COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 20/02/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - IO NON VOGLIO MORIRE SENZA CICATRICI

PUBBLICATO IL 20/02/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - IO NON VOGLIO MORIRE SENZA CICATRICI

PUBBLICATO OGGI 20/02/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Io non voglio morire senza cicatrici

“Se devi amarmi, per null’altro sia se non che per amore; non dire mai: «L’amo per il sorriso, per lo sguardo, la gentilezza del parlare, il modo di pensare conforme al mio, che mi rese serena un giorno». Queste son tutte cose che posson mutare, Amata, in sé o per te, e un amore così sorto potrebbe poi morire. E non amarmi per pietà di lacrime che bagnino il mio volto. Può scordare il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto, e perderti. Soltanto per amore amami - e sempre, per l’eternità”.
Elizabeth Barrett Browning

Era il giorno del funerale di mia madre e sembrava un giorno qualunque. Deceduta il sabato prima all’improvviso, senza soffrire, nel letto matrimoniale della sua umile abitazione, per un disturbo cardiaco che non le era stato diagnosticato, non rimanevano di lei che i molti ricordi nostalgici dei tanti dettagli di vita vissuta insieme. Mentre noi figli facevamo tutti gran fatica a trattenere un pianto liberatorio di profondo ed incontenibile dolore, gli amici di famiglia invece sembravano esser stati catapultati in una specie di dimensione parallela alla nostra, come sospesi in un limbo dove non esistevano emozioni. Uno stato d’animo che li aveva d’un tratto avvinti e che impediva loro di distogliere lo sguardo dal sacerdote, dalle rose sulla bara e da tutti noi, che eravamo lì a disperarci per un qualcosa che è inevitabile… non potendo sopportare l’idea di una possibile fine dell’esistenza umana. La fatica accumulata era davvero tanta dopo quei giorni così intensi e pieni di emozioni. Ma ecco che in quel mentre mi si annebbiò la vista e l’oscurità mi avvolse. No, non stavo assolutamente sognando, ve lo assicuro. Ero sì stanco, lo ammetto, ma anche più sveglio che mai. Tutto, intorno a me, scomparve. Rimasi solo. Completamente solo fintanto che qualcuno mi fece sedere su di una panca e mi indusse ad ascoltarlo. Era una figura indistinta, avvolta in una sorta di saio da monaco. Il tempo parve essersi fermato, quando l’uomo incappucciato fece un leggero cenno con il capo, ed io potei vedere il suo bellissimo viso risollevarsi. Era Andrea, l’Angelo Custode di sua moglie Chiara. La luce che si sprigionava da Lui era meravigliosa e tenue di un bel color azzurro pallido. I suoi occhi semiaperti, con le palpebre leggermente abbassate che poi pian piano sollevò del tutto, ed io mi trovai davanti ad uno spettacolo che superava tutto quello che avevo visto fino ad allora. L’angelo se ne stava in piedi ad ondeggiare l’infinita sontuosità delle sue ali argentee, dalle punte blu cobalto, come se si stesse preparando a spiccare il volo, mentre sangue e piume gli cadevano intorno. Poi con voce cristallina, e tenendo le mani giunte disse - “Hai paura della morte. Per quale ragione? Sai forse che la morte è un qualcosa di definitivo? L’amore è un sentimento talmente viscerale, profondo, impetuoso e lancinante che in un qualche modo è come la morte, e fintanto che tu avrai timore della morte, avrai sempre anche timore dell’amore. Gli uomini hanno paura della Morte perché la considerano un qualcosa di terribile e di misterioso dopo la vita. Ma la morte è anche quello che vi è prima della vita stessa: dimmi un po’… a te spaventa ciò che c’è prima della vita?” “In effetti, no” - risposi io. “Ed allora, non hai nulla da temere dalla morte” - proseguì l’Angelo - “Tuttavia se ci si ostina a desiderare una vita priva di sofferenza, ne risulterà che alla fine dei propri giorni su questa terra, anziché poter dire di aver vissuto una storia ricca di successi, soddisfazioni e forte emozioni, piena di energia e di motivazioni, seppur con i sui alti e bassi, ci si ritroverà tra le mani una semplice raccolta di fogli bianchi: decine e decine di anni depotenziati in partenza, esenti sì dal dolore, o almeno in parte, ma anche dalla felicità, e comunque al prezzo di essersi ritirati da tutto. Io, Alberto, non credo che morire senza cicatrici sia la scelta giusta… e non dovresti crederlo neppure tu. E ora guardami, tira su quel tuo bel faccino, e guardami adesso”. In quel momento la luce che emetteva divenne più forte ed ebbe un effetto ipnotico su di me. Per un poco rimasi immobile ed inattivo a scrutare il nulla, fintanto ch’egli prese un aspetto più austero, e s’approfondò maggiormente nella sua tristezza scoppiando un attimo dopo in un pianto dirotto come se non aspettasse altro per crollare. Lividi e tagli coperti gli ricoprirono il corpo e le sue ali grondarono sangue denso e scarlatto. Ma che stava succedendo, Dio mio, che stava succedendo? Ma perché, perché, perché? Tutto quel sangue pretendeva una risposta, ed io ero affamato di risposte. Tutto il suo viso parve trasfigurato da un dolore pauroso. Le lacrime si intensificarono, trasformandosi in singhiozzi disperati ed i di Lui ricordi iniziarono a sfavillare prepotentemente, vividi e lucidi come non avrebbe mai potuto immaginare. All’improvviso mi sembrò di capire: stava dedicando le proprie sofferenze alla sua famiglia, a sua moglie, nello sforzo di abbattere le proprie resistenze, riluttanze, per scardinarle il più possibile con un atto di affidamento ardentissimo e purissimo al Signore, alla ricerca spasmodica di uno stile di vita sempre aperto e disponibile alla volontà di Dio suo Padre. Successivamente un grido mi distolse dai miei pensieri; un urlo talmente straziante, disarticolato, selvaggio e perciò indistinguibile, da lasciarmi atterrito. Andrea sembrava davvero non farcela più. Fu allora che lo sentii pregare, terrorizzato, chiudendo gli occhi e dicendo - “Perdonami per non averti protetto meglio e per non aver fatto nulla per aiutarti moglie mia. Avevo il compito di illuminarti, custodirti, reggerti e governarti in ogni circostanza. Ero e sono la tua guida di luce. Ma ho fallito nel mio compito. Mai avrei pensato che la maledizione fattami dal Male mi seguisse sino ad oggi, mai avrei potuto concepire anche solo con la fantasia di dover sopportare un simile strazio. Ora però benedico le mie sofferenze perché sono state tanto importanti per la mia evoluzione che non ne potrei fare a meno. Voglio solo trovare un modo per salvarti CHIARA, amore mio!... Padre, proteggimi tu”. Dopo aver detto queste parole l’Angelo divenne di un’eleganza inaspettata, smisurato e, soprattutto, difficilmente delimitabile ad un ambito definito. Prese dunque a dimenarsi ed il terrore trapelò sul suo volto dai lineamenti perfetti. Su quel volto, alterato da un’afflizione senza fine, non rimase nulla dell’abituale sacralità. Liquido denso, vischioso, gommoso, limpido e trasparente prese il posto del sangue di prima ed iniziò a fuoriuscire dalle ferite che mano a mano mostrarono la sua gabbia toracica. Poi una luce dolcissima lo avvolse tutto, per meglio dire, lo compenetrò, facendogli dimenticare peso e resistenza della sua natura angelica. In lui scomparve ogni dolore e si ritrovò immerso in una pace infinita ed una quiete profonda. Impossibile descrivere questa scena, così bella, così celestiale, così paradisiaca. Si senti completamente in balia di una energia soprannaturale. Galleggiava nella luce senza forze. Forse allora il mio viso si distese, il mio silenzio divenne meno cupo. L’Angelo Custode mi osservò risollevato di spirito, sospirò ed allargò le braccia, le serrò in un gesto improvviso, trasformandole in ali gigantesche che si distesero automaticamente, come per mostrare la loro magnificenza. Alcuni secondi dopo, si dissolse nel nulla insieme a tutto il resto come accade di solito ai sogni dopo che ci si è svegliati, ed io tornai alla “realtà” con un sussulto violento, ritrovandomi per terra, in un angolo della chiesa, a pochi metri dalla bara di mia madre. Di lui non rimase altro che una pioggia di scintille fumose. Allora compresi quanto fosse in effetti riservato nel suo dolore per la perdita della moglie e della figlia che amava visceralmente, e quanto fosse capace di soffrire senza lamentarsi, lasciandomi così una gran bella lezione di vita. Mi aveva mostrato il vero significato del coraggio e della devozione, e se fino ad allora pensavo di essere un uomo, in quel momento dovetti ricredermi e capire di essere solo un ragazzino sciocco che doveva condurre diversamente le proprie battaglie. La felicità provata con lui non era paragonabile a nessun’altra esperienza. Pensando a questo io, che ero davanti al feretro di mia madre, mi commossi e piansi come non avevo più pianto da troppo tempo. Questa volta però non erano lacrime di tristezza o di dolore. Erano lacrime di una gioia senza ombre. Mia madre era sì morta, ma ora sapevo che mi stava guardando, che stava studiando le mie reazioni e sorridendo all’idea ch’io stessi ripercorrendo le sue stesse tappe. In breve mi alzai da terra ove mi trovavo inginocchiato, uscii dalla chiesa ed ancora tutto confuso m’incamminai verso casa. Tutto ad un tratto alzai gli occhi al cielo e vidi un turbine venire verso di me… l’Angelo era ancora là, a guardarmi. “Alla fine ce l’hai fatta e ti vedo rasserenato. Ne sono felice. Purtroppo per me non è così facile. Ho bisogno di mia moglie” - disse Lui, con voce resa roca dal desiderio - “Senza di lei tutto diviene nulla. Darei tutto, persino la mia vita, pur di poterla avere con me, solo un’altra volta, solo un altro giorno, pur di passare un’altra notte con lei! Con mia moglie CHIARA”. Già… avrebbe perfino scelto di rinunciare a essere un Angelo Custode, ne sono certo, pur di diventare un umano, ma la sua natura era quello che era, e non c’era alcun modo per rinnegarla senza il rischio di perdere l’anima. Poi Andrea scomparve definitivamente ed io tornai alla mia vita di prima dove tutto intorno a me sembra a volte perdere colore in una grigia e banale ripetizione di se stessa, se non fosse per quanto io vivo in occasione dei miei incontri con un vero Angelo del Cielo.

Ci tengo solo a ripetervi che tutto quello che avete letto in quest’articolo, come in quelli che leggerete, e che sono stati già scritti e pubblicati, è accaduto veramente e non è frutto di fantasie. Questa, del resto, è una rubrica, che come detto più volte, parte da notizie, fatti, che accadono nella settimana tra me ed Andrea, e che mi colpiscono così tanto da spingermi a riflettere, e quindi a scrivere. Io sono un giornalista investigativo stimato e che merita con sincerità tutto il vostro apprezzamento. Mi ritengo un professionista serio che non manca mai di esporsi e metterci la propria faccia rischiando di compromettere la propria credibilità per meglio far emergere la verità. Non ho la più pallida idea del perché la gente gradisca quanto scrivo… sarà forse perché scrivendo, incidendo nero su bianco i miei pensieri e quanto vado a vedere e ad assistere, interpello il cuore e non bado ad altro… sarà semplicemente per il fatto che tutto ciò che dico corrisponde alla realtà, che nulla è inventato. Ma voi siete scettici e preferite pensare che siano solo favole. Alcune persone, come voi lettori, hanno bisogno di sentirsi dire mezze verità, altre preferiscono bugie consolatorie; ma ricordatevi che vivere nella falsità o tra le mezze bugie vi getterà, lentamente, in una profonda infelicità. Io personalmente voglio la verità, anche se fa male: di certo anche voi lo avrete detto chiaramente in più di un’occasione. E allora come mai preferite non rendervi conto che non sono affatto un romanziere bensì un semplice giornalista d’inchiesta? Io sono sempre sincero in quello che vado a fare e dire. Non ho mai paura di dire il VERO alle persone che amo e a voi lettori. La verità non è mai sbagliata. Certe volte si può avere paura di dirla, ma io lo faccio lo stesso. Fidatevi di me che ci ho perso la cosa più importante. Imparate dagli errori di uno stupido. La verità che è essenziale che l’uomo possegga risiede nella parola di Dio e dei suoi messaggeri, una verità che è la più benefica e utile per il genere umano. È il tonico ed il sostentamento di cui il nostro corpo fisico ha necessità, un qualcosa che aiuti noi persone a ripristinare la propria normale umanità, una verità di cui l’uomo dovrebbe essere ben provvisto. Quanto più metterete in pratica la parola di Dio e non vi limiterete ad ascoltarla soltanto, illudendo voi stessi, tanto più speditamente la vostra vita sboccerà; quanto più attuerete la parola di Dio negli ancorché piccoli gesti quotidiani, tanto più chiara diventerà la verità. Non permettete a niente e nessuno di convincervi del contrario.
Scrive Olivier Turquet, addetto stampa che si occupa di scrivere per raccontare la realtà da circa 40 anni: “Riflettevo, in questi giorni, sulla necessità di definire meglio un giornalismo etico, un giornalismo non-violento, umanista… Così porto un contributo al dibattito interno e lo apro anche ai nostri lettori sperando con questo di ricevere altri contributi in materia… In primo luogo credo che sia buono chiarire che cosa non è: non è il giornalismo basato sul profitto. Non pubblico qualcosa perché vende; meno che mai perché lo vogliono i miei sponsor; non lo pubblico nemmeno per fare un favore di qualche tipo a qualcuno, incluso i miei amici; quella si chiama propaganda ed abbiamo numerosi esempi di questo nella storia, ma anche nella situazione attuale. Un valore forte per noi umanisti è l’esperienza; nel giornalismo questo si dovrebbe applicare nel tentativo di essere sempre il più possibile vicini a ciò che vogliamo raccontare; essere sempre il mezzo, la voce dei protagonisti, il luogo di dibattito tra le parti, il confronto delle opinioni, la narrazione diretta degli avvenimenti. In mezzo alla gente, e non solo quando sono il tema alla moda, ma anche e soprattutto quando si spengono i riflettori mediatici”.

In conclusione vi dico che non siamo stati messi su questa terra per camminare da soli e gli angeli sono esistiti, esistono e esisteranno per sempre ed io ne ho le prove… pure tante!!! Per avvicinarvi a loro ci vuole almeno uno spiraglio d’interesse, anche se nascosto dietro una cortina di sfiducia. Dovete aprire il vostro cuore!!! E tu CHIARA... cosa aspetti!! Hai bisogno di non essere cieca e sorda. Non solo qui e ora. Dovresti essere sempre vigile ed attenta, perché non stavo affatto scherzando, è tutto vero, ma il problema non è questo, anzi: è che non posso dirti niente. Se solo potessi. Non sei tu pronta, dolce fanciulla, e pur bella, a salvare il tuo Angelo Custode?

ALBERTO DE PRA
Capo Ufficio Stampa

  • 20 February 2018
  • 14

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Andrea Brusa

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