COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 27/06/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - IL VALORE DI UNA PROMESSA

PUBBLICATO IL 27/06/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ - IL VALORE DI UNA PROMESSA

PUBBLICATO OGGI 27/06/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori alla settimana.
http://www.grandangolare.com/

Il valore di una promessa

«Le fece delle promesse e le giurò che le avrebbe mantenute. Che l’avrebbe portata tra le montagne, dove avrebbe trovato altri della sua specie. Lei lo guardò con quei suoi occhi gialli, che tradivano non disperazione, ma soltanto quell’insondabile, profonda solitudine che è l’impronta più tipica di questo mondo».
Da Oltre il confine, di Cormac McCarthy

Quel giorno rimane a tutt’ora uno dei giorni più importanti della mia vita. Ricordo, la sera prima dell’accaduto, quando arrivai all’aeroporto Caselle appena 10 minuti prima della partenza della navetta per Torino centro, affannato e convinto di averla persa. Era l’ultimo pullman per Torino, quello delle 22,30. Scoprii invece essere ancora alla fermata, come ad aspettarmi. Lo presi come un segno… dovevo essere in città quella notte. Ore dopo, Andrea Brusa mi chiamò con la voce spezzata dicendomi di andare nel suo rifugio il prima possibile la sera successiva. Mi si gelò il sangue – è lui a chiamarmi solo quando è successo qualcosa. Gli chiesi cosa fosse accaduto ed egli ripeté di raggiungerlo l’indomani sera… e mise giù. Giunto nel rifugio sentii freddo e mi accorsi di aver dimenticato il mio registratore vocale con il quale sono solito appuntarmi, seppur digitalmente, le nostre conversazioni. Davanti a me, il corridoio buio, giù per le scale, per l’atrio ed attraverso un portone, continuava nelle tenebre più profonde. Da una delle due porte presenti, avvertii dei sinistri rumori. Mi allontanai da lì e la mia attenzione venne catturata da una strana scultura su di un’alzata vicina all’arco che portava al reparto notte accanto alla quale vi era un bassorilievo raffigurante un essere con tentacoli ed ali, intento a calpestare degli esseri umani!! Sopra la sua testa si riusciva ad intravedere qualcosa che inizialmente mi apparve come un sole, ma poi, guardando bene, si scoprì essere un disco… Quella creatura era orrenda e rimasi tutto impressionato dall’orrore che incuteva. Possibile che esistesse un essere così terribile e gigantesco?? Decisi di controllare cosa ci fosse dietro l’altra porta rimasta. La stanza in cui entrai era abbastanza spoglia, ma c’era una scrivania sopra la quale trovai dei fiammiferi ed una lettera. La lessi. Era inviata da un tale in Francia… ed il destinatario era Andrea. In mezzo a mille discorsi, lessi una frase che mi lasciò di stucco. Il mittente scrisse ad Andrea che non si vedevano da oltre due secoli. Due secoli? Che cavolo? Ma allora era vero che prima di diventare un Angelo Custode abitò su questa terra centinaia d’anni fa!! Mi domandai come fosse possibile?? C’era un’altra porta sulla parete spoglia della stanza. Provai ad aprirla, ma era chiusa a chiave. In quel momento sentii una voce alle mie spalle. Facevo fatica a respirare, tremavo convulsamente. Non avevo la forza e la lucidità per riflettere. Suonai istericamente il campanello, incurante dell’ora. Quando mi aprì spalancai la porta e la chiusi con violenza alle spalle. Tremando spasmodico mi affannai a cercare di respirare; non ci vedevo più, tutte le immagini attorno a me erano confuse e incoerenti, tutto girava violentemente, mentre stringevo le mani al petto, quasi spaventato che il cuore potesse schizzarmi fuori dal torace. Vomitai. Infine sentii un fruscio d’ali, mi girai e trovai di fronte a me Andrea. Mi asciugai le lacrime ed attesi che fosse lui a parlare. Potevo sentire il suo tremore sulla mia schiena, anche lui stava piangendo. In fondo, a furia di stargli accanto avevo finito per somigliargli. Eravamo come due pezzi di un puzzle, che trovandosi combaciavano perfettamente. Rimanemmo entrambi in silenzio. Nell’aria si sentivano solo i nostri singhiozzi e suoni indescrivibili… le nostre voci erano rotte dalla sofferenza. «Cosa volevi dirmi di tanto importante?» diss’io a lui. Ed Andrea rispose - «Devi fare attenzione, cose di questo tipo sembrano inizialmente semplici, ma poi si dimostrano per come sono, pericolose con poche vie d’uscita… Ho paura per la tua incolumità… Ho paura per te…». Mi pose una mano sulla spalla. Lo lasciai fare, non mi dava fastidio, anzi, cercai di utilizzare quella situazione per provare a conoscerlo meglio. “Ti ringrazio per le tue preoccupazioni, mi dimostrano quanto tu tenga a me, ma è un rischio che devo correre per il bene Tuo e di tua moglie Chiara”… gli dissi cercando di rincuorarlo. Intanto continuavo a pensare a quella lettera. E lui disse: "Tanti anni fa mi fu detto ch’ero troppo giovane per incontrare il paradiso e morire definitivamente, quindi mi diedero una missione. Mi riportarono in vita facendomi diventare l’Angelo Custode di mia moglie sulla terra e mi venne comandato di proteggerla ad ogni costo, anche a quello di morire. La mia protetta sarebbe stata la cosa più importante della mia vita. Sarei vissuto solo per lei. Avrei dovuto camuffarmi, combattere e fare quel che più desideravo, tutto… pur di difenderla. Questo fu il patto che mi proposero. Io acconsentii… dissi soltanto VA BENE, serrando i pugni. E sappi caro Alberto che un patto con Dio va mantenuto. La promessa è un atto a fortissima valenza relazionale. Si tratta di un impegno morale che può fortificare o indebolire i rapporti e, quindi, che non va preso alla leggera. Ahimè, molte volte facciamo promesse in maniera superficiale, senza realmente volerci prodigare nel realizzarle! Quante volte sei rimasto deluso da qualcuno per una promessa non mantenuta? Quante volte non hai mantenuto un impegno preso? Le nostre parole sono lo strumento con il quale conquistiamo o perdiamo la fiducia. Quando mantieni la parola data, il suo valore è rafforzato in maniera decisiva. Ma anche se noi siamo mancanti, Dio di certo non lo è! Egli mantiene le Sue promesse! Dio non ritratta né dimentica quanto dichiarato nella Sua Parola. Quando ricordiamo al Signore una Sua promessa, nello stesso momento la ravviviamo anche nei nostri cuori, alimentando la fede per vederne il suo adempimento”. E poi aggiunse: “Amo Chiara e nostra figlia Biancalaura, l’amo con tutto me stesso. Prima di loro non avevo la minima idea di cosa volesse dire amare. Beh ora lo so. Quando l’amore ci chiama dobbiamo seguirlo senza paura. Anche se le sue vie sono dure e scoscese. E quando le sue ali ci avvolgono, dobbiamo affidarci a lui. Anche se la sua lama nascosta tra le piume potrebbe ferirci. Tutto questo ci farà l’amore perché possiamo conoscere i segreti del nostro cuore. L’amore non dà nulla se non se stesso, e non prende che da se stesso. L’amore non possiede, né può essere posseduto. Perché l’amore basta all’amore. E non possiamo pensare di comandare il cammino dell’amore: se ci trova degni, è lui a dirigere il nostro cammino. L’amore non ha altro desiderio che realizzare se stesso – ed io non posso esistere senza di lei… mi dimentico di tutto, tranne che della voglia di rivederla. Senza di lei, non riesco a vivere”.

Io guardai l’Angelo Custode negli occhi… mi sembrarono infinitamente tristi. Cercai di mettermi nei suoi panni. Credetti di sapere cosa stesse succedendo ad Andrea. Si stava sentendo in colpa. Si stava mettendo in dubbio. Un Angelo come lui può fare il duro quanto vuole, ma nessuno dovrebbe sopportare un peso del genere. Questa situazione è ciò che lui ha sempre temuto in fondo. Sentirsi sbagliato. Una sensazione con cui deve aver combattuto da sempre. Cominciava a sentirsi accettato da sua moglie, finché questa non è stata la conferma… la prova… L’Angelo non sembrava saper come continuare. Si fermò e a voce più bassa disse – “È tutto buio attorno a me, non vedo altro che la mia figura, illuminata di una luce fioca. Provo ad alzarmi, ma sono pieno di graffi lungo tutto il corpo, e le mie ali ad ogni minimo movimento perdono piume, che assumono tinte grigiastre. Mi sento troppo debole… non c’è la faccio…”. Ricadde, la testa sbattè in quello che sembrava un pavimento. Si… era fatto di marmo nero… aveva delle venature verdognole scure e grigie. Era stanchissimo, le sue ali sanguinarono, e il loro colore assunse tinte grigie sempre più scure. Anche la luce che emanavano diventò sempre più fioca. Il pavimento si bagnò di liquido denso, color rosso carminio. Il buio lo divorò. “Aiuto… No, non posso chiedere aiuto – disse - non posso piangere, non posso gridare. Complicherei le cose” - tagliò corto l’Angelo ed io mi persi nelle sue riflessioni senza aver modo di chiedere delucidazioni: la porta si aprì e nel medesimo istante Lui svanì senza alcun rumore.

La maggior parte dei cristiani sono rapidi nell’insegnare le promesse della Bibbia – vita eterna, pace e felicità, perdono dei peccati passati, presenti e futuri. Ma le condizioni per queste promesse non sono ampiamente note. Rinnegare se stessi, prendere la propria croce, osservare tutti i comandamenti di Gesù – quante volte vengono predicate queste cose nella maggior parte delle chiese? Sicuramente, tante persone riconoscono che la Bibbia dice “va… e non peccare più” ma questo è generalmente seguito da una rapida rassicurazione che, “Certo, Dio capisce le nostre debolezze. Non è possibile per noi farlo realmente”. E proprio lì ecco l’ipocrisia. Molti cristiani vanno in giro a testa alta pensando di essere molto meglio dei non cristiani, quando in realtà le loro vite dimostrano che loro stessi vivono nel peccato. Loro credono nella metà del vangelo che parla delle promesse, ma non nell’altra metà che ti dice cosa fare per ottenerle. “Siamo forse ciechi pure noi” è la domanda dei farisei a Gesù. Giovanni 9,51 dice "se foste ciechi poco male, tanto i ciechi li guarisco; ma siccome dite di vedere il vostro peccato rimane". E il peccato è la falsa lettura della realtà che facciamo, una lettura delirante, che è il vero male. Il Vangelo ci vuole aprire gli occhi: questa è l’illuminazione. Non è qualcosa di strano. E aprire gli occhi sulla realtà è uscire dai deliri per vedere la verità. La verità è che Dio è Padre e noi siamo figli e quindi fratelli… e vivere è tutto questo. Questa è la condizione per abitare la terra.

Chi sono dunque gli ipocriti? Sono coloro che portano una maschera, nel senso che recitano la parte di qualcuno che essi in realtà non sono. In altre parole, sono una sorta di attori. E difatti il termine “ipocrita” deriva dalla parola greca “hypokrités” che significa “attore” – e nel teatro dell’antica Grecia gli attori erano conosciuti come gli “ipocriti” – e quindi un attore è un ipocrita perchè fa finta di essere qualcuno o qualcosa che in realtà non è. Gli scribi e i Farisei furono perciò definiti da Gesù “ipocriti” perché nella pratica recitavano la parte dei giusti, o meglio facevano credere alla gente, indossando una maschera, che essi erano giusti, quando invece erano pieni di iniquità ed ingiustizia. Essi non erano il tipo di persone che apparivano, ma tutt’altro tipo di persone. Nella pratica gli ipocriti davanti ad alcuni recitano la parte di qualcuno che essi non sono, mentre davanti ad altri si tolgono questa maschera e parlano ed agiscono in base a quello che essi sono realmente. Che fanno gli attori di teatro o di cinema per esempio? Sul palco del teatro o sul set cinematografico impersonificano un certo personaggio, e recitano quella parte: poi una volta terminata la recitazione, tornano ad essere quello che sono. Ed è così che quando in mezzo a tanta ipocrisia e finzione ci imbattiamo in un qualcosa tanto vero e reale quanto lo è Andrea più nessuno ci crede. Sappiate dunque che nulla di quello che ho affrontato, nulla di quello che ho detto e scritto può essere separato da quello che ho vissuto. Non ho inventato nulla né in questo né in altri articoli, sono stato soltanto il segretario delle mie sensazioni. A volte la realtà può essere più impegnativa di un romanzo. Affermare il contrario sarebbe come dire che Dom Pérignon ha inventato lo champagne. Non è vero, l’ha bevuto ed è caduto dalle scale. Questo è, più o meno quello che ho fatto io parlandovi di Andrea Brusa: ci ho inciampato addosso. La vita è preziosa ed io vivo nel mondo. La risposta più coraggiosa alla domanda “ti sei inventato qualcosa?” è… “assolutamente no… è la realtà”. Un giorno lessi un libro di Claudio Guarini intitolato Dialogo con L’anima… in esso viene detto un qualcosa che ho fatto subito mio: “La vita è davvero uno specchio e quando riusciamo a sorriderle, ecco che ci sorride. Solo lasciandola fluire, la vita ha modo di vincere, di esprimersi, di evolvere, di fare ciò che è banalmente ovvio: ESSERE SE STESSA! Lasciala fluire, abbandonati alla vita ed al tuo vero SÉ. Senza aspettative, senza condizionamenti passati. Non c’è nulla da raggiungere, ma solo da smettere di resistere. La Paura fu uno strumento utile sotto alcuni aspetti. Ma ora lascia che si dissolva tramite l’osservazione e la presenza cosciente. Ogni cosa che ti giunge è sempre quella più adatta a te e non è mai causa di nessun altro all’infuori di te stesso. Se ti concentri sul problema non vedrai la soluzione. Guarda oltre perché tu vedi quello che nessun altro vede, vedi tutto quello che gli altri scelgono di non vedere, senza paura, conformismo o pigrizia. Vedi il mondo intero come nuovo OGNI GIORNO! La verità è che sei sulla strada giusta. Tu vedi qualcosa in più, qualcosa che va oltre il visibile. Quando non ti aspetti nulla dalla vita, tutto ti arriva in abbondanza”.

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire! Mai un semplice detto fu più saggio. Nessuno ti ascolterà mai se non ha interesse nel farlo. Nessuno capirà mai se non ha voglia di farlo. Puoi metterci tutto il cuore che vuoi, tutta la buona volontà e fino all’ultima goccia di pazienza, ma fidati… chi non ha altrettanto cuore per comprendere, volontà per capire e pazienza per ascoltare sarà come se tu non avessi mai parlato.

ALBERTO DE PRA
Capo Ufficio Stampa

  • 27 June 2017
  • 14

Contattami

Andrea Brusa

Il tuo messaggio è stato inviato!