pazzo, un folle, un fanatico, un menzognero da deridere o da destinare al braccio secolare della chiesa che bruciava come eretici i dissidenti, oppure era il Figlio di Dio pieno di Spirito Santo, la Parola dell’Altissimo fatta carne, il Signore, il Messia. Nessuno può essere cattolico se non crede con semplicità che quanto la Chiesa dichiara in nome di Dio, è parola di Dio, ed è, di conseguenza, verità. E se credete ch’egli sia il Figlio di Dio e che le Sue parole sono vere, allora dalle stesse pagine della Bibbia dovrebbero balzarvi davanti tre fatti: Dio è amore! Dio mi ama! Dio ama me! E dunque non potei non pensare ad Andrea, in quanto una cosa è certa: il Signore lo amava, amava Lui, uno dei suoi messaggeri celesti, un vero Angelo Custode divenuto uomo… e lo amava di un amore infuso, e tutto divino. Ma non feci in tempo a formulare questo pensiero ch’egli si illuminò di una luce viva; la sua piccola fronte rannuvolata si andò a schiarire; i lineamenti smorti, spenti e gli occhi semichiusi e mesti si accesero; ogni traccia di tristezza svanì dal suo volto che assunse d’un tratto un’espressione di desiderio improvviso, ed una aspettativa intensa. Aprì la finestra e si sporse a guardare fuori. Era il segno che, dopo aver fatto penitenza, era pronto a volar via. La passione divampò in Lui, e per reazione le sue ali batterono freneticamente, inarcandosi e dispiegandosi fino a provocargli uno spasimo di estasi e dolore. A volte, quando Andrea permaneva per troppo tempo nel suo aspetto umano, scordava quanto le sue ali fossero grandi e forti, quanto fosse sublime il piacere di liberarle dalle spalle e potente, misteriosa e benefica l’energia che emanavano. Anche in quel frangente, in effetti, avrebbe voluto sperimentare l’esaltazione di levarsi alto nel cielo, invece, quel giorno, era evidente che le sue ali erano per Lui soltanto un triste ricordo di quello che era. Si sfilacciò così in refoli d’aria gelida e svanì dai nostri occhi come il profumo delle rose che adornavano nei vasi il balcone, e tutto ciò che era avvenuto ci parve quale un sogno, lasciandoci confusi e disorientati. La cornice era tuttavia perfetta per ambientare la storia di una passione travolgente, di un amore assoluto ed incondizionato, quello di un Angelo e di una creatura umana. Così la vicenda in nostra presenza si andò a scrivere da sola, e crebbe, come i suoi due protagonisti, evolvendosi, trasformandosi in quella che avete appena finito di leggere. Un amore grande, un amore immenso. Un amore il quale non potrà morire, perché troppo profonde radici ha messo nell’anima sua, e che neppure il cielo contenerlo in sé potrà. Per quel che mi riguarda, però, il tutto mi lasciò senza parole. Non avevo mai creduto ai miracoli in passato, ma sentivo che oggi, più che mai, non c’erano limiti agli eventi miracolosi. Potendo però egli soltanto, col sussidio delle sue facoltà soprannaturali, raggiungere il suo destino, ed essendo esse un dono spontaneo di Dio, ne conseguiva, che la sola misericordia dell’Onnipotente poteva salvarlo facendo in modo di ricongiungere la sua famiglia e riportando sua moglie CHIARA da Lui. Era altresì evidente che il demonio odiava l’Angelo e bramava distruggerlo in quanto creatura che Dio aveva predestinato all’elevazione. La visione di cui eravamo stati spettatori non fu una fantasia, ma un pezzo di storia tanto complessa quanto impossibile da condensare in poche pagine. Un Angelo Guerriero che non poteva non riscaldare gli animi di chi come noi l’aveva conosciuto, portando speranza nei cuori, ed affrontando ogni circostanza con tenacia ed una volontà che bruciava senza mai consumarsi; un eroe. Poi, io e la ragazza, ci salutammo con commozione ripromettendoci di sentirci nei giorni seguenti, ma finora non abbiamo tenuto fede all’impegno. Ripensando in ogni caso all’accaduto ebbi comunque modo di capire quanto fosse grave la situazione. Pur tuttavia le estreme afflizioni dell’Angelo Custode di sua moglie CHIARA accesero nel mio animo sentimenti di riconoscenza maggiori di quanto non facessero le sue gioie. Le sue miserie colpirono profondamente la mia anima più della sua gloria che non poteva competere alla nostra condizione mortale.

Alcuni etimologi ipotizzano che la parola sincerità derivi dal latino “sine cera”, ovvero “senza cera”. Si narra, infatti, che al tempo degli antichi Romani, le statue mal ridotte venissero sanate mettendo della cera nelle crepe che avevano logorato il marmo, in questo modo, almeno in lontananza, davano l’idea della perfezione. Quelle di maggior pregio erano talmente belle e affascinanti, pur con i loro difetti, che non venivano ritoccate affatto, ed erano lasciate senza cera, “sine cera”, a testimonianza che la bellezza non corrisponde per forza di cose con la perfezione e che, metaforicamente, l’integrità morale e la purezza d’animo valgono ben più di un’apparente impeccabilità, che occulta talvolta qualche artificio. Per quel che mi riguarda la sincerità - soprattutto nel mio lavoro di giornalista - è la pulizia del cuore, quella che lo rende trasparente, adamantino - un’igiene che spesso si cura solo nei confronti degli altri, scordando di coltivare la sincerità verso se stessi, che pure è fondamentale. La sincerità è la limpidezza di una persona, il non temere di dire la verità, il non aver paura di esporsi e avere il coraggio di prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Io per primo, ALBERTO DE PRA, ho bisogno di arrivare a casa la sera e poter poggiare la testa sul cuscino sentendo di avere la coscienza pulita. Sapendo di essere dalla parte del vero, e questo che ci crediate o meno. Vi sarà sembrata solo una bella storia, ma è tutto vero, come è vero il presente, anche se, rivivendo i fatti, è parsa - come dico sempre - incredibile persino a me. Sono felice in ogni caso di avervi raccontato come è successo, così sarete in grado di comprendere perché l’amore di Andrea e di CHIARA mi sono sempre sembrati fuori del comune. Faccio il giornalista da 22 anni, è il mio mestiere sapere quello che altri non sanno. I seguaci di una certa scuola di pensiero giornalistico arricciano il naso e sogghignano beffardi appena sentono parlare di giornalismo investigativo, tuttavia di questo si tratta. Questi articoli sono un’opera d’inchiesta da me svolta nell’arco di un triennio e condotta con rigore assoluto ed una professionalità maniacale. Per me, alla fine, scrivere significa descrivere. Si scrive con gli occhi. Non riesco a scrivere se non vedo e vivo quello che scrivo. Non vi sto prendendo in giro, vi sto dicendo le cose come stanno. Per me questo è lavoro, non mentirei mai, non ce ne sarebbe motivo, tanto meno su di una storia come questa; quella di un vero ANGELO CUSTODE in grado, da una parte di supportare i progetti che nascono dall’Anima della sua protetta nonché moglie CHIARA, e dall’altra di indicare a Lei i migliori comportamenti per realizzarli. Una creatura celeste, con tante virtù, discesa su questa Terra 10 anni or sono, come una rosa bianca con tanti petali profumati, che vive intensamente come mai la povertà, la sofferenza, la semplicità, la solitudine, l’abbandono, la gioia, la pazienza, la fiducia di un mondo terreno… e scopre che c’è più felicità nel dare che nel ricevere. Non c’è altra verità all’infuori di quella che riflette l’essere che è. Scrive Lorenzo Parolin nel suo libro L’AMORE È PIÙ FORTE: “Il Male non è un’astrazione, ma una persona invisibile agli occhi del corpo. E poiché il Demonio è grande, e noi siamo piccoli e deboli, per vincerlo abbiamo bisogno dell’aiuto di uno più grande di lui: Dio. L’uomo è un essere potente, soprattutto quando sa fare buon uso dell’intelligenza, ma guardandosi attorno e non vedendo niente di più grande non deve esaltarsi troppo. Esistono infatti intelligenze di molto superiori alla nostra, che per esistere non hanno bisogno di un supporto corporeo di tipo materiale. I demoni e gli angeli appartengono a questa categoria. Ma non è tutto! Esiste una forza che supera di gran lunga l’intelligenza: è l’amore. Dell’amore si dice che esistano tre gradazioni: l’amore umano, avente come supporto un corpo materiale; l’amore angelico, avente come supporto un corpo spirituale; e l’Amore Divino, presumibilmente senza alcun supporto. Il Demonio, dunque, è superiore a noi per intelligenza, ma può essere inferiore a noi, in quanto, avendo ripudiato l’amore, si è auto castrato. È bello sapere che l’amore umano, quando c’è, è più forte dell’intelligenza demoniaca, e che una persona ignorante, ma capace di amare, sorpassa in grandezza le grandi intelligenze superbe (scienziati, filosofi, politici, capitani d’industria, finanzieri…) che non sviluppano amore. Se i confronti si limitano alle intelligenze, i demoni fanno strage di uomini, e tra gli uomini vincono i più dotati; ma basta qualcuno con un po’ di cuore per surclassarli tutti. Nei confronti tra intelligenze, vince chi è capace di amare! Per vincere il male non abbiamo alternative: dobbiamo armarci di amore”.

Ama il tuo Angelo Custode CHIARA... egli gioisce per la tua luce e piange per la tua tenebra. Sebbene Andrea sia accanto a te per aiutarti e guidarti, non dovresti cercare di dominarlo. È qui solo per te, per accompagnarti nella tua missione sulla terra. Amalo come Lui ama te, e sappi ch’egli ti ama immensamente, più di se stesso. Credimi, non mi sto inventando nulla, non ferisco le persone raccontando menzogne, quello che ho visto è vero, è sepolto nel mio cuore, ed è una promessa che Lui saprà mantenere.

ALBERTO DE PRA
Capo Ufficio Stampa

  • 20 March 2018
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Andrea Brusa

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