COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 13/02/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - FATTI CORAGGIO, ANIMA MIA!!

PUBBLICATO IL 13/02/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - FATTI CORAGGIO, ANIMA MIA!!

PUBBLICATO OGGI 13/02/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Fatti coraggio, anima mia

“Prendi un sorriso, regalalo a chi non l’ha mai avuto. Prendi un raggio di sole, fallo volare là dove regna la notte. Scopri una sorgente, fa’ bagnare chi vive nel fango. Prendi una lacrima, passala sul volto di chi non ha mai pianto. Prendi il coraggio, mettilo nell’animo di chi non sa lottare. Scopri la vita, raccontala a chi non sa capirla. Prendi la speranza e vivi nella sua luce. Prendi la bontà e donala a chi non sa donare. Scopri l’amore e fallo conoscere al mondo”
MAHATMA GANDHI

Se ne stavano lì, alle quattro del mattino, in un viale deserto di un parco - delimitato da un grosso spartitraffico alberato e dei lampioni accesi - con le pistole puntate alla mia testa, e non fu certo una bella sensazione. Stringevo con tutte le mie energie un pugno di sabbia, per poi sentirmela scorrere via fra le dita dalle mani granello dopo granello, consapevole del fatto che non sarei stato capace di farne fuori neanche la metà prima che avessero il tempo di premere il grilletto e far fuoco su di me. Volevano sapere dove fosse finito Andrea. Mi minacciarono allora di prendermi a botte ed altri tormenti più crudeli se avessi perseverato nella mia ostinazione nel non dire nulla. Ero terrorizzato; non avevo la forza di reagire, non riuscivo a connettere, mi sentivo come un fuscello in una tempesta; le gambe mi si erano come pietrificate. Qualcuno lo voleva in quella maledetta notte. Mi posi spontanea la domanda su chi fossero i mandanti; dovevano aver scoperto chi si celasse dietro il mio pseudonimo e volevano che io dicessi loro tutto ciò che sapevo su di Lui e che gli consegnassi la documentazione fotografica e video dei nostri incontri da cui questi articoli hanno origine; ma io ero ben conscio anche di non poterlo tradire. Il suo era un compito sacro, e per quanto ci fossero cose che non riuscivo ancora a spiegarmi, dovevo continuare a pregare e ad avere fede in Lui, in Andrea, e seguire la traccia che mi aveva da sempre indicato. Ci volle poco per rendermi conto che la mia fiducia era ben riposta. In effetti alcuni secondi dopo la terra prese a tremare come durante un terremoto. Un fulmine zebrò sinistramente il cielo e l’Angelo custode di sua moglie Chiara apparve in bianca, e fulgida veste, e con un semplice gesto della mano li disarmò facendo volare le rivoltelle molti metri più in là. “Non ci provate mai più” - l’avvertì Andrea. I due malviventi rimasero interdetti, percependosi minuscoli davanti a tanta bellezza, insignificanti difronte a quella magica visione dell’infinito, e dopo secondi interminabili di nulla, ambedue scapparono come delle gazzelle, gridando in preda al panico, spintonandosi, cercando di raggiungere un luogo sicuro. Una luce luminosa e tiepida si irradiò nel mentre dalle sue ampie ali piumate, spiegate e bianche contro le impetuose folate di vento, come se avesse liberato la sua anima desiderosa di volare nell’aria gelida della notte; ali d’angelo. Io avevo ancora il cuore in gola e tremavo per lo spavento. Lui mi prese in braccio, mi portò via da quel luogo e librandoci nel cielo raggiungemmo casa. Cercò di rassicurarmi nel frattempo ed arrivammo così fino alla porta del mio appartamento. A tentoni, la aprii, respirando a fatica; probabilmente avevo due costole incrinate e la febbre alta, e gli unici rumori che avvertivo erano quelli del sangue che mi pulsava forte nelle orecchie, un sangue che sembrava scorrere ad una velocità sovrumana. “Non volevo metterti in pericolo in alcun modo” - disse l’Angelo e proseguì - “Vogliono me. Troppe persone sanno chi sono. Era inevitabile che accadesse prima o poi. Non preoccuparti, ci sono io con te. Sarà colpa dello sforzo; vedrai che a breve starai subito meglio. Adesso perdonami, ma sono io a non stare bene”. Scoppiò dunque in pianto, e non sapendo in che modo onorare chi gli aveva sempre usato carità in vita, pronunciò ugualmente i versi di una poesia, fra i singhiozzi e i sospiri più amari - “Scusami amor mio se ti ho delusa, scusami mia sposa se ogni giorno verso lacrime perché mi manchi, scusami moglie mia se ogni minuto che passa ti desidero sempre di più, scusami se tu sei la mia unica ragione di vita” - poche parole dedicate alla moglie CHIARA, mentre era evidente che si sentiva in colpa nei suoi confronti. Odiava con tutto se stesso quel profondo senso di impotenza e ancor di più detestava non saper cosa fare. “Se ti sei ripreso, ti andrebbe di venire con me?” - domandò l’Angelo. “Che?!” - esclamai, sorpreso. “Dove hai intenzione di andare?” - gli chiesi avvicinandomi ansioso. “Da mia moglie. Chiara non potrà vederci e non ci disturberà nessuno!” Detto fatto! In un battito di ciglia ed uno sbatter d’ali mi condusse nella camera da letto della sua dolce amata. Sotto una soffice coperta, lei dormiva placidamente, tutta raggomitolata. Sembrava così piccola, fragile e delicata, come una ninfa delle acque distesa in una nicchia in quel letto, di fronte ai pericoli della vita. Per anni l’aveva protetta in quanto suo Angelo Custode come un leone e adesso toccava a Lui essere forte; lo doveva essere per lei. Con discrezione, quasi timidamente, l’Angelo iniziò a fare un passo verso la moglie e quando raggiunse la sua mano le annusò le dita e la toccò. Il corpo di Lui, coprì il corpo di lei. Andrea con un movimento lento si accovacciò al suo fianco e questo lo spinse a tenerla più stretta a sé. Fu tentato di prenderla fra le braccia, bisbigliarle all’orecchio che era meravigliosa e quale errore lui avesse commesso nel sottovalutare il suo nemico di sempre - il MALE - ma temeva di svegliarla e, cosa ben peggiore, che lei non volesse vederlo. Provò una strana sensazione e si lasciò vincere dalla tristezza e pianse con lo sguardo rivolto al cielo. Erano lacrime calde e pesanti, inghiottite in mezzo a respiri profondi, come quando si entra in un altro stato di coscienza, quasi ad un ritmo costante, a segnalare la sua presenza lì dentro nella camera da letto della di lui sposa. Con atteggiamento quasi amareggiato, si alzò dal letto e abbassò lo sguardo su di lei. Poi, passando davanti alla specchiera, ancora una volta, com’era già successo in passato, l’Angelo si fermò ed osservò mestamente il suo riflesso. Vide quelle bianche appendici ai due lati del suo corpo, quelle insaziabili e fameliche ali portatrici di tanta sofferenza. Avrebbe fatto a meno volentieri all’eternità per un corpo umano debole e soggetto al passare del tempo, alle infermità, vittima del dolore fisico. Avrebbe potuto così amarla se fosse stato come tutti quanti noi. Fu allora che le sue ali - ancora deboli ed umide - presero a crescere e a spiegarsi, sviluppandosi fino a raggiungere il limite che Dio suo Padre aveva stabilito per loro, ed iniziarono a muoversi con tale rapidità che quasi non si scorgevano più, e al loro posto si poteva cogliere solo una fioca nebulosità di color azzurro carico. Il cuore gli batteva ad una cadenza irregolare. “Fatti coraggio CHIARA, amata mia” - gli sussurrò - “Qualsiasi cosa accadrà, io ti sarò sempre vicino, ricordatelo per favore. Non ti lascerò sola neppure nei momenti tuoi più bui. Qualunque cosa succeda, potrai sempre contare su di me. Nei recessi del tuo cuore troverò i pensieri del tuo passato, nello stesso sangue il tuo sentimento. Voglio ispirarti una cosa divina: la fiducia, il più grande riposo del cuore. Povero amore mio! Non badare alle debolezze del momento, non devi concentrare la tua attenzione su tuo passato, anche se adesso ti può tormentare: rimettiti in piedi subito, fatti forza, specialmente se la fragilità è ricorrente. Avanti, avanti, coraggio! Si, fatti coraggio, te lo ripeto ancora una volta; coraggio ed umiltà di chiedere aiuto perché non sei invincibile. Anche Gesù avvertì la sua carne debole nell’orto dei Getsemani, ma lo spirito in lui fu più che pronto. Non badare a quello che senti sia nella tua carne amore mio, sia nel tuo spirito, anche se ti sembra di essere inchiodata nella solita fragilità. Ascolta la voce di Dio che unitamente alla mia ti dice nel cuore: avanti, coraggio!” Io presi fiato e mi ripetei di mantenere la calma, quando la mano dell’Angelo sfiorò la mia, e tutte le parole svanirono dalla mia testa e ci ritrovammo per strada. Non dimenticherò mai la violenza della raffica di vento che si scatenò su di noi appena fummo fuori, né il brivido che mi percorse nel momento in cui l’Angelo Custode mi prese per guidarmi nelle tenebre. L’Angelo si levò in volo nell’aria frizzante della notte. Senza alcun preavviso il suo corpo emise un’intensa radiazione ed un istante dopo scatenò una potentissima onda di energia che sradicò decine di alberi e l’angelo del Signore scomparve ai miei occhi in un lampo di luce bianca ed io non sentii più la sua intima voce. Mi si gelò il sangue. Non sapevo cosa pensare o fare, la voce stentava ad uscire. Non riuscivo a immaginare una soluzione. Mi venne in mente un brano del Vangelo secondo Matteo (Mt 14,22-33): “Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Salì poi sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!»” Ed io mi resi conto di quanto a volte la mia fede - proprio come gli apostoli di Cristo - vacillasse ed i pensieri si facessero cupi e la luce oscura. Avevo tanto da imparare da Andrea, e dovevo farlo in fretta mentre l’angelo Custode di sua moglie CHIARA aveva ancora la forza di insegnarmi e di darmi consigli. Tornai dunque a casa, nella totale solitudine di una notte in cui il vento pareva inseguirmi come un inquieto ricordo, pensando a Lui.
Ebbene, cari miei lettori, la verità sulla persona di Andrea è limpida e sotto gli occhi di tutti, non serve neppure cercarla, in quanto è quella da me relazionata in questo articolo e negli altri; ed il tono di quanto vado ad affermare è di quelli che non ammettono repliche. Vi posso assicurare che non è frutto della mia fantasia, bensì una storia vera - certamente complessa e difficile da comprendere - quella che mi sono apprestato a raccontarvi in queste pagine. Del resto - come dice Ferruccio de Bortoli, due volte direttore del Corriere della Sera, dal 1997 al 2003 e dal 2009 al 2015, nonché direttore del Sole 24 Ore dal 2005 al 2009 - “La verità è sempre scomoda. La verità colpisce sempre qualcuno. C’è sempre una buona ragione per non dirla, c’è sempre una buona ragione per non pubblicare qualcosa, c’è sempre una buona ragione per rispettare questo o quello. Ma poi, a posteriori, ci si accorge che forse la verità è meglio dirsela subito, sempre che sia la verità, o, per lo meno, se si ha un brandello di verità, che si abbia il coraggio di dire: «Questo è un brandello di verità», ma è meglio pubblicarlo”. Personalmente, io Alberto De Pra, in quanto giornalista investigativo - con alle spalle un’intensa carriera professionale - evito di giudicare una situazione e tanto meno una persona per quello che appare. Né pregiudizi né antinomie troverete mai nelle mie parole. In circa vent’anni di carriera ho sempre sostenuto che occorre la trasparenza nel valutare le situazioni, ed il vigore nel sostenere la verità. È un gioco duro il mio, non una faccenda per chiunque, che non ammette smentite né capovolgimenti. Perché dovrei mentirvi poi? Perché dovrei inventarmi tutto? Lo vorrei davvero sapere. Capite o no che sto conducendo un’indagine giornalistica per un caso molto particolare? Stiamo parlando di un vero Angelo Custode sulla Terra… Sbagliano di grosso coloro che credono nell’esistenza di una verità giornalistica manipolata, deformata, prostituita per chissà quali ragioni. Quello che scrivo è da tramandare alla memoria di tutti. ed è il mio grido e spero che qualcuno - in particolar modo la moglie di Andrea - lo voglia ascoltare. Scrivo ogni cosa che faccio, che vedo, che odo effettivamente ed ogni sensazione che mi ribalta la pelle. Osservo la realtà, la vivo e la metto su carta. È questa la differenza tra quello che scrivo io e quello che scrivono gli autori di bestseller di fama mondiale. Loro scrivono quello che sanno, e naturalmente non è vero, è tutta una menzogna. Io invece vado a scrivere quello che non so e dico sempre la verità, che ci crediate o meno. Del resto anche la scienza ammette l’esistenza del soprannaturale. Scrive Antonino Zichichi - noto fisico e divulgatore scientifico italiano attivo nel campo della fisica delle particelle elementari - in un saggio dal titolo “Perché io credo in colui che ha fatto il mondo”: “Non esiste alcuna scoperta scientifica che possa essere usata al fine di mettere in dubbio o di negare l’esistenza di Dio. Proprio Galilei, scopritore del principio d’inerzia, della relatività e delle prime leggi che reggono il creato, era credente e considerava la scienza uno straordinario strumento per svelare i segreti di quella natura che porta le impronte di Colui che ha fatto il mondo… Le conquiste della scienza non oscurano le leggi divine, ma le rafforzano, contribuendo a risvegliare lo stupore e l’ammirazione per il meraviglioso spettacolo del cosmo, che va dal cuore di un protone ai confini dell’universo. Nessuna scoperta scientifica ha messo in dubbio l’esistenza di Dio. La scienza è fonte di valori che sono in comune, non in antitesi con l’insegnamento delle Sacre Scritture, con i valori della Verità Rivelata. Né la scienza né la logica permettono di concludere che Dio non esiste. Nessun ateo può quindi illudersi di essere più logico e scientifico di colui che crede. Chi scegli l’Ateismo fa quindi un atto di Fede: nel nulla. Credere in Dio è più logico e scientifico che credere nel nulla”

Gli Angeli esistono! Esistono davvero!! Ed Andrea, me ne ha fornite infinite prove, e devo necessariamente dare la mia testimonianza, per tranquillizzare tutte quelle persone che, come me, fino a pochi anni fa, avevano mille dubbi al riguardo. Il tuo Angelo Custode, CHIARA, veglia sempre su di te, e non posso che augurarti ch’egli possa essere il tuo condottiero che ti accompagni per l’aspro sentiero della vita, custodendoti nella grazia del Signore, suo e nostro Padre, proteggendoti sotto le sue ali affinché tu non dia del piede in qualche sasso. Il suo amore per te ti assicuro che è eterno; non ha principio, è del tutto gratuito senza tuo merito e senza alcuno suo particolare vantaggio; un amore puro, sgombro da ogni amore di sé, un amore totalmente disinteressato. Prendi il coraggio a due mani CHIARA, sorridi, sistemati i capelli e corri da lui... amalo e fallo ogni secondo... e se un giorno cesserai di essere la sua amante tienine in custodia il ricordo nel tuo cuore. Se solo sapessi con qual ardente amore è venuto dal cielo in Terra per TE, sposa sua adorata, per rendere la tua vita un sogno, tu piccolo raggio di sole che splende e da calore al suo corpo. Davanti a un amore cosi grande, anche i più ciechi e i più chiusi debbono aprire gli occhi… su FORZA!!! Che aspetti!!!

ALBERTO DE PRA
Capo Ufficio Stampa

  • 13 February 2018
  • 14

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Andrea Brusa

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