COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 28/11/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - SALVAMI DALLE MANI DEI MALVAGI

PUBBLICATO IL 28/11/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - SALVAMI DALLE MANI DEI MALVAGI

PUBBLICATO OGGI 28/11/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Salvami dalle mani dei malvagi

“Sia fatta la tua volontà Signore perché tu conosci la debolezza del cuore dei tuoi figli e a ciascuno concedi solo il fardello che può sopportare. Che tu comprenda il mio amore, perché è l’unica cosa che potrò portare con me nell’altra vita. Fa che esso si mantenga coraggioso, puro e sempre vivo malgrado gli abissi e le trappole del mondo”
P.Coelho

Dalla finestra appena accostata del salone l’aria fresca e profumata del mattino accarezzava dolcemente il mio viso. Immobile sul davanzale, vi era un uccellino dal petto e dalla fronte rosso arancio, separate dalle parti superiori bruno oliva da una striscia grigio azzurrina, che giaceva con la testolina ripiegata indietro appoggiato ad un vecchio barattolo di latta rugginosa contenente un pennello sporco di pittura che indurendosi lo aveva reso inutilizzabile. Lo osservai e fui così meravigliato di potermici accostare tanto senza che questo fuggisse via. Ad un tratto prese a cinguettare, gonfiando impercettibilmente il petto, come se volesse mostrarmi tante e tante cose. In quel momento una folata di vento vigorosa spalancò la finestra facendola sbattere contro la parete dell’edificio e l’uccellino entrò in casa. Avvenne allora qualcosa di incredibile, perché il pettirosso si trasformò per incanto in Andrea, l’Angelo Custode di sua moglie Chiara, che mi rassicurò, mostrando la meraviglia della sua anima, e dicendomi di essere venuto per chiedere, al limite estremo dello sconforto, aiuto. L’espressione disperata nei suoi occhi spezzava il cuore, credetemi. Le sue ali rilucevano di mille colori e parean tremare contro le sue spalle sottili, ma forti e muscolose. Tutta questa sua possanza fisica faceva da contrasto con la sua voce esile eppur sorprendentemente profonda con un non so che di melodioso ed affascinante. Emetteva luce a fiotti, così pura, così abbagliante, come un cuore che pulsa e, per quanto fosse stanco ed indebolito dalla sofferenza fisica, ritrovò in sé un vigore inaspettato mai visto prima. Poi disse con tono supplichevole ed accorato: “O Signore, salvami dal male degli uomini, salvami dalla meschinità dello spirito e dalla tempesta, dai demoni tipici del deserto, salvami dagli ingiusti… e tu Alberto, sono in pericolo, per l’amor di Dio aiutami, ti prego! Non farti ingannare dalle apparenze. Guarda il mio spirito, la mia anima. Sento che le energie mi stanno abbandonando. Lentamente, ma costantemente. Comincio a temere che le mie stesse facoltà possano correre il rischio di perder forza. Non sarei più né un angelo custode, né un guerriero né tanto meno un uomo senza di esse. Questo non deve avvenire. Nel modo più assoluto non deve avvenire, non deve. Se così fosse sarei indifeso, vulnerabile. Non potrei sconfiggere il malvagio e salvare mia moglie. Aiutami anche tu… ma ora vieni con me e lascia che ti mostri di cosa ancora il Padre celeste mi ha reso capace”. Fui improvvisamente sopraffatto da una sensazione di grande distanza, come se stessi osservando Andrea da lontano. Mi sentii precipitare velocissimo verso il basso, sempre più in basso, sempre più veloce in una sorta di baratro nero. Mi resi conto con inquietudine che stava succedendo qualcosa di insolito. Stavo muovendomi ad una velocità innaturale all’interno di una sorta di lungo tunnel, di cui non si vedeva l’uscita. Ero circondato dalle tenebre. Ma la mia preoccupazione svanì nel momento stesso in cui distinsi una luce dorata splendere nel buio. Infine compresi di essere giunto a destinazione. Per quale ragione mi trovassi in quel luogo rimaneva però un mistero. Non capivo più cosa fosse vero e cosa no. Ero dinanzi ad una giostra, una giostra vecchio stile degli anni ’20, con i cavallini in legno dipinto che facevano girotondo al suono di una musica d’organetto di Barberia che suonava all’angolo senza la presenza di nessuno. Neanche sulla giostra vi erano dei bimbi. E l’Angelo Custode in piedi a fianco di un cavallo bianco, si teneva stretto al palo e mi guardava con i suoi occhi grandi e languidi, mentre la giostra girava lenta. Poi distinsi una coppia venire verso di noi, con loro una bimba di otto anni. E l’Angelo, vedendo accrescere in me la tensione, disse - “Non aver paura. Possiamo vederli, ma loro non possono vedere noi”. Provai ad abbozzare un sorriso continuando ad osservarli e, giunti a pochi metri da dov’eravamo, in un’esplosione di luce li riconobbi - “Mah… siete voi... siete tu, tua moglie Chiara e tua figlia Biancalaura…!! Che significa? Che sta succedendo?” Aprì la bocca, ma non proferì parola. Poi disse: “È la storia di quello che sarebbe potuto accadere e non accadde né accadrà a meno che non succeda un miracolo”. Era tutto così strano. Non mi aspettavo certo una cosa del genere. Allora mi volsi a lui, rimasto ancora accanto a me, e lo vidi piangere, dignitosamente piangere. Le lacrime gli offuscarono gli occhi e la mente: non l’avevo mai visto così sconcertato, così privo di sostegno. Vederlo in quello stato, mi distrusse l’ultimo brandello di cuore che possedevo, mentre nell’aria avvertii aleggiare nitidamente un sentore spettrale sulla sua famiglia, come una specie d’incantesimo operato da qualche essere malvagio che la teneva ormai soggiogata e vinta alla propria volontà da anni. L’Angelo Custode intanto andò verso di loro con passo lento, le guardò, si chinò su sua figlia e le fece una carezza sul viso. Poi si avvicinò a sua moglie ed iniziò ad abbracciarla da dietro e le sussurrò dolcemente all’orecchio un mieloso “TI AMO”. Non riuscivo a staccare gli occhi da quella scena. E, mentre cercavo una risposta a tanti miei interrogativi sul significato reale della Vita e della Morte, l’aria divenne improvvisamente satura di vapore ed il buio ci avvolse nuovamente. Un buio fondo, freddo ed assoluto, dal quale proveniva solo l’eco sempre più distinto, di un canto sommesso, greve di profonda melanconia. Era una voce femminile, e in qualche modo, mi sembrava familiare. Il canto divenne presto pianto, un lungo isolato lamento, flebile, di sofferenza, come di animale ferito. Poi quel buio divenne dapprima una luce d’intensità inusitata dal cui vortice mi si sentì risucchiato. Non impiegai molto a capire di trovarmi nel bel mezzo di una stanza in cui non vi erano porte, la scala concludeva direttamente al centro di una sala dalle pareti tappezzate di quadri di grandi maestri del passato, con due finestre, una ad oriente, ed un’altra ad occidente. Lei era lì. Chiara, la moglie di Andrea, stava seduta sulla sua sedia personale in legno con la seduta imbottita, foderata in velluto. Quando la vidi stava finendo di scrivere una lettera. Sapendo di non esser visto sbirciai sul foglio. Vi era un unico verso in poesia: "Vorrei essere un uragano per accarezzarti il viso ed asciugare goccia dopo goccia con un pezzo del mio cuore le tue lacrime”. Ed era firmata “TUA PER SEMPRE MOGLIE, CHIARA”. Subito dopo mi sentii appoggiare una mano sulla spalla, e la voce aggraziata dell’Angelo Custode mormorò silenziosamente: “Alberto, questo è quello che sarà. Allo scoprire della verità sarà devastata dal dolore e illuminata dalla follia per tentare di comprendere la vita. Nemmeno io so cosa dire, è troppo anche per me. La cosa migliore da fare è andarcene adesso”. Prese così la mia mano nella sua e poi iniziò a correre trascinandomi con lui. Tutto successe in una frazione di secondo, mi sentii sollevato da terra, poi ricaddi nel baratro. Ed eccoci a casa, da dove eravamo partiti. La mia incredibile avventura stava per terminare proprio lì dov’era iniziata. L’angelo Custode era al mio fianco, solo molto stanco ed ovviamente provato dalle fatiche di quelle ultime ore. Il suo viso, madido di sudore, era una maschera di angoscia ma il piumaggio delle sue ali, fino a quel momento ripiegate sulla sua schiena, rimase sorprendentemente di una bianchezza immacolata. L’angelo fece un respiro profondo, e indietreggiò di un passo prendendo fiato. Ne aveva bisogno, davvero bisogno. Tornare con il pensiero a quei momenti gli faceva ancora male. E non solo un male mentale, ma un male incommensurabile al cuore, per ciò che aveva dovuto provare.
La sua voce era praticamente un sussurro, era eco e vuoto senza sentimento; Andrea alzò lo guardo, ma il verde smeraldo dei suoi occhi era ormai opaco e non vi era nessuna luce a risplendervi. Sapeva che lui era l’ultima speranza per l’umanità e che doveva farcela per forza. Non poteva gettare la spugna senza lottare o avrebbe sancito la fine del mondo per la gente col cuore puro e l’inizio dell’era eterna della malvagità. Così ebbe come un moto di orgoglio, reagì espettorando un urlo lungo, straziante. La voce strozzata dell’angelo, mi fece capire che il termine “fine” aveva per Lui un preciso connotato, la morte sua e della sua famiglia. Dunque era a questo che mirava il Male? Andrea che mi teneva ancora per mano sembrò leggermi nel pensiero perché, mentre mi preparavo a porre la domanda, sussurrò: "Purtroppo è così, ma al momento non posso fare niente. Prego il cielo, e tutto ciò che lo rappresenta e che ne è parte, di intonare nuove preghiere e canti per la pace in grado di sollecitare la mia natura angelica alla riconnessione di ciò che sono e con ciò da cui provengo. Per ispirazione divina nel vangelo secondo Luca viene scritto: Amate i vostri nemici; fate del bene a coloro che vi odiano. Benedite coloro che vi maledicono e pregate per coloro che vi maltrattano. Con un linguaggio rivoluzionario, il linguaggio della grazia proprio del Regno di Dio, Gesù ci chiede di fare qualcosa di soprannaturale, qualcosa che solo chi conosce Dio può fare: amare i nostri nemici, fare del bene a quelli che ci odiano, benedire chi ci maledice e pregare per chi ci maltratta! Ricordati che al di là del fatto ch’io sia un Angelo debbo attenermi a delle regole ferree senza mai rendere ad alcuno male per male, cercando di fare il bene davanti a tutti gli uomini, perché sta scritto: «Se dunque il tuo nemico ha fame dagli da mangiare, se ha sete dagli da bere; perché, facendo questo, radunerai dei carboni accesi sul suo capo» Non bisogna lasciarsi vincere dal male, ma vincere il male con il bene. Anche se tutto ciò ci terrorizza e non conosciamo l’entità di quello che potrebbe aspettarci… non dobbiamo mai venir meno alla legge. Mia moglie e mia figlia sono in pericolo ed io debbo salvarle ad ogni costo, ma impegnarsi nella lotta contro il male significa scagliarsi contro tutti i tipi di male, non solo quelli che ci fanno comodo. Solo la forza dell’Amore può averne la meglio”.
Poi, davanti ai suoi occhi si spiegarono le sue ali in una distesa di piume bianche d’oro screziate, che spuntavano da tendini spessi ed asciutti come delle corde, robuste ed intatte. Alto e con le spalle allineate e a gambe e piedi uniti, esprimeva forza, potere e sicurezza. Molto più di quanto ci si sarebbe potuti aspettare. Una luce, la calda luce che, accentuandone la profondità emotiva, sembrava essersi irrimediabilmente indebolita in quelle ultime ore, tornò ad avvolgerlo. E dopo avermi detto queste cose, l’Angelo Custode di sua moglie Chiara scomparve di repente come inghiottito da una barriera invisibile. Lui non era più di fianco a me, eppure si avvertiva ancora il profumo del loro amore e della loro unione nell’aria. Del resto chi mai avrebbe potuto forzargli la mano. L’amore suo per la di Lui moglie Chiara era immenso, ed è proprio questo amore la sua ricchezza, che è sovrabbondante e che egli riversa dovunque. Un amore non misurabile, cioè senza misura, che si diffonde da Sé fino a divenire un piccolissimo granello d’arena impazzito che gira e gira senza sapere il perché. Un niente nell’immensità del Creato. Un amore immenso nella sua estensione, infinito nel suo ardore e vissuto con strazio ogni giorno. Era venuto da me per chiedermi aiuto, Lui che è un Angelo venuto dal Cielo solo per sua moglie, per salvarla dagli abissi dell’inferno.

No, non sono un autore di fiction, più o meno fantasiose, dal contenuto leggero, con personaggi provenienti dal regno delle fiabe. Non invento personaggi né situazioni. Nei miei articoli, in quanto giornalista - e non romanziere - non faccio ricorso all’immaginazione, ma ricavo il materiale di cui tratto, quale che sia, parlando con il protagonista… Andrea… e seguendo la sua vita. Non nascondo niente ai miei lettori: nomi reali e fatti veri verificabili, altrimenti non pubblico. Un altro principio da me seguito è quello del diritto-dovere dell’imparzialità: ascoltare sempre tutte le campane, coltivare i dubbi, confrontare le fonti, spogliarmi delle mie simpatie e dei miei pregiudizi nel nome della ricerca della verità, tenendo sempre presente che il limite della verità della notizia è travalicato dal giornalista non soltanto qualora la narrazione dei fatti venga arricchita di particolari e descrizioni contrarie al vero, ma anche nella ipotesi in cui siano tenui sotto silenzio aspetti che, ove venissero conosciuti, sarebbero idonei a mutare il significato di ciò che è stato narrato (Cass. pen., 26 giugno 1987, Scialoja, Riv. pen., 1988, 865). La mia è una vita dedicata non solo all’informazione, ma si fonda sulla sincerità più assoluta. Ricordatevi solo che chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente. Voi sapete, e non volete sapere. Ed a proposito della verità Geremia 17.9 ci ricorda quanto segue: “Il cuore dell’uomo è fraudolente e sopra ogni altra cosa insanabile. Chi lo conoscerà? Io, il Signore, che investigo i cuori, che provo le reni: e ciò, per rendere a ciascuno la retribuzione secondo le sue vie, secondo i suoi fatti”. Per conoscere la verità è, purtroppo, necessario anche conoscere la menzogna, ovvero tutte quelle cose che allontanano da Dio, pur rimanendo nell’ambito della fede in Dio. Vi fu un’occasione in cui Iddio parlò al suo popolo in questi termini: “Fermatevi sulle vie, e riguardate; e domandate dei sentieri antichi, per sapere quale è la buona strada, e camminate per essa; e voi troverete riposo all’anima vostra. Ma essi han detto: Noi non vi cammineremo” Geremia 6.16.
Roberto Cataldi, avvocato, ed autore dei saggi "Il diritto e le libertà morali”, oltre a dirigere uno dei principali portali di informazione giuridica in Italia, scrive: “Convinti che non esistesse una verità oggettiva, i Sofisti ritenevano di poter dimostrare tanto un argomento quanto il suo opposto. Al contrario, Socrate, quando si rivolgeva ai suoi concittadini prometteva loro di far sentire tutta la verità, non «una orazione bella per splendore di frasi e di vocaboli», ma «cose dette di getto», con le parole che gli sarebbero venute alle labbra. Il vero si veste di mille colori, riesce ad acquistare le sembianze più strane e bizzarre, dal demone socratico della coscienza all’insonne ambulante di Diogene, ma la sua essenza rimane intatta. Eppure, l’esperienza professionale ci fa capire che non è sufficiente stare dalla parte del giusto, né che può bastare la conoscenza delle leggi per far emergere la verità e consacrarla a diritto. Se le parole non «vengono alle labbra», se come Socrate non riusciamo a sentire «straniera» la forma di una retorica vuota, asservita alla furbizia o, peggio, all’inganno, sarà allora inevitabile la frustrazione del giusto che paga il pegno del proprio coraggio. […] So bene che non è semplice e che spesso occorre lottare con fatica per far emergere la verità: «La verità io ve la dico, o cittadini ma persuadervi è difficile», constatava lo stesso Socrate”.

Abbiamo un angelo tra di noi e nessuno sembra accorgersene. Chiara, almeno tu, apri gli occhi se hai fiducia in me. Respira con consapevolezza: ritrova il tuo “centro” perché le vere risposte risiedono nel tuo cuore. Entra in sintonia con l’armonia del Cielo. Distaccati da ogni cosa di terra. Lascia entrare in te l’Amore e la Luce. Invoca il tuo Angelo, vai da Lui, chiedi il Suo aiuto, e lui ti salverà.

ALBERTO DE PRA
Capo Ufficio Stampa

  • 28 November 2017
  • 14

Contattami

Andrea Brusa

Il tuo messaggio è stato inviato!