COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 29/08/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - SCONTRO FINALE

PUBBLICATO IL 29/08/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - SCONTRO FINALE

PUBBLICATO OGGI 29/08/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Scontro finale

La vera guerra di oggi non è una guerra militare. È un conflitto tra la fede e la distruzione di ogni fede, tra l’amore e l’odio. Questa guerra potrà essere vinta se milioni di persone offriranno se stesse a Dio per divenire canali della Sua verità e della Sua giustizia. Ognuno di noi ha il potere di fare quest’offerta. Ognuno di noi ha il potere di pregare Dio così: "Signore, usami! Fa’ che possa essere, in modo impersonale, un canale del Tuo amore per tutti". L’Amore divino è una forza. Non soccombe docilmente al male, ma gli si oppone con forza per distruggerlo completamente: se possibile, trasformandolo in amore, ma se necessario creando un varco nella foresta per salvare innumerevoli altri alberi. Se capiamo che, amando nel modo giusto, ciò che esprimiamo è l’amore di Dio, Lui potrà, attraverso di noi, innalzare la coscienza del mondo. Perché è così che Lui opera: attraverso strumenti.
Swami Kriyananda

Avete mai avuto la sensazione di sentirvi soffocare pensando a qualcuno? Vi siete mai sentiti sospesi nell’aria, come se non aveste peso, come se la legge di gravità fosse solo una teoria? È mai insorto in voi il desiderio soltanto di tornare indietro nel passato per rivivere ancora una volta gli attimi felici vissuti con quella persona? Vi è mai capitato di trovarvi a sognare come sarebbe potuto essere bello avere più tempo da trascorrere con la propria moglie e con i vostri figli? Avete mai voluto capire davvero cosa stesse succedendo nella vostra vita, sentirvi riconnessi ai vostri valori e a quello che vi spinge a fare le vostre scelte? Io sì, tutti i santi giorni… ma mai come quella mattina. Avevo dormito profondamente e niente aveva disturbato il mio sonno. Aprendo gli occhi scorsi mia moglie, alla quale sicuramente dovevo questo stato di grazia mattutina. Chi l’avrebbe detto!! Quanto era cambiata negli ultimi giorni!!! Ebbi così modo di riflettere sul destino e non potei fare a meno di pensare ad Andrea – che tanti ancora si ostinano a vedere come solo uno scrittore piemontese di successo - ed al fatto che ora mia moglie conoscesse anch’ella la sua vera identità. Guarda i casi della vita! Se le aveste chiesto solo la scorsa settimana quale fosse il peggiore libro che avesse mai letto vi avrebbe risposto “Angeli e Demoni”, il secondo romanzo thriller dello scrittore Dan Brown, scritto nel 2000, e pubblicato in Italia nel novembre 2004. Ed invece nelle ultime quarantotto ore aveva scoperto che gli Angeli esistevano per davvero e le sembrava ancora tutto così irreale. In due giorni aveva avuto l’occasione di accostarsi ad un universo di cui aveva sempre ignorato e, nello stesso tempo, rifiutato l’esistenza! Ed ancora adesso non le pareva vero che fosse tutto reale. E vi assicuro che se non avesse conosciuto un Angelo in carne ed ossa come Andrea, ed egli non avesse operato una sorta di miracolo nella sua anima, risvegliando in lei una Fede insospettabile fino a quel momento, tutto questo non sarebbe mai capitato. Le bastò un attimo per realizzare che Dio stava rispondendo alle sue preghiere. La mattina successiva prese così a leggere con fervore la Bibbia; sentì crescere forte in lei il desiderio di capire il piano di Dio. Lo Spirito Santo si stava faceva spazio nel suo cuore e le illuminava la mente. Un’esperienza che non si può descrivere. Ricominciò così la sua giornata al mio fianco con quella gioia ed amore che aveva nell’anima e che la sbalzava in cielo per quanto fosse immensa. Mi chiesi se ci avrebbe mai creduto, se glielo avessi semplicemente raccontato!! Avrebbe sicuramente cercato e, senza dubbio, trovato una spiegazione scientifica a quegli eventi. Ma fortunosamente vide con i suoi occhi ed ora non c’era alcun dubbio per lei: Angeli e Demoni esistevano! Per quanto inverosimile, c’era una Guerra in atto… ora il punto era: che fare? Dovevamo parlargli, così decidemmo entrambi di chiamarlo sul cellulare. E così facemmo. Componemmo il numero che ci aveva dato appena ci eravamo conosciuti, ma il telefono non fece in tempo a squillare che improvvisamente comparve una strana luce infondo alla stanza; era abbagliante. Una figura si materializzò sulla soglia della porta avvolto da quel bagliore, era l’Angelo, era... Andrea, ci sorrideva, era bellissimo. Sia io che mia moglie eravamo sicurissimi che una volta morti saremmo finiti all’inferno, ma evidentemente ci sbagliavamo, quello doveva essere sicuramente il paradiso. Lui allungò le braccia verso di noi, ci prese le mani e ci portò verso quella luce calda. Abbozzò un sorriso, stringendoci in un abbraccio rassicurante come il giaciglio di un rifugio segreto, malgrado le piogge e le nevi, e noi ci rilassammo avvolti dal tepore del suo corpo ricambiando in qualche modo la stretta e rabbrividendo nostro malgrado quando, scivolando di nuovo in avanti, allungammo ambedue le mani sfiorando con la punta delle dita le cicatrici spesse e di dura consistenza che gli attraversavano il dorso, dalle scapole in giù. Gli occhi di lui si dilatarono per la sorpresa e poi divennero duri e cupi sotto il nostro tocco, ma non accenno a scostarsi - come invece era solito fare le prime volte. “Hai delle ali… così belle” - disse mia moglie. Andrea chiuse gli occhi, sapendo perfettamente che cosa sarebbe successo in quel momento. Respirò profondamente; un dolore immenso gli percorse la schiena. Le sue ali si spalancarono e, al posto del bel color candido, iniziarono a striarsi di rosso. Strinse i denti, senza emettere nessun suono ed un istante dopo disse: “Volevate vedermi? Ho sentito che parlavate di me”. “È vero… e stavamo giusto dicendo che tutto questo non ha senso… ne abbiamo discusso fra di noi e vorremmo tanto poterti aiutare”. Sentii gli occhi dell’Angelo su di me e mi voltai nella sua direzione. “Vorrei esserti più d’aiuto di così… Tu sei forte” diss’io mettendogli una mano sulla spalla. “Devi solo credere in te stesso”. “Non credo di esserlo” - rispose singhiozzando. “Tempo fa volavo alto nei cieli, sapete… sulle case e sui campanili… e potevo vedere tutto, era bellissimo, ma cercavo qualcuno con cui condividere le mie emozioni ed il piacere del librarsi nell’aere, qualcuno in grado di ascoltarmi, capirmi, amarmi incondizionatamente, darmi la mano quando mi capitava di cadere o offrirmi quell’abbraccio di cui avevo bisogno senza doverlo chiedere… la mia COMPAGNA DI VOLO insomma. In fondo, se non hai qualcuno con cui condividere i piaceri della vita, che senso ha l’esistenza?” Io e mia moglie ci guardammo intensamente. L’angelo riprese: “Quando infine trovai quel qualcuno, mia moglie CHIARA - la mia protetta - lei non fu delicata con me, e mi ferì. Allora caddi qua, e da allora piango per ciò che ho perduto. Dovete fidarvi di me. L’unico modo di continuare ad avere un futuro è fondermi con il mio sé del passato. Ora venite con me e vi farò vedere come vivo”. Poi un crepitio, un bagliore e nella stanza si sparse un fumo denso e greve. L’aroma si fece più forte ed intorno a noi, sul terreno, si irradiarono delle strisce di luce pulsanti che danzando sembrarono raccogliersi in una sorta di uovo dai colori dell’arcobaleno al cui interno c’eravamo noi tre! Tutto l’ambiente circostante si dissolse, e all’improvviso, guardandoci attorno, vedemmo che io e mia moglie ci trovavamo a volteggiare in aria e quando rivolgemmo lo sguardo sotto di noi vedemmo il vuoto! Ma quanto stavamo in alto?!? Non ero libero, ero schiavo della paura e del destino. Non so nemmeno come ... ma mi tremarono le gambe e fui invaso da un senso di vertigine… “Non c’è d’aver paura, fidati di me!” - mormorò l’Angelo trasmettendoci una tale tranquillità ed un’armonia, quasi come se ci fossimo immersi in una favola. Poi nel giro di pochi secondi ci trovammo in un luogo di una bellezza architettonica mai vista… rimanemmo estasiati prima di tutto dal paesaggio esterno; una gola rigogliosa di verde e di acque torrentizie, coronata da altissime pareti rocciose, che nel suo cuore centrale celava l’alto sperone sul quale era stato costruito l’edificio. E poi l’edificio stesso che, come una rappresentazione plastica della nascita di Gesù, era stratificato nel tempo, di cappelle, anfratti, sale, spazi di culto, tutti raccordati da un’unica scalinata, che partiva importante nel raccolto sagrato e terminava impervia sul loggiato apicale, dal quale si godeva di una meravigliosa vista panoramica. Me quello che più ci stupì era che non ci fosse nessuno. “Eccoci arrivati. Io vivo qua! O meglio… come già sapete io non ho una dimora, ma quando sto davvero male vengo qua… è il mio rifugio segreto, un posto dove mi ritrovo quando voglio stare solo e pregare per mia moglie CHIARA e mia figlia BIANCALAURA… nessuno lo conosce. È un luogo in cui non c’è anima viva che possa accedervi a mia insaputa, senza il mio consenso, un posto tutto mio, una sorta di mondo parallelo che ho esplorato in lungo e in largo nell’arco della mia esistenza, ancor prima di incominciare a viverla consapevolmente su questa terra”. Attorno a Lui non c’era nient’altro che dolore, lì. Improvviso come un temporale estivo, si abbatté sulle sue spalle schiacciandolo sotto il suo corpo di spilli. Ed il contrarsi delle sue viscere mi mozzò il fiato. Fu talmente inaspettato che la gola secca e arida prosciugò le mie urla ed io inghiottii i cocci taglienti come vetro di questo suo tormento strozzato. Il suo essere si stava riducendo allo spasimo che lo sconquassava. Eppure non ci riusciva, trasportato dall’emozione, a gridare quel nome… quello di sua moglie… lasciando uscire tutta la rabbia, ma soprattutto tutto il dolore. E mentre fiumi di lacrime scendevano dal suo viso pallido, trovò la forza per stringere i denti e dire: “Vorrei, AMORE MIO, Chiara, avere il coraggio di guardarti negli occhi e dirti, tutto d’un fiato, TI AMO, senza dovermi preoccupare delle conseguenze, senza avere paura della tua reazione, vorrei davvero essere coraggioso ma non lo sono. Domani non sarà domani senza te, allora vivrò nel mio passato per averti accanto sempre”. Il tempo di battere le ciglia e non lo vidi più, nel punto esatto in cui era sparito si addensò una leggera nebbiolina che, nel tempo di pochi secondi, sparì… e noi ci ritrovammo a casa nostra. Fu un momento di sofferenza per tutti. A pensarci ora a me e a mia moglie vengono ancora i brividi. Era evidente che quella era una battaglia che Lui non poteva permettersi di perdere. Il Male, diretto responsabile delle sue pene, andava sconfitto con ogni mezzo o quantomeno ammansito e messo in condizione di non nuocere più. Il punto era: COME FARE? Seguì un lungo silenzio, nel corso del quale ci scambiammo sguardi, imbarazzati. Del resto ci sentimmo inutili ed impotenti e ci vergognammo d’essere lì, d’essere liberi. Dovevamo però trovare una soluzione, ed al più presto!!

No, non è una storia triste come potrebbe sembrare. C’è sempre un margine di speranza anche dietro la situazione più tragica, altrimenti non avrebbe alcun senso continuare a vivere. E che a nessuno venga in mente che in Andrea sia in un qualche modo subentrata una forma di depressione autentica, per la serie voglio "Vivere una favola" a tutti i costi. Sappiate cari scienziati della mente umana che il senso di depersonalizzazione di un uomo che si sente isolato - e distante, mentalmente dalla vita che gli si muove intorno in maniera vorticosa - non ha nulla a che vedere con i fatti specifici. E poi sono io in quanto suo Capo Ufficio Stampa a riportare i fatti, dunque se di malattia si trattasse sarei io il primo ad esserne affetto.. ed ora anche mia moglie. Ci tengo a specificarlo perché non arrivino messaggi sbagliati a sua moglie Chiara che invece sembra essere attorniata da persone per le quali la parola VERO AMORE sembra non avere alcun significato. Su di un testo dal titolo “Lezioni di storia della filosofia” di De Luise, Farinetti, (edito nel 2010 da Zanichelli) viene scritto “Grazie al lavoro di Tarski (matematico, logico e filosofo polacco) l’idea di verità oggettiva o assoluta - cioè di verità come corrispondenza con i fatti – pare oggi essere accettata con fiducia da chiunque la comprenda. Le difficoltà a comprenderla sembrano tuttavia avere due fonti: primo, la combinazione tra un’idea intuitiva estremamente semplice e un certo grado di complessità nell’esecuzione del programma tecnico a cui l’idea dà origine; secondo, il dogma diffuso, ma fallace, per il quale una teoria soddisfacente della verità debba fornire un criterio di credenza vera, di credenza ben fondata, o razionale. E, in effetti, questo dogma è sotteso alle tre rivali della teoria corrispondentista della verità - la teoria coerentista, che fraintende la verità con la consistenza, quella evidenzialista, che fraintende «vero» con «conosciuto come vero», e quella pragmatista o strumentalista, che fraintende la verità con l’utilità. Esse sono tutte teorie della verità soggettive (o «epistemiche»), in contrapposizione con la teoria oggettiva (o «metalogica») di Tarski. Sono soggettive nel senso che tutte partono dalla fondamentale posizione soggettivista che può concepire la conoscenza solamente come un tipo speciale di stato mentale, o come una disposizione, o come un tipo speciale di credenza, caratterizzato, per esempio, dalla sua storia o dalla sua relazione con altre credenze. […]” Pazzi sono coloro invece che per quanto colti - psicologi, psichiatri, ecc. - ritengono di essere pervenuti al sommo del sapere e rifiutano a priori di credere a chi asserisce una verità che non collimi con quelle meccanicamente imparate fra i banchi delle scuole o degli atenei. Gli ignoranti che si credono dotti, i presuntuosi, i falsi scienziati, i negatori per sistema di ogni cosa nuova, i medici cristallizzati nell’empirismo e nel ricettario tascabile, tutti coloro, cioè, che piuttosto che confessarsi ignoranti, chiudono gli occhi davanti alla luce, possono fin da questo momento cessare di leggere questi articoli da me scritti in quanto non sono stati redatti per loro.

Io e mia moglie - e sappiamo anche altre persone - abbiamo visto con i nostri occhi… ed è stata, vi assicuro, un’esperienza incredibile. E faremo di tutto per portare la VERITA’ a sua moglie Chiara. Non farti ingannare dolce fanciulla, per il bene di vostra figlia BIANCALAURA… non sorridere, non c’è niente da sorridere… È tutto vero… purtroppo!!

ALBERTO DE PRA
Capo Ufficio Stampa

  • 29 August 2017
  • 14

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Andrea Brusa

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