COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 07/03/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/   Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli oc

PUBBLICATO IL 07/03/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli oc

PARTE 3
PUBBLICATO OGGI 07/03/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori:
http://www.grandangolare.com/

Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi

Il lavoro dell’Angelo Custode non è affatto semplice come dimostra lo scrittore Andrea Brusa: richiede tirocinio, dominio del volo e della imponente apertura alare; inoltre, comporta spesso umilianti lavate di capo somministrate da uno dei tanti superiori a nome Gabriele. Non sapete quanti angeli, salgono in cielo tristi perché i loro custoditi non li invocano mai e non ci credono. E c’è chi crede ancora che gli angeli siano solo una favola.

Tutti conoscono Saint Exupéry come l’autore di un fantastico libro per tutte le età, “Il piccolo principe”, ma forse non tutti sanno che era anche un pilota d’aereo e che durante la prima guerra mondiale combatté nella guerra civile spagnola contro i nazisti. A quel periodo è ispirato il racconto "Il sorriso" in cui l’autore narra di essere stato catturato dal nemico e di come le cose presero una piega inaspettata. "Ero certo che sarei stato ucciso. Ero nervoso e scontroso. Cercai nelle tasche qualche sigaretta che fosse sfuggita alla perquisizione. Ne trovai una e per via del tremito alle mani riuscii a malapena a portarmela alle labbra. Ma non avevo fiammiferi, me li avevano portati via. Guardai attraverso le sbarre il mio carceriere. Lui non ricambiò lo sguardo. D’altra parte non si ricambia lo sguardo con una cosa, un cadavere. Lo chiamai dicendo: Hai da accendere, per favore? - Mi guardò, scrollò le spalle e venne ad accendermi la sigaretta. Quando si avvicinò e accese il fiammifero, i suoi occhi inavvertitamente si incrociarono con i miei. In quel momento sorrisi. Non so perché. Forse era nervosismo, forse era perché quando si sta molto vicini l’un l’altro è molto difficile non sorridere. Comunque, sorrisi. In quel momento fu come se una scintilla scoccasse fra i nostri cuori, fra le nostre anime umane. So che lui non voleva, ma il mio sorriso attraversò le sbarre e generò un sorriso anche sulle sue labbra. Mi accese la sigaretta ma rimase vicino, guardandomi direttamente negli occhi e sorridendo ancora. Continuai a sorridergli, ora vedendolo come una persona e non soltanto un carceriere. E anche il suo modo di guardarmi sembrò assumere una nuova dimensione." Il carceriere chiese al prigioniero se avesse dei figli e questi gli mostrò in lacrime le foto della propria famiglia.
"Improvvisamente senza una parola di più mi aprì la cella e mi condusse fuori... e mi liberò. E senza una parola di più ritornò verso la città. La mia vita fu salvata da un sorriso."
Non è necessario andare in guerra per sentirsi imprigionati da una situazione o da una persona: un amore rubato che si trascina da tempo, un posto di lavoro che ci sta stretto, le aspettative di genitori che non vogliamo deludere. Possiamo cercare di liberarci usando la forza oppure accettare passivamente, ma a volte basta un sorriso per far passare il "nemico" dalla nostra parte e le porte si aprono quasi per magia.

“L’essenziale è invisibile agli occhi – dice l’autore Andre Brusa riportando proprio una celeberrima frase di Saint Exupéry e rivolgendosi idealmente all’anima ed al CUORE di sua moglie Chiara perché possa tornare a vederlo per quello che è - non tutto è concreto, niente di ciò che vediamo ci può condurre al vero essere di una persona, infatti nulla è come appare, mai fidarsi dell’apparenza! L’aspetto esteriore è solo una piccola ed insignificante parte di noi stessi. Sicuramente i lineamenti esteriori non devono essere trascurati, ma neanche si deve escludere ciò che proviamo, che sentiamo all’interno di noi, dobbiamo consolidare l’idea che l’essere è più importante dell’apparire. Penso che quel che sentiamo di essere, sia importantissimo. Non tutte le persone, però, sono sensibili a quello che viene chiamato l’essenziale di una persona; esistono infatti anche quelli che sanno guardare solamente il superfluo, quelli che ci giudicano per come siamo fatti esteriormente. Ci sono invece le persone che sanno vedere col cuore, che non si soffermano sulle cose più banali e mutevoli. Credo che la cosa più rilevante in una persona sia ovviamente il carattere; stranamente vengo attirato dal modo di fare e pensare, dalle emozioni che si possono percepire, sono interessato a ciò che una persona prova, che sente quando parla o guarda. Vedere col cuore significa non solo non dare molto rilievo a ciò che sta in superficie, e quindi guardare ciò che risiede nel profondo, ma credo comprenda anche capire uno stato d’animo, aiutare una persona a farla sentire sollevata, non più sola. Di questi tempi però, l’apparire è giudicato quasi più importante dell’essere. Sono dell’opinione che questo avvenga perché la bellezza attira davvero molte persone, al primo impatto, è quello che colpisce subito, ma bisogna anche sapere guardare col cuore, perché se ci pensiamo bene non è affatto semplice immaginare ciò che si prova. Io cerco la sostanza, penso che il cuore siano gli occhi più capaci di vedere l’invisibile, che diventa visibile, se solo lo si vuole”.

Credo che lo scrittore Andrea Brusa abbia ragione e a questo proposito anche io vorrei raccontare un episodio molto significativo capitatomi, che farà storcere il naso agli scettici, ma che attesta invece per chi ha il cuore aperto alla grazia del Signore che accanto a noi realmente vi è la presenza di Dio e della sua Santissima Madre. Nel corso dell’ultimo pomeriggio trascorso con lo scrittore, ho deciso di acquistare una corona missionaria del Santo Rosario per pregare per il dono della pace in tutto il mondo. Dato che si stava celebrando la santa messa in una chiesa vicino al luogo dell’incontro, mi sono recato in confessionale e lì ho trovato un sacerdote che ha benedetto la mia corona. Uscito dal confessionale, ho trovato una bellissima bambina di 12 anni di origine slava. Mi ha colpito subito non soltanto per la sua straordinaria bellezza, ma soprattutto per gli occhi verdi luminosi. Con amore e dolcezza, l’ho invitata a pregare il Santo Rosario davanti alla Madonna. Abbiamo deciso di recitare il Santo Rosario per tutti i bambini del mondo. Io recitavo la prima parte in italiano, lei la seconda in inglese. Giunti al quarto mistero del dolore, mentre sentivo dentro il mio cuore una pace e una gioia indescrivibile, le chiesi: What’s your name? La bambina rispose: EVEN. All’inizio, non posi attenzione a quel nome. In seguito, compresi che quel nome aveva un significato divino: significa infatti GIUSTO ed è il nome di uno degli Angeli del coro angelico dei cherubini. Subito dopo, le domandai: Are you an Angel? Questa meravigliosa creatura mi rispose: Yes. Anche quella risposta mi sorprese, ma non mi soffermai inizialmente. Terminato poi il Santo Rosario, dopo averla ringraziata, abbracciata e datole un bacio, mi sono voltato a prendere l’acqua nello zaino. Dopo pochi secondi, non l’ho vista più la bambina. Era scomparsa. In pochi secondi, era impossibile percorrere un così lungo tragitto. Questo episodio mi ha lasciato sbigottito. Lo ripeto. Io sono molto razionale e, spesso, gli amici mi dicono che devo mettere la mano nel costato di Cristo come San Tommaso per credere. Questo fatto mi ha consolato tantissimo, soprattutto con particolare riferimento alla grande battaglia che sto conducendo in Italia, unitamente all’autore Andrea Brusa o meglio dovrei dire al poeta Angelo. Nel Santo Vangelo Di San Matteo, al capitolo 18, Gesù disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare”. Quindi invito tutti, in questo momento di grandi tribolazioni e attacchi in particolare alla famiglia, a venire a credere nell’amore di Gesù e di Maria per ciascuno di noi e a rimanere attaccati al suo Cuore Immacolato, certi e sicuri che trionferà presto, come disse la Regina della Pace nel messaggio straordinario del 1 gennaio 2001 sul Podbrdo a Medjugorje: “Questa sera in modo speciale vi ho voluto qua. In modo speciale adesso che Satana è libero dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso cari figli vi invito ad essermi vicino. Io vi benedico tutti con la mia benedizione materna”.

Gli angeli veri come l’autore Andrea Brusa mi hanno insegnato che un modo un po’ magico e allo stesso tempo meraviglioso per innescare le forze dell’Universo e realizzare i sogni, consiste nel vivere come se fossimo già ciò che desideriamo diventare. Dovete concentrarvi solo su quello che vorreste essere: un musicista, un programmatore, una mamma o qualsiasi altra cosa.... La storia del mio primo incontro con l’autore ha cambiato per sempre la mia vita. Come tutte le storie inizia con “c’era una volta...” uno di quei periodi bui che tutti noi abbiamo passato almeno una volta nella vita. A volte, capita in quei momenti di essere talmente abituati all’oscurità da non riuscire più ad aprire gli occhi… a non riuscire più a vedere la luce. Una di quelle sere difficili, piene di lacrime interiori e soffocanti, mi ritrovai a pregare l’universo di mandarmi un angelo. Lo stesso che mi ritrovo settimanalmente ad intervistare per questa rubrica. Era lui… l’autore Andrea BRUSA l’ho visto, l’ho giuro, era lui: ricordo che il tempo si era fermato intorno e non c’ho capito più nulla. L’ho visto e sono esploso in pianto: non potevo resistere, volevo abbracciarlo, stringergli la mano, sentire la sua voce, ma sono esploso in pianto e sono corso via, lasciando quella magia dietro di me, quell’illusione corrermi dietro, inseguirmi dietro mille altri occhi che correvano indifferenti. Non lo so, credetemi, ma era lui, era uguale ad uno di quegli Angeli rappresentati nelle immagini iconografiche, erano i suoi stessi occhi, erano i suoi stessi capelli, era la sua stessa magia che sprigionava, era il suo stesso batticuore nel guardarmi. Sono sconvolto, sono rimasto a guardarlo fisso per dieci minuti mentre lui scriveva a sua moglie CHIARA apparentemente senza toccare il computer. Nessuno mi crede se lo racconto, e quasi mi prendono per pazzo: non lo potete capire o immaginare, e credete di certo che sto esagerando. È assurdo, incredibile, ma lui era lì. Io non fiatai, e le lacrime si confondevano su di me con la pioggia che cadeva giù, e pian piano quell’Angelo scompariva scolorendo all’orizzonte per poi apparire settimanalmente per queste interviste.

La testimonianza di Don Giovanni Bosco (1815 -1888) ci riporta un aggiuntivo evento misterioso e collegabile – si crede – all’intervento del custode celeste. Una sera del 1852 egli stava rientrando a casa sua abbastanza tardi e, mentre camminava sul corso Regina Margherita a Torino un individuo, imboscato dietro un albero, gli scaricò a bruciapelo due colpi di pistola. Fortunatamente partì solo la capsula. Allora l’uomo si gettò su Don Bosco nel tentativo di ucciderlo ma, in quell’istante, un molosso di grosse dimensioni si lanciò sul dorso dell’aggressore. Il miserabile non ebbe che il tempo di fuggire mentre il Santo, rientrato dalla sua emozione, accarezzava con gratitudine quella bestia apparsa all’improvviso.
Don Bosco era spesso vittima d’attentati a causa di alcune inimicizie violente, tant’è che episodi di questo genere accaddero più volte: stranamente in tutte le occasioni il cane si precipitava per salvargli la vita, per poi scomparire nel nulla. Il fatto si ripetè per 32 anni: Don Bosco visibilmente invecchiava, il fido protettore mai – cosa insolita per un cane vivere 32 anni senza mostrare segni di cedimenti. In questo racconto possiamo dunque sicuramente notare la funzione di soccorritore e protettore, tipica di molti angeli. Il “travestimento” utilizzato nell’episodio appena citato, ovvero le sembianze d’animale, venne riproposto anche nei casi di Anna Ebele (1917-1985) e di Marie Du Christ (1907-1973) rispettivamente nei panni di un passerotto e di un’aquila, per poter assistere e proteggere da alcuni pericoli le mistiche (“prendo questa forma al fine di poter conversare con te senza attrarre l’attenzione”). Come la teologia c’insegna queste manifestazioni sotto diverse spoglie non ci dovrebbero sorprendere, gli angeli – esattamente come Dio, la Madonna, Gesù e gli stessi demoni – per entrare in contatto con questo mondo e rendersi visibili devono assumere un corpo fittizio (animale o umano).

Il Piccolo Principe rappresenta nella sua letteratura “la fase del Dio rivelato, dove tutto diviene finalmente chiaro – anche ’l’invisibile essenziale’ – perché illuminato dall’Amore”. Con i racconti, le lettere, gli appunti e, naturalmente, con la favola dell’ometto giunto sul nostro pianeta dall’asteroide B 612, Saint-Exupéry ha scritto una sorta di Nuovissimo Testamento. Tutti noi, come Saint-Exupéry, ci poniamo ogni tanto domande sul dove, sul come, sul quando e sul perché della nostra esistenza. Ci sentiamo passeggeri clandestini in rotta verso l’infinito, abbagliati da un’evidenza che non riusciamo mai a trattenere. E sogniamo di incontrare un giorno un piccolo principe che ci indichi le stelle e ci apra il cuore.

Le cose che possiedi alla fine ti possiedono Chiara, il segreto forse è proprio questo, non farsi possedere, ma utilizzare i propri beni per il bene. “Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?” E poi come ha detto San Francesco, in realtà “è donando che si riceve”. Quindi su, metti le ali anche tu! (no, non ti sto invitando a bere la famosa bibita, ma a credere nel bene!). Abbi rispetto e non ribellarti a lui Chiara; egli infatti non perdonerebbe la tua trasgressione, perché il suo nome è in lui. Se tu ascolti la sua voce e fai quanto ti dirà, lui sarà il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari… apri gli occhi… non commettere un tale sacrilegio… non ho mai visto un amore altrettanto profondo e sincero.

ALBERTO DE PRA
Ghostwriter e Scrittore Freelance
CAPO UFFICIO STAMPA

  • 07 March 2017
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Andrea Brusa

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