COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 14/02/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ Il palcoscenico è un cerchio magico in cui solo le cose più vere accadono

PUBBLICATO IL 14/02/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale U.S.A. con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ Il palcoscenico è un cerchio magico in cui solo le cose più vere accadono

PARTE 1 e 2
PUBBLICATO OGGI 14/02/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori:
http://www.grandangolare.com/

Il palcoscenico è un cerchio magico in cui solo le cose più vere accadono…

Un posto più vero e più reale non esiste in tutto l’universo… e lì il Signore lascia in giro continuamente i segni della sua presenza, ma quanti li sanno vedere? Non dico interpretare, ma vedere con gli occhi e con il cuore… la poesia di certi tramonti e di tanti altri spettacoli ineguagliabili, che Egli ci offre. Il dramma dell’umanità sta proprio nella cecità del cuore.

È proprio vero quello che diceva il grande Pier Paolo Pasolini sul Teatro, su quel territorio neutrale al di fuori della giurisdizione del Fato, dove le stelle possono essere scavalcate impunemente. “Nel teatro la parola vive di una doppia gloria, mai essa è così glorificata. E perché? Perché essa è, insieme, scritta e pronunciata. È scritta, come la parola di Omero, ma insieme è pronunciata come le parole che si scambiano tra loro due uomini al lavoro, o una masnada di ragazzi, o le ragazze al lavatoio, o le donne al mercato – come le povere parole insomma che si dicono ogni giorno, e volano via con la vita”.

È stata un’esperienza semplicemente magica quella vissuta alla prima dello spettacolo di teatro d’ombre su di un testo dello stesso autore Andrea Brusa nel quale egli ha messo in scena un atto unico teso a creare la suggestione visiva più in sintonia all’atmosfera poetica del dramma narrato. Oltre alla bellezza indiscutibile della città di Torino, oltre alla voce fantastica dell’attore che riempiva la sala e gli effetti sorprendenti di scena, una delle cose che più mi hanno colpito di STORIA DI UN ANGELO CADUTO DAL CIELO (interamente scritto e dedicato a sua moglie Chiara) è stata l’atmosfera complessiva della performance, forse perché è stata una cosa completamente nuova, non una semplice serata da passare in compagnia, bensì uno spettacolo che ci ha portati tutti insieme in un contesto così tanto elegante ed importante che ne sono rimasto veramente affascinato.
Il protagonista poi, mi ha letteralmente fatto venire i brividi, sia per la voce che per l’intensità della recitazione. Assistere all’esibizione dal vivo dell’attore – sempre così autentico e proteso verso una commozione che sembra non avere limiti - ha reso l’opera completamente diversa rispetto a quando ne demmo annuncio proprio su questo settimanale poco meno di un mese fa. La realizzazione spettacolare ha contribuito alla sensazione di “magia”, che personalmente avevo avvertito sin dal primo momento, appena salito in corriera.
La prima impressione quando entri nel mondo dell’autore è quella di planare su di un pianeta sconosciuto e ti senti un po’ “snob”, come se appartenessi ad una di quelle famiglie aristocratiche di un tempo. È normale che, soprattutto alla nostra età, appena senti che una persona va a vedere un’opera tanto sofisticata pensi che sia un’esperienza estremamente noiosa, ma quando la provi in prima persona cambi immediatamente idea: quando ne cogli il vero significato e capisci che ci sono idee cha puoi applicare nella vita di tutti i giorni, “ti trascini insieme a lei” e ti sembra di essere lì, nella vicenda e nel contesto storico vero e proprio, da spettatore. Ti aiuta anche a comprendere il lato “privato” della storia.
Una cosa che mi ha colpito molto è stata la preparazione con la quale l’attore è riuscito a coordinare la lettura e la comprensione delle parole e allo stesso tempo badare a quelli che sono i movimenti ed i gesti dei suoi personaggi animati. Certamente ho capito che è un’esperienza che se non provi non puoi giudicare.

«Il mio teatro – spiega Andrea Brusa – è come un corteo nuziale, in cui cerco di sposare gli uni con gli altri. È un teatro rituale, magico e festoso interamente dedicato a mia moglie e costruito con immenso amore sulla base delle immagini e dei movimenti, sui giochi e sulle fantasie, che sono le creazioni comuni al pubblico e alla gente di teatro. È un teatro che nasce inesorabilmente dai sogni e dalle fiabe, ricco di speranze e sogni, di desideri e di nostalgie, di mancanze e disillusioni. È un teatro in continuo mutamento che si nutre dell’improvvisazione spontanea nel rispetto scrupoloso della tradizione e che si colloca nel filone della sintesi multi-sfaccettata contemporanea, al confine tra vita e arte. Il mio è un teatro che crea un’unione epica intimistica tra tragedia e commedia, assurdità e spontaneità, crudeltà e tenerezza; un teatro che sfugge a qualsiasi definizione, all’interpretazione unica delle sue azioni e da qualsiasi tentativo di limitazione della sua libertà».

Ci sono delle persone come l’autore che sono venute qui, su questa terra, per diffondere e condividere la loro luce e per portare un cambiamento positivo a questo pianeta. Non provano emozioni come l’odio, l’intolleranza, la violenza, o l’oppressione; queste persone vogliono solo che tutti gli esseri vivano in armonia. Per questo motivo si muovono per rendere migliore il mondo in cui vivono.

Dicono i cinesi, che sono uomini saggi: “Per fare una zuppa di lepre, per prima cosa occorre avere la lepre” perché sanno che a volte è molto difficile catturare una lepre; per questo, quando non se ne può avere una, alcuni furfanti la sostituiscono con un gatto, che ha lo stesso sapore, malgrado la sua carne sia più dura. Questo discorso, nonostante non sembri, cade a fagiolo perché se vuoi poter parlare con con un angelo, la prima cosa che devi fare è procurartene uno, e questo non è un fatto secondario, giacché una lepre la puoi cacciare tu stesso con un fucile o comprarla al mercato, ma un angelo non si trova in ogni angolo. Catturare un angelo non è così facile come catturare una lepre, perché prima di acciuffarlo, devi vederlo e poi fare in modo che si materializzi, dato che, come tutti sappiamo, gli angeli sono esseri di spirito (non hanno corpo solitamente) però possono averlo se vogliono, e convivere (e persino coabitare) con noi mortali… ed il caso dell’autore Andrea Brusa… l’Angelo/Poeta custode della sua amatissima moglie ne è un esempio. C’è una linea sottile tra realtà e finzione. Secondo Pirandello, la realtà supera di gran lunga la fantasia perché “la realtà, a differenza della fantasia, non si preoccupa di essere verosimile perché è vera”. Ma a volte il confine tra finzione e mondo reale sembra difficile da stabilire. E, questa volta, quella che pensavamo essere solo una “storia pazzesca” - quella dei due amanti Torinesi Andrea e Chiara - si è trasformata in una favola/sogno ad occhi aperti. Oggi assistiamo ad un paradosso perché il materialismo nel quale siamo immersi tende ad allontanarci dagli angeli. Paradossalmente, però, la lontananza ci fa sentire ancora di più il loro bisogno: è un po’ come se ne decretassimo la morte e la successiva rinascita. Nei momenti di difficoltà, dunque, dobbiamo invocare il nostro Angelo… rappresenta una speranza in più in questo mondo che ha perso i punti di riferimento. Un mondo senza angeli significherebbe la chiusura alla gioia e pure alla nobiltà d’animo.

Caro Autore… a volte Dio permette delle sofferenze, anche pesanti come la tua, solo per salvarti e perché l’esempio rimanga a tutti coloro che ti hanno conosciuto, parenti ed amici. Grazie a te e a quello che fai e sei ora, tutti quelli che hai conosciuto in vita potranno seguire il tuo esempio perché hanno capito che anche nel dolore Dio ti è sempre stato vicino! Non fa niente se nessuno te le ha mai dette queste cose sulla terra: ciò che conta sono i fatti, non le parole.
E concludo con le parole di chiusura dello spettacolo: “Né uomo né donna sono io. Sono un Angelo Custode ed ora posso essere chi voglio. Vago libero sulle ali dei ricordi che mi condurranno fino a te… amore… fino a voi, amo te Chiara e nostra figlia… VENGO A SALVARVI!!!”

ALBERTO DE PRA
Ghostwriter e Scrittore Freelance
Capo UFFICIO STAMPA

  • 14 February 2017
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Andrea Brusa

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