COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 23/01/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - LA SOFFERENZA, ECCO LA MIA VITTORIA!

PUBBLICATO IL 23/01/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - LA SOFFERENZA, ECCO LA MIA VITTORIA!

PUBBLICATO OGGI 23/01/2018 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

La sofferenza, ecco la mia vittoria!

“Lottare contro le avversità è un dovere perché tempra la volontà, mentre il subire è viltà; gli ostacoli sviluppano l’intelligenza. È impossibile imparare la sensibilità e l’amore senza sofferenza. L’essere deve acquistare nel suo cammino la fede, la scienza e l’amore; più sa, più ama e più si eleva. La sofferenza ci obbliga a studiare per combattere e vincere le cause che la producono, e la conoscenza risveglia in noi una più viva simpatia per coloro che soffrono. Il dolore è la suprema purificazione, la scuola a cui si imparano la pazienza, la rassegnazione, tutte le doverose austerità; è il fuoco alla cui fiamma si fonde l’egoismo e si consuma l’orgoglio”
Mario Fragola (Al di là delle nuvole)

Al mio ritorno da Lourdes, quel pomeriggio sul tardi, un grande senso di pace e di tranquillità mi avvolse. Ero tuttavia rimasto a tal punto affascinato dal tema del tempo, della predestinazione e del caso, che non riuscivo più a smettere di pensarci. Le mie elucubrazioni mentali mi accompagnarono fino a casa, senza però illuminarmi sul da farsi e non venendo ineluttabilmente a capo di nulla. Una volta aver disfatto le mie valige, abbandonandole aperte ai piedi del grande letto della mia camera, e lasciato cadere lo zaino sulla sedia della scrivania, aprii l’acqua della doccia e lì rimasi sotto il getto bollente cercando di starmene immobile, senza fare niente, pendendo verso il miscelatore che avevo di fronte, a riflettere in silenzio. A un certo punto, con la coda dell’occhio, vidi un lampo bianco simile ad un’onda di calore che si levò dal suolo, e per un secondo scorsi una sagoma accanto alla porta, che mi osservava. Poi più nulla. Dovevo aver visto male - così almeno dissi tra me e me - magari non mi ero lavato gli occhi abbastanza bene ed un po’ di shampoo mi era penetrato dentro, non ci feci dunque caso più di tanto. Ma quando uscii dal bagno e mi recai in biblioteca ebbi la sorpresa di vedere un paio di grandi occhi verde smeraldo che mi fissavano con stupore, scuotendo la testa con aria triste e sconsolata come di chi si trova solo nel bel mezzo di una burrasca tremenda, con cavalloni alti anche 15 metri, che sbattono e frangono senza requie. L’alone di luce sopra di Lui si espanse sempre di più e si levò in alto sino al soffitto, assumendo il profilo traslucido di una creatura dai lunghi capelli biondi che gli scendevano morbidi sulle spalle e due ali piumate ai lati, bianche come nuvole d’estate, ali d’angelo, ripiegate sulla schiena. Andrea, l’Angelo Custode di sua moglie Chiara, era tornato ancora una volta, indisturbato e non notato da nessuno, ed ora si trovava nel mio studio. Non sembrava avesse voglia di parlare. Come se anche la parola fosse qualcosa di inutile, quasi una perdita di tempo. A un tratto però, con voce stanca ma profonda, sommessamente mi chiese - “Hai domandato a Dio la grazia di una fede sempre più fervorosa? Hai pregato con umiltà?” “Sì” - risposi - “Ma in che senso?” - non capivo dove volesse arrivare con quella domanda. “Sai” - disse l’Angelo - “Lourdes offre, a chiunque abbia il desidero, quella fede che, proprio come una luce, può dare un senso all’esistenza personale, alla sofferenza fisica e a tutta la sua carica angosciante; quella fede in Cristo che può mutare il dolore, da scandalo intollerabile di fronte alla pretesa della presenza di Dio, in mistero pieno d’amore, di dolcezza e di speranza e, dunque, anche di felicità. La sofferenza è salvifica, Alberto. Una sofferenza accettata e offerta a Dio è un mezzo per elevare e purificare lo spirito ed ottenere grazia e santità. Solo così si coopera alla logica divina, e si sconfigge il male, prima di tutto nel cuore dell’uomo, per poi poter comprendere, accogliere e dare il vero senso e valore al dolore che accompagna voi esseri umani ad ogni grado della longitudine e della latitudine geografica”. Quando si dice ha un carattere forte! Ebbene lui, aveva un’indole molto particolare, quella tipica di una creatura abituata a lottare in prima linea, un Angelo Custode che non si limitava a guardare il mondo dalla sicurezza di una nuvola, ma era davvero un guerriero nato, un condottiero per sua stessa ammissione, pronto a combattere per salvare la vita della donna che amava e di sua figlia, un innamorato adorante pieno di passione, più che tenero, che sembrava attraversare tutte le tappe della sofferenza amorosa. Per un attimo diede poi l’impressione di voler aggiungere qualcos’altro, ma in quello stesso istante un’ombra fulminea apparve alla sua destra. Un’ombra che, muovendosi lentamente come un grosso felino, gli passò davanti, e mentre l’Angelo Custode singhiozzando sconvolto, senza cambiare posizione nella sua parte, chinava il capo tra le braccia, qualcuno nella stanza grugnì come una belva selvatica dalle membra lacerate ed una spada lunga, retta, larga, acuminata e a due taglienti, lo trafisse alla schiena, trapassandolo completamente da parte a parte. Me lo ricordo perfettamente; fu una scena da brivido che non potrò mai dimenticare in vita mia. Ero in preda al panico, avevo gli occhi lucidi, volevo abbandonarmi all’emozione, ma mi resi conto che facendo così non sarei stato d’aiuto a nessuno. Intanto l’Angelo cadde in ginocchio cercando di afferrare la lama che l’aveva ferito e se la estrasse dal dorso volteggiandola in aria e spargendo una pioggia di sangue ovunque per la stanza. Cercò dunque di rimettersi in piedi con gesti maldestri, e la mano colpì la sua stessa ferita zampillante. Intanto l’ombra sinistra scivolava lungo le pareti della camera, sulle tende, sui mobili e andò a confondersi con i cappotti appesi all’appendiabiti oltre la porta dove scomparve nel nulla. “Ma che ti succede?” - gli dissi e mi accorsi che stavo tremando ed ero terrorizzato. Egli provò, improvvisamente, e di nuovo, un senso di debolezza; si turbò alle mie parole, e replicò - “Attento Alberto, stai sbagliando! Al diavolo le apparenze…” - la sua voce salì di tono - “Sto vincendo, non lo vedi? Non è chiaro?”. “Che stai dicendo… ti ha ferito a morte!!” - replicai. “Oh, Signore… sei un uomo di poca fede, perché sei andato a Lourdes se hai ancora tanti dubbi? Ora basta! Guarda Alberto!” - e s’interruppe. Ebbe così inizio un cammino che, dalla sofferenza del corpo, condusse alla guarigione della mente e del cuore grazie alla forza rigeneratrice dell’Amore, e le sue ferite cominciarono a rimarginarsi ed il suo viso riacquistò presto l’aspetto angelico che tanto piaceva a me. Ero allibito tanto quanto lui era serio. Scoppiai davvero a piangere nel vedere possibile concentrare in sé tanta forza e grazia, tanta vitalità ed amore… Sì, questa era la chiave di lettura di tutto quanto: il suo cuore, nelle difficoltà e nel dolore, diventava sempre più ricolmo d’amore al punto da inondare tutti coloro che gli si avvicinavano, trasformandoli ed incantandoli. In ogni caso, nel mentre che meditavo mi accorsi ch’egli, rimessosi in piedi, era ostacolato nel muoversi dalle sue enormi ali d’angelo. Finché ad un certo punto si voltò e aprì gli occhi. E tra le lacrime ed i singulti iniziò a spuntare nel suo sguardo ancora un nuovo, vero, grande sole e Lui espresse ciò che provava: “Ho la gola così contratta che lamentarsi non basta per sfogarmi. Mia moglie CHIARA e mia figlia BIANCALAURA sono la mia gloria e la mia forza, ed annunciatrici della mia fine. Lei è la leggerezza che desidero, l’anima inquieta di ogni mistero in cui mi rifugio per sentirmi libero. Non importa chi io sia quando grido al vento l’ingiustizia del passato ed il pianto ancora fresco di quell’oro sulle mani che vorrebbe essere argento, o di tutte le paure che non trovano l’innesco. Camminando a piedi nudi tra i ricordi di una donna cresciuta per lottare, sento la rabbia che mi rende ancor più sordo, ma anche la gioia che di Lei, CHIARA, mi ha fatto innamorare. La pazienza, la fiducia in Dio, l’umiltà del cuore e la stessa sofferenza mi condurranno alla vittoria”. Le sue ali si spiegarono e, senza dire una parola di più, si levò da sé alto da terra prima di scomparire nell’oscurità del corridoio. Anche il sangue per terra ed in giro per la camera svanì nella polvere e poco dopo non rimase nulla di quell’insolito fatto. Mi gettai così su d’una sedia, e volli meditare su quello che avevo appena veduto e sentito. Cercai di riordinare le idee, la cosa non era facile, e più cercavo di chiarirle, più mi si aggrovigliavano. Ero stanco di mente e di corpo: mi coprii le spalle con una coperta per scaldarmi e presi un libro di Sant’Agostino per impedire che i miei pensieri prendessero il volo. Ma non avevo la forza di ritenerli quel giorno, ed esausto dell’inutile fatica, accostai il capo allo schienale, e serrai gli occhi. Non so quanto tempo sia rimasto in quello stato. All’interno del libro trovai una fotocopia di una lettera di Frère Roger, un religioso svizzero, fondatore della comunità di Taizé che riportava: “Se fosse possibile sondare un cuore umano, che cosa vi scopriremmo? La sorpresa sarebbe di scoprirvi la silenziosa attesa di una presenza. Ed ecco che nel Vangelo percepiamo una risposta a questa attesa. San Giovanni lo esprime con queste sorprendenti parole: «In mezzo a voi sta Uno che voi non conoscete». Chi è Colui che sta in mezzo a noi? È il Cristo, il Risorto. Forse noi lo conosciamo poco, ma lui è vicino ad ogni essere umano. Chi è quel Gesù di cui parla il Vangelo, quel Cristo amore di ogni amore? Sin prima dell’inizio dell’universo, da ogni eternità, Cristo era in Dio. Dalla nascita dell’umanità, è la Parola vivente. Poi, come un umile, è venuto tra gli esseri umani… Se Gesù non avesse vissuto in mezzo a noi, Dio sembrerebbe lontano, irraggiungibile. Ma, per mezzo della sua vita, Gesù ha lasciato trasparire chi è Dio. E oggi, risorto, Cristo vive in noi mediante lo Spirito Santo. Ancor di più è unito ad ogni essere umano senza eccezioni. Se non fosse risorto, non sarebbe presente accanto a noi. Rimarrebbe come uno dei personaggi che hanno segnato la storia dell’umanità. Ma non sarebbe possibile dialogare con lui nella preghiera. Non oseremmo invocarlo: Gesù Cristo, in ogni momento mi appoggio su di te; anche quando non arrivo a pregare ti dico: tu, tu sei la mia preghiera”. Allora compresi quanto fossi fortunato; avevo avuto il privilegio di conoscere un messaggero di Dio, a cui l’Altissimo ha affidato un incarico ed una missione su questa Terra; un Angelo Custode vero e proprio che incarna la maestà e la potenza dell’amore del Signore.

Io, Alberto De Pra, faccio il giornalista per raccontare la realtà per come la vedo, e faccio mie le parole di Sandro Ruotolo - cronista italiano del Servizio Pubblico - che nel descrivere il suo approccio alla professione giornalistica dice: “Non sarei capace di essere un giornalista accomodante, mi snaturerebbe”. Sono anche cosciente di svolgere questo mestiere alla maniera di un’inchiesta giornalistica di stampo investigativo in modo responsabile ed affidabile ponendo al centro della stessa la ricerca della conoscenza e della verità che non è mai né pura né semplice, né nuda né cruda, ma è sempre una sola, indivisibile, immobile, la quale non può trovarsi ad un tempo in cose opposte e variabili, ed è data dalla corrispondenza dell’enunciato fattuale con i fatti realmente accaduti. Scrive a proposito della verità Gian Domenico Romagnosi, giurista, filosofo ed economista di fama: “Se la verità è una sola in tutti i secoli, non è però una sola la maniera di ravvisarla, né la forma di annunziarla. Grezze, corpulenti, e ravvolte in nube, sono le forme della prima età: smembrate, fantastiche, e quindi ad un solo tratto materiali e sfumate, sono quelle della seconda; più nette, ma sconnesse, troncate, e ancor troppo speculative, sono quelle della terza: piene, lucide, connesse, e naturalmente generate, sono finalmente quelle della quarta età. Qui è finalmente dove, gettate le spoglie straniere sotto le quali dalle antecedenti generazioni fu travisata la verità, essa si mostra allo sguardo nostro con le forme sue genuine”. E siccome la verità è una sola - e una sola è la vera fede, come uno solo è Dio - così tutto il resto è menzogna. Io non mento mai ed anche quando questo va contro di me, ebbene, io devo dire quel che sento; non ho motivi o interesse a mentirvi cari miei lettori. Scrivo ciò che vedo, non quello che penso. Quello che ho raccontato in questo articolo - così come negli altri - è tutto vero, anche se incredibile… ed è accaduto effettivamente. Non sono impazzito e non posso soprattutto negare ciò che è reale, e quello che i miei occhi hanno visto. Andrea non è un ragazzo come gli altri: è un vero e proprio Angelo Custode, con tanto di ali piumate, destinato a sacrificare la propria vita per salvare le anime di sua moglie CHIARA e di sua figlia in pericolo. Egli è un custode fedele, un vero amico, un protettore potente. Malgrado l’eccellenza della sua natura, la sua carità lo induce a pigliarsi cura della sua protetta. Non sprecare dunque il tuo tempo dolcissima CHIARA perché un giorno potrai pentirtene. Non temere, sua amatissima sposa, di domandare; lui non tiene i conti di quante volte hai chiesto, il suo compito è quello di aiutarti, non di giudicare; lui è amore, e l’amore non pone condizioni. Parlagli, stai tranquilla che lui ti risponderà, magari troverai un volantino con delle parole che, guarda caso, sembrano la risposta che attendevi, o ascolterai una canzone, e nei versi scoprirai la soluzione al tuo problema. Di certo hai trovato una persona che vede al di là della tua corazza d’acciaio che hai faticato tanto a costruire. Non lasciartelo sfuggire, fallo entrare. Il tuo angelo custode è abile e coscienzioso, e fino ad ora ti ha sempre salvata; ma ascolta il mio consiglio, non metterlo a troppo dura prova. E credimi, che egli sino dalla sua eternità ti ha amata e t’ama, con tanta carità, che egli non vuole mai abbandonarti. Io stesso, quando lo vidi per la prima volta, non potevo credere ai miei occhi, anche se la sua immagine era più nitida di qualunque fotografia. Non è una montatura né una messa in scena. Ho tutto da rimetterci a scrivere queste cose, ma non posso esimermi dal farlo. Vedi CHIARA, io non sono un poeta: sono solo un povero giornalista d’inchiesta, ma vorrei dedicarti una poesia, che - a mio modo di vedere traduce in un qualche modo il mio pensiero. È una poesia di Francesco Sole che scrive: “L’uomo che ti ama è… l’Uomo che ti telefona solo per sentire la tua voce… l’Uomo che ride e piange con te… che ti pensa prima di addormentarsi e quando si sveglia… che ti pensa durante il giorno… che ti abbraccia senza motivo… che ti prende come sei e non vuole cambiarti… che se sbaglia cerca di rimediare senza che glielo chiedi tu… che cerca di capirti… che ti ama come sei… l’Uomo che ti chiama ancora dopo avergli attaccato il telefono. Che rimane sveglio solo per vederti dormire. Che bacia la tua fronte. Che non gli importa se ingrassi o dimagrisci col trascorrere degli anni. Che ti domanda che cosa vuoi mangiare oggi o se hai già mangiato. Che prende la tua mano … di fronte ai suoi amici. Che ti dice costantemente quanto gli importa di te e quanto è fortunato per averti. E che quando ti presenta agli amici dice: E LEI LA DONNA CHE AMO…”

E tu, sua dolcissima sposa e Compagna di Volo, ama quell’uomo… ama Andrea… ama il tuo Angelo Custode, perché lui ti ama e difficilmente smetterà di farlo.

ALBERTO DE PRA
Capo Ufficio Stampa

  • 23 January 2018
  • 14

Contattami

Andrea Brusa

Il tuo messaggio è stato inviato!