COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 30/01/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - IL VERO AMORE RICHIEDE LA MUTUA DONAZIONE DI SE’

PUBBLICATO IL 30/01/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - IL VERO AMORE RICHIEDE LA MUTUA DONAZIONE DI SE’

PUBBLICATO OGGI 30/01/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Il vero amore richiede la mutua donazione di sé

Chi è che ogni notte rimette a posto i sorrisi degli uomini, dopo che si sono addormentati? Chi è che riordina le linee e i bordi e gli angoli della bocca che durante il giorno si sono deformati per la tristezza o la stanchezza? Forse è un Angelo che fa tutto questo.
(Fabrizio Caramagna)

Avevo appena finito di assistere ad uno spettacolo di un noto prestigiatore americano, ma pur sempre un umano e senza Poteri, che era tuttavia riuscito a scompigliare gli animi di tutto il pubblico presente in sala con numeri di magia davvero di prima categoria. E per quanto fossi consapevole che si trattasse di puro e semplice illusionismo, alcune performance da lui messe in scena mi parvero davvero uscire dall’ambito del possibile. Avevo ancora tra le mani il volantino dello spettacolo ed il mio sguardo fu attratto dall’immagine su di esso riprodotta, quando uno sconosciuto seduto nel posto a fianco a quello a me riservato mi domandò con tono ironico, quasi la mia risposta fosse scontata, se avessi gradito la rappresentazione. Aveva un non so che di familiare. La lunghezza e la larghezza del viso, la forma della fronte, degli zigomi e del mento: rassomigliava a qualcuno che io conoscevo da anni, ma che non riuscivo a ricordare chiaramente, e non ne comprendevo la ragione. I suoi capelli biondi erano tirati indietro e la coda di cavallo ondeggiava a ogni suo movimento. Non so come feci a non riconoscerlo subito; forse dentro di me l’avevo riconosciuto, ma la mia mente non voleva. “Non ti angosciare Alberto, sei solo un essere umano. Qualche tempo fa hai preso coscienza del mondo angelico. Quando io mi sono mostrato a te nella mia vera essenza di Angelo Custode, hai saputo di una realtà a cui, fino a poco prima, potevi anche non credere. Ora invece il mondo dell’invisibile l’hai conosciuto davvero, poiché sei stato un prescelto dal soprannaturale, proprio come me, seppur in maniera diversa. Ma per te, per la tua mente logica, rimane comunque faticoso mutare il tuo modo di pensare ed accettare questa realtà parallela. Vieni con me, usciamo fuori dal retro, ti porterò in un luogo pieno di colori, tra soffici sapori, ti insegnerò a parlare e a ragionare. Ti porterò là dove le foglie degli alberi ti sussurreranno cose antiche e lontane, cose di una vita indecisa e vinta. Vieni”. Ma sì, certo… era Andrea, l’angelo Custode, mandato sulla Terra da Dio, fonte delle grazie, per mostrare la sua potenza e salvare con me altre due povere creature, che Lui amava con tutta la forza della disperazione: sua moglie CHIARA, sua protetta da sempre, e sua figlia BIANCALAURA. Non appena fummo all’aperto, approfittando del fatto che non ci fosse nessuno, allargò le ali in un ampio arco con così tanta delicatezza e maestria che neppure i rapaci più maestosi avrebbero potuto eguagliarle, e fece un passo in avanti. Non potevo dimenticare che non era un mortale, ma un essere celeste dai poteri inimmaginabili per quanto limitati nei confronti della sua famiglia. Seguii così l’Angelo e, non so come, ma ci trovammo improvvisamente in un luogo quale non avevo mai visto prima e quale non avrei creduto possibile. Tutto questo non aveva proprio senso, eravamo per le strade di una città, a pochi metri da un teatro, ed ora eccomi qui; doveva essere stata opera di un incantesimo - pensai ironizzando tra me e me. Tuttavia, la prima impressione che ne ebbi fu proprio come di passeggiare nelle stanze serrate e misteriose di un castello delle favole. Qui Andrea mi collocò di fronte all’uscio di una porta. Mi guardai intorno e lo spettacolo che si presentò davanti ai miei occhi era incantevole. Vidi che quell’androne era tutto ricoperto da sottilissime foglie d’oro zecchino e vi erano pure due pilastri in marmo e travertino ai due lati, al di sopra dei quali troneggiava un’iscrizione preservatasi solo in minima parte. Nel complesso doveva essere piuttosto lunga originariamente e correre su più blocchi affiancati: “Chi presta lui ascolto può rimanere incredulo, ma chi ne fa esperienza non può non credere”. Varcammo la soglia, ed appena fummo all’interno sentimmo una sorta di sospiro soffocato alle nostre spalle, quasi un singhiozzo, ma contenuto, discreto come lo era un alito di vento in piena estate. Eppure, non c’era nessuno. In tutto il castello non c’era anima viva. L’Angelo Custode non ci pensò nemmeno un istante e nel giro di qualche secondo si trasfigurò davanti a me e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime, candide come la neve, mentre le forme del suo corpo mi parvero armoniose al pari di un bocciolo di rosa. Poi disse, con un piccolo sorriso carico di amarezza e malinconia - “Questo è il tuo personale luogo sicuro ed è stato creato da te. Ciò che vedi è solo un riflesso della tua mente, un qualcosa a cui tu stesso hai dato vita con la tua immaginazione. Ho voluto portarti dove nessuno ti ha mai portato: dentro di te… e l’ho fatto per aiutarti e spiegarti alcune cose. Sicuro di sapere che cosa significhi l’amore totale e incondizionato? Te l’ho dico io: Amare significa donare agli altri tutto ciò che può servire ad evolversi e a crescere. Ora io sono caduto nel bel mezzo di una voragine infernale senza fine, in un mondo dove l’amore e la vera solidarietà sembrano non esistere, dove sono violentato ogni giorno. Ma giuro che con l’aiuto del Signore mio Padre, sconfiggerò il demonio ed inizierò a correre sempre di più, di più, fino a raggiungere il Paradiso. Non hai idea di quanto io ami mia moglie CHIARA e mia figlia BIANCALAURA. Per colei che è la mia protetta e per la nostra bimba sono pronto a tutto, e ti giuro, salverò la mia famiglia o morirò con loro”. Il suo corpo si irrigidì di colpo, pronto a scagliarsi in alto, verso l’inevitabile suo destino. Scintille di fuoco gli si propagarono su tutto il suo ventre facendone un tizzone ardente che bruciava sospeso a mezz’aria, e le lacrime si affacciarono al verde smeraldo dei suoi occhi. “Il vero amore è sacrificio e rinuncia” - continuò l’Angelo - “l’amore è dare all’altro, senza aspettarsi nulla in cambio e cresce grazie ai sacrifici fatti per l’altro, per la persona che amiamo. Non credo sia difficile da comprendere e lo capiscono bene coloro che si amano davvero, e che sanno cosa comporti il sacrificarsi ed il privarsi di tante cose per amore dell’altrui persona. Questo è l’insegnamento di Dio: «Allora Gesù disse ai suoi discepoli: ‘Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà». Il sacrificio e la rinuncia non sono cose sbagliate, sono il risultato di un amore generoso ed autenticamente altruista. Ed una rinuncia fatta per amore del Signore e delle persone che amiamo produce sempre una pace ed una felicità indescrivibile”. Mentre io tentavo di rielaborare quelle parole, Lui si avvicinò a me, mi circondò con le braccia e le sue ali si richiusero sulla schiena, spinte all’indietro in modo da non sfiorarmi. Tuttavia dalle sue piume continuarono a scendere piccole particelle incandescenti che formarono piccoli cumuli di cristalli bianchi al posarsi sul pavimento. Le sue lunghe ciglia erano bagnate da lacrime argentee. Una lacrima solitaria gli solcò la guancia, e quando gli passai il pollice sulla pelle delicata del viso, afferrò il mio polso e mi bloccò. Poi lo lasciò ed io strinsi il pugno. Il suo petto si sollevò con un respiro profondo, incontrollato. Se prima ero nervoso, ora mi sentivo così teso che i muscoli cominciarono a farmi male. Rimase fermo così per un tempo che a me sembrò infinito, poi si voltò lentamente, per trovarsi faccia a faccia con la propria immagine riflessa in uno specchio: aveva sul volto un’espressione turbata, impaurita. Provò un moto di rifiuto per l’immagine sua riflessa; quello non era più Lui, o almeno avrebbe voluto non esserlo più. Avrei voluto entrare nella sua testa e leggere i suoi pensieri, le sue verità nascoste che sembrarono rinviargli i ricordi di una vita serena che non gli apparteneva più… quella con la sua famiglia che tanto amava. L’angelo urlò così con tutto il fiato che poté raccogliere dal suo corpo esausto, a gran voce e con rabbia, un “NO” secco ed ancora “PERDONAMI CHIARA per non essere riuscito a salvarti”. Il silenzio scese di nuovo nella sala quando Andrea allargò le sue ali, inviando una raffica di vento che fece tremare le finestre del maniero. Sapevo che stava per alzarsi in volo e lo trattenni per una manica. “Si è fatto tardi, devo andare” - disse, dopodiché scomparve, lasciando però nella stanza un delizioso profumo di rose. D’improvviso tutto divenne accecante e poi buio. Un dolore acuto si diffuse togliendomi la forza di reggermi in piedi e caddi a terra. Quando mi ripresi mi ritrovai nuovamente al di fuori del teatro in città. Mi rialzai deciso e sicuro sentendo in me, dopo quell’esperienza, una nuova energia nelle vene. Capii che Lui era fatto per amare, educato ad amare e non sapeva che amare, ma era troppo lunga la lotta fra il suo cuore e l’umana ingiustizia. E come dice M?kh???l Nu?ayma, in arabo: ??????? ??????, noto in Occidente come Mikhail Naimy, poeta libanese… per Andrea “l’amore è una necessità; esso è più necessario del pane e dell’acqua, della luce e dell’aria […] L’amore non presta né prende a prestito. L’amore non compra né vede, ma quando dà, dà tutto ciò che ha; e quando prende, prende tutto ciò che ha. Il suo stesso prendere è un dare. Il suo stesso dare è un prendere. Pertanto, esso è lo stesso oggi, domani e per sempre […] L’amore non conosce frontiere né ostacoli. l’amore il cui corso è arrestato da un qualsivoglia ostacolo, non merita ancora il nome di Amore […] L’amore è pace che palpita con melodie di Vita. L’odio è guerra in preda a diabolici sussulti di Morte. Che cosa preferite? Amare ed essere costantemente in pace, oppure odiare ed essere perennemente in guerra?”

Scrive Aristotele: “La ricerca della verità sotto un certo aspetto è difficile, mentre sotto un altro è facile. Una prova di ciò sta nel fatto che è impossibile ad un uomo cogliere in modo adeguato la verità, e che è altrettanto impossibile non coglierla del tutto: infatti, se ciascuno può dire qualcosa intorno alla realtà, e se, singolarmente preso, questo contributo aggiunge poco o nulla alla conoscenza della verità, tuttavia, dall’unione di tutti i singoli contributi deriva un risultato considerevole. Cosicché se, relativamente alla verità, le cose sembrano stare così come si dice nel proverbio: «chi potrebbe sbagliare una porta?», allora, per questo aspetto, essa sarà facile; invece, il fatto che si possa raggiungere la verità in generale e non nei particolari mostra la difficoltà di essa. E, fors’anche, poiché vi sono due tipi di difficoltà, la causa della difficoltà della ricerca della verità non sta nelle cose, ma in noi. Infatti, come gli occhi delle nottole si comportano nei confronti della luce del giorno, così anche l’intelligenza che è nella nostra anima si comporta nei confronti delle cose che, per natura loro, sono le più evidenti di tutte”.

Io ALBERTO DE PRA non posso accettare che venga messa in discussione la mia onorabilità, la mia professionalità e la mia persona. Non posso che ribadire la correttezza del mio operato, svolto con serietà ed onestà, in tanti anni, esclusivamente nell’interesse di voi lettori e dei giornali per i quali di volta in volta ho lavorato. La mia coscienza mi preme più di qualunque guadagno, e preferisco dar fastidio con la nuda e cruda verità, piuttosto che ingannare con la menzogna. Credo che il ruolo di un buon giornalista debba necessariamente essere quello di buttar via tutto ciò che è contorno e cercare di fare emergere anche quello che la persona sulla quale viene scritto un articolo non vuole raccontare. Perché, chi oltraggia la verità, chi la deforma a suo uso e consumo, induce le persone nell’errore e nella suggestione. Dice Giovanni: (8, 32) "La verità vi farà liberi": usa il verbo al futuro, forse perché la verità è un lungo cammino, forse perché la verità non è di questo mondo, ma le varie verità sì, sono il nostro pane quotidiano. Non bisogna avere paura della verità. Del resto la verità è già stata detta, proprio in questi articoli che parlano di un vero e proprio ANGELO CUSTODE, eppure la mia parola sembra mettervi a disagio. Come diceva Lester Coleman - autore americano nonché chirurgo nato a New York City il giorno di San Patrizio del 1911 - “La paura prospera sull’ignoranza. I concetti poco chiari e fumosi della verità scientifica impongono dei gravami nei riguardi della nostra stabilità emotiva. La verità non appartiene soltanto a pochi eletti, anche se è spesso più difficile scoprire la verità che perpetuare l’ignoranza”. Io non sono uno scrittore - ma come ve lo devo dire - né tantomeno di capolavori. Non mi è mai interessato scriverne tra l’altro. Sono solo un giornalista investigativo, ed in particolare sono uno che non molla. Perché se dovessi mollare sarebbe la fine. Sono uno che fa questo tipo di giornalismo d’inchiesta ed ha per questa ragione deciso di scavare a fondo per definizione nelle notizie e nella vita delle persone. Non mi fermo di certo al comunicato stampa, ma vado a controllare, a verificare e ad indagare. A questo io unisco un mio stile del tutto personale, grazie anche al fatto di essermi occupato di criminologia, e quindi di indagini, dai primi anni 90, ed è stata una scelta che si è rivelata vincente. Magari posso essere un po’ ignorante, ma anzi è un bene che lo sia, per non farmi sommergere dagli eventi e per conservare un po’ di sana meraviglia verso la vita. Ma mentire non fa per me. Non ho mai mentito perché non temo nessuno. E mi rivolgo a te CHIARA… che sei la dolcissima moglie del protagonista di questi articoli. Sappi che potresti ritrovarti a ridere o sorridere in futuro senza neanche sapere il perché. Queste sono tutte reazioni date dalla vicinanza tra te ed il tuo Angelo Custode e segnalano che lui, Andrea, ti sta assistendo e guidando ad essere consapevole dei tuoi sensi così da essere in grado di percepirne la presenza. Ti è vicino in questo penoso momento in cui il tuo dolore è anche il suo. Anche se tu non pensi a lui, il tuo angelo ti guarda e ti sostiene. Non ti abbandona mai e ti difende dai pericoli. Se tu ascolterai la sua voce e farai quanto ti dirà, Lui sarà il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari. Fai dunque un bel respiro di pancia, molla le tensioni, sorridi lievemente e… sentiti tranquilla, al sicuro, protetta e benedetta. Il Tuo angelo, anche se non lo vedi, è sempre pronto ad aiutarti e ti ama sopra ogni cosa. Il suo amore lo tiene in vita e gli dà l’energia necessaria a rimanere qui accanto a te, CHIARA, ed è la prova d’amore più immensa che esista; devi esserne felice. Avresti forse preferito che ti amasse di meno, ma che non rimanesse qui in carne ed ossa sulla Terra? Evidentemente c’è un disegno superiore che non ci è dato a noi esseri umani di conoscere al momento. Quello che è certo è che tu hai un Angelo Custode, ed il suo nome è Andrea. Come puoi pensare che ti stia ingannando? Così mi offendi.

ALBERTO DE PRA
Capo Ufficio Stampa

  • 30 January 2018
  • 14

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Andrea Brusa

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