COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 06/02/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - LE PREVISIONI DELLA ZINGARA

PUBBLICATO IL 06/02/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - LE PREVISIONI DELLA ZINGARA

PUBBLICATO OGGI 06/02/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
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Le previsioni della zingara

“L’inaspettato rende più grave il peso delle sciagure; né c’è uomo che non si addolori maggiormente per una calamità che lo stupisce. Perciò niente ci deve giungere imprevisto. Dobbiamo preparare l’animo a tutto e pensare non a quello che accade normalmente, ma a quello che potrebbe accadere”
(Lucio Anneo Seneca)

Non mettevo piede in un luna park, come quello che diffondeva in lontananza il sottofondo musicale, da quando avevo dieci anni o poco più, ed il bisogno di svagarmi, allargando i miei orizzonti in modo da scendere dalle montagne, per me ormai impoverite di mistero, e così nutrirmi di stupida leggerezza, era più forte che mai, quindi risposi: «Ok, perché no. Grazie». Venti minuti dopo, mi trovavo di fronte all’ingresso del parco giochi con degli amici, sentendomi come se il mio cuore mi trascinasse con il pedale al massimo verso il mondo della fanciullezza e delle sue tante forme, innescando così in me una regressione inconscia nell’irrazionale. E proprio nel momento in cui stavo arrivando alla cassa dell’attrazione della “Città Fantasma” mi sentii chiamare alle spalle. “Alberto! Si fermi un attimo, per favore!” Mi girai e vidi una zingara che si avvicinava. Sgranai gli occhi per la sorpresa e lo stupore ed ella mi fece cenno di seguirla. Capii di essermi imbattuto nell’indovina della fiera che faceva le carte. Incuriosito le andai dietro giacché volevo delle spiegazioni. Ma sì, chi almeno una volta nella vita, non ha avuto il desiderio di conoscere cosa si sarebbe potuto aspettare dal futuro? Entrando nella sua tenda la vidi molto turbata ed io aggrappandomi alla sua maglia le domandai come facesse a conoscere il mio nome. Ella si dimenò, fece un sorriso, alzò la mano ed agitò l’indice con fare ammonitore e rispose - “Potrei dirle molte cose che io so”. La cartomante prese il mazzo dei Tarocchi e li dispose davanti a sé nell’ordine del Sette Magico, poi disse - “Vedo l’uomo che Dio ha mandato sulla Terra. Vedo un Angelo nella sua vita. Questa carta è tra le poche che indicano che qualcosa succederà prima di quanto lei creda”. Poi prese licenza e se ne andò, accompagnata da un “Lo protegga Lei”. Ero senza parole. Ascoltavo ammutolito. Un nodo mi aveva serrato la gola e non passava aria. Uscito feci solo pochi passi quando improvvisamente si levò un vento impetuoso ed un turbine di sabbia. Il mio cappello volò via, dietro ad uno dei carrozzoni. Una volta giunto per raccoglierlo mi chinai e le mie guance, ne sono sicuro, dovevano essere di un rosso acceso. Quando alzai lo sguardo, ebbi una sorpresa incredibile: Andrea, l’Angelo Custode di sua moglie CHIARA era lì. Me lo trovai proprio davanti. Da dove cavolo era spuntato? Il suo volto era austero, aveva ali enormi e dorate. Stringeva nel suo pugno una pergamena arrotolata più volte su se stessa. Capii allora che la previsione della zingara si stava avverando. Tremavo come una foglia, era assurdo, mi lacrimavano gli occhi tanto da accecarmi, intessendo rigagnoli su entrambe le guance; non vedevo più nulla, ovvero vedevo appannato e per un attimo tutto si tinse d’oro e d’amaranto. Una mano forte mi prese poi per il braccio, e ancora una volta mi ritrovai sospeso nel vuoto. Sentivo una brezza soffiare tra le foglie e al mio naso giunse un odore fortissimo, nauseoso, non paragonabile ad alcunché di conosciuto. Volando rapidi come ombre in un cielo terso, e striato solo da qualche innocua nuvola, arrivammo in un’ala di un edificio che ritenni sacro dove non c’era nessuno, solo io e Lui. Di certo eravamo da soli in un posto meraviglioso, nessuno ci avrebbe disturbato. Ci guardammo intensamente, mi sembrava di averlo già visto. Un attimo dopo, capii di trovarmi in una chiesa e subito comparve un frate cappuccino. “Vi stavo aspettando… prego, sedetevi” - disse il religioso rompendo quella parentesi di calma. “Come scusi? Ma vi conoscete?” - domandai. “Certo” - rispose l’uomo - “Lui è un Angelo di Dio che lo incoraggia a resistere ai malvagi seduttori perché il Signore sa quello che ora sta soffrendo e sta aspettando che tu lo salvi. Credi che ne sarai in grado?” - concluse l’uomo, congedandosi. “Ehi, lei, aspetti un attimo. Dove va?” - e poi rivolgendomi ad Andrea - “Ma che significa tutto ciò?”. Ma lui non disse nulla ed alzò gli occhi al cielo comunicando al Padre che era sicurissimo potesse comprendere come si sentisse in quel momento, mentre un senso di impotenza lo divorava. C’erano così tante regole assurde per gli angeli ed io non ne comprendevo il motivo. Poi con un tono di voce vibrante, mettendo avanti la testa ed avanzando di un passo, disse - “L’uomo che hai visto è troppo saggio per non leggere nel profondo del tuo animo. E se è stato in grado di capire così bene quali fossero le tue preoccupazioni era solo perché un tempo è stato anche lui uno come me. Sì, hai capito. Era un Angelo anche Lui prima di rinunciare ad una missione da portare avanti, e si tirò indietro per timore del proprio passato, e scelse di rinunciare alle sue ali per la piccola dolcezza della vita. Ora resterà bloccato qui sulla Terra per sempre. Ero convinto che avesse fatto la scelta sbagliata, ma ora non ne sono più così sicuro. Il mio posto è accanto alla mia famiglia, a mia moglie CHIARA di cui sono l’Angelo Custode. Non la lascerò mai anche se i tempi dovessero farsi duri. Ricordi cosa disse Luca nel Vangelo? In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Che Dio è questo che lascia morire il suo Messia… tu Alberto potresti domandarti? Si scandalizzarono i soldati, gli uomini forti. Ma domandati: c’è forse qualcosa che valga di più della vita? Ebbene io ti dico di sì, e lo conferma la stessa narrazione della Croce in Luca. Quel qualcosa che vale di più è l’amore della vita stessa dove un re muore ostinatamente amando; giustiziato, ma non vinto. Ebbene, io sono solo un indegno ed umile messaggero di Dio, ma non perderò questa battaglia. Io combatto la morte dei sentimenti. La combatto con ferocia. La combatto con tutte le forze in nome dell’Amore… ed in nome dell’amore sconfiggerò il Male”. Per un istante non osò muoversi, ma la commozione lo travolse. Piangeva, l’Angelo, guardando il vuoto che riempiva i suoi occhi brucianti d’amore per quella donna che su questa terra sosteneva la sua anima. Pronunciando queste parole mi consegnò la pergamena ingiallita e vergata fittamente, che per tutto il tempo aveva tenuto tra le mani. Era ovvio che soffriva. Mi prese poi fra le sue braccia, mi portò attraverso soglie e gallerie di luce ed infine mi lasciò cadere ed io fui così nuovamente al parco divertimenti. Prima di andarsene si limitò dunque a fissarmi per un attimo, ed avvampò inchinandosi rigidamente per poi svanire dietro l’angolo con la rapidità con cui era apparso. Ero inebetito al punto di non saper collegare le mie gambe col resto della mia persona. Ad un certo punto mi ricordai della pergamena e decisi di dargli una sbirciatina. Confesso che non stavo più nella pelle dalla curiosità di sapere cosa ci fosse al suo interno. Così la srotolai e rimasi di sasso, con il naso all’insù come un bambino; non c’era scritto niente. Stetti un attimo interdetto dalla scoperta che avevo appena fatto, ma subito lo sgomento prese il sopravvento nella mia mente. Ed ecco che magicamente sulla tela apparve un’immagine che divenne sempre più nitida in tempo reale. Rappresentava la fedele fisionomia della sua amatissima sposa CHIARA seduta sotto un padiglione sorretto da quattro rami d’alberi alla metà del XVIII secolo - considerando l’ambientazione e lo sfondo. E, quasi sul bordo, vi era scritto “TUO PER SEMPRE, AL DI LA’ DI OGNI LIMITE”. Mi asciugai le lacrime e cercai di ricompormi prima di tornare tra gli amici. Ma d’un tratto qualcuno mi bussò sulla spalla; era la zingara. “Di nuovo qui?” - le chiesi. “Hai visto. Cosa ti avevo detto!!!” - diss’ella con soddisfazione. Già, era proprio così. L’indovina aveva previsto tutto, non poteva aver semplicemente tirato ad indovinare.
Dentro di me avrei voluto davvero capire cosa poter fare per aiutarlo, perché non so per quanto ancora ce l’avrebbe fatta ad andare avanti in questo modo. Mi sentii stanco, stanco dentro, pervaso da una grande indifferenza verso tutto, verso tutti. Avevo lo stordimento del convalescente e non me la sentivo più di divertirmi. Volevo starmene da solo a pensare ai miei errori, al futuro che ancora mi restava da vivere e naturalmente ad Andrea. Camminai per circa un’ora, prima di decidere di raggiungere un vecchio parco dove andavo da bambino. Ma l’improvviso baccano, causato dall’agitazione creatasi attorno da alcune persone, mi riportò alla realtà. Cercai di allungare la strada per tornare a casa, passando da stradine secondarie, senza neppure accorgermi del vento freddo che mi sferzava il viso, senza sentire praticamente nulla. Inutile dire che ho pianto per tutto il tempo; non riuscivo a darmi pace e continuavo a chiedermi: “Perché a me, perché Dio ha scelto me per scrivere di un vero Angelo?”. Mi sentivo vuoto, inutile, come se nessuno potesse capirmi e io non volessi esser capito. Sapevo che le sofferenze incontrate da Andrea nel suo percorso l’avevano reso ancor più meraviglioso. La poesia che era in Lui si andava a mano a mano rimescolando nel suo cuore e gira e rigira le sofferenze ed il dolore per la perdita di sua moglie e figlia, insieme con i desideri e la passione, interrogavano i suoi perché senza risposta, sperando sempre nella vittoria sulla vita di un amore che non ne vuole sapere di morire.

Il giornalismo d’inchiesta che sto cercando di promuovere attraverso questi articoli vuole essere un ibrido fra il lavoro del giornalista investigativo più classico e quello dell’esperto in scienze criminologiche applicate che operano a supporto delle forze dell’ordine e della magistratura. Come tutti sappiamo il giornalista deve lavorare sul campo, ma il problema è che oggi il campo d’azione è cambiato. Secondo George Packer un giornalista d’inchiesta deve essere particolarmente serio nel suo lavoro e fondamentalmente un idealista: “La stampa non giova né a se stessa né ai suoi lettori se un articolo si limita a dare entrambi i punti di vista, perché alcune cose sono oggettivamente vere ed i giornalisti hanno il dovere di dirle” - così scrive in un libro dal titolo “I frantumi dell’America”. Io, cari miei lettori, vivo perché scrivo e scrivo quel che vivo a differenza di molti altri. E sempre più spesso scrivo cose che possono dare fastidio o che possono sembrare fantasie, ma sono la realtà e bisogna farci i conti. Scrivo e dico cose vere e poco piacevoli, non sono simpatico, ma cerco di non mentire mai. Oriana Fallaci disse “Io non sono una di quelle giornaliste, che si esprimono con giri di frase, con allusioni prudenti, e che tacciono la verità per paura. Essendo una donna scomoda, sono una giornalista scomoda, e dico sempre quello che penso. Dico sempre quello che deve essere detto”. Io Alberto de Pra, con grande umiltà, non sono da meno nell’esercizio della mia professione. La serietà, mai autoreferente, che mi contraddistingue, è un motivo di grande orgoglio per me, lo è sempre stato, e mi ha permesso di affiancare all’attività di giornalista - che fin dall’uscita dall’università mi ha dato da vivere - una mia inchiesta personale e segreta sui temi della fede. Oggi, dopo vent’anni di onorata carriera e migliaia di articoli scritti, forse ho capito che, per quel che mi concerne, la mia vita è una strada che mi porta su di una via verso il cielo… e a farmelo comprendere è stato proprio un vero Angelo Custode. Sono il primo a condannare chiunque diffonda notizie false o ponga in essere operazioni simulate o altri artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione della verità. Mentire sapendo di mentire al solo fine di fare notizie è inconcepibile per come sono stato cresciuto. Del resto ho sempre ritenuto che la menzogna non faccia altro che renderci prigionieri e condannarci a condurre vite vuote, false e carenti di autenticità. Fedor Dostoevskij nel libro “L’idiota” afferma che “ogni fatto reale, per quanto obbedisca a proprie immutabili leggi, ci appare quasi sempre incredibile e inverosimile. E quanto più è reale, tanto più talora ci appare inverosimile.” Che dirvi dunque più di quello che ho già scritto e detto: questa è la storia di un Angelo bellissimo, un vero Angelo Custode di bel portamento e sublime intento, a difesa dei piccoli e dei più deboli, che aspira a salvare la sua protetta per riguadagnarsi la possibilità di tornare in Paradiso. Un amore angelico di straripante energia che trascina con sé la sua amata, e come l’oceano ama un piccolo sasso negli abissi, proprio così il suo amore la travolge. Ho conosciuto un Angelo stupendo che rinunciò a tutto - 10 anni fa - per vivere la sua breve esistenza su questo pianeta, per quanto difficile questa possa essere. Una creatura celeste che non desidera altro che stare accanto a delle persone speciali - sua moglie CHIARA e sua figlia BIANCALAURA - e fondersi con le loro anime, affinché ne possa sentire le carezze e scaldarne i cuori. Credo che, dopo la Beata Vergine Maria, gli Angeli siano le creature più nobili uscite dalla mente del Creatore. Essi, prima ancora dei Santi meritano il nostro rispetto. Sono come i fiori su questa Terra… ciascuno - come diceva Hermann Hesse - “ha la sua radice in un determinato posto e nessuno può avvicinarsi troppo all’altro senza abbandonare la sua radice, cosa peraltro impossibile”. Tuttavia uno si differenzia dall’altro per il colore, la forma… il profumo... così questi Esseri Celesti… pur avendo la stessa origine spirituale, differiscono per splendore ed influenza; ed anche, l’ultima delle creature Angeliche è di gran lunga superiore a qualsiasi creatura umana. Permetti dolcissima CHIARA al tuo Angelo Custode di aiutarti a trasmutare tutte le credenze che sono nel tuo corpo, nella tua mente e nella tua anima - responsabili della incapacità di amare te stessa - affinché ogni parte di te possa gioire del suo Amore. Il tuo Andrea vuole ricordarti che è lì accanto a te e che non ti lascia sola neppure per un secondo, ed anche se pensi che nessuno ti ami, rammenta che Lui, il tuo Angelo, ti ama.

ALBERTO DE PRA
Capo Ufficio Stampa

  • 06 February 2018
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Andrea Brusa

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