COMUNICATI STAMPA

andrea brusa,PUBBLICATO IL 07/02/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/  Non esiste un amore più grande

PUBBLICATO IL 07/02/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE con oltre 10 milioni di lettori: http://www.grandangolare.com/ Non esiste un amore più grande

PUBBLICATO OGGI 07/02/2017 su GRANDANGOLARE... settimanale CANADESE rivolto alla comunità italiana all’estero ed in Italia con oltre 10 milioni di lettori:
http://www.grandangolare.com/

Non esiste un amore più grande

Non c’è strada verso il regno dei cieli senza una discesa e conseguente sosta negli inferi dove per poter rinascere si sperimenta la morte. Tutte le cose belle, hanno qualcosa di irragionevole. “Sempre insieme, eternamente divisi”. È la maledizione che pesa sui due innamorati: Andrea – scrittore di fama - e la sua dolcissima sposa, Chiara.

“Dans le véritable amour, c’est l’âme qui enveloppe le corps”. È proprio veritiero l’aforisma di Nietzsche? “Ciò che si fa per amore si fa sempre al di là del bene e del male”. Questo è il racconto di quanto accaduto ad un angelo caduto dal cielo, ad un poeta, ad uno scrittore, ad Andrea Brusa ed alla sua famiglia. Ma è anche la storia del nostro rapporto con la natura divina e della nostra esigenza di canalizzare un desiderio per quanto irrazionale all’interno di un oggetto.
Vi ricordate quando da bambini guardavate la vita con occhi pieni di meraviglia e di stupore? A quei tempi tutto era come se fosse fatato ed emozionante al tempo stesso, ed anche le piccole cose riuscivano a entusiasmarvi… Il vostro cuore era pieno d’allegria, la vostra fantasia non aveva limiti, e credevate che la vita fosse magica! A questo proposito ricordo un film… uno dei miei prediletti in assoluto: “Lady Hawke”. Rammento ancora l’emozione nel vedere quelle scene ogni qual volta che lo trasmettevano alla televisione, l’alone di mistero che aleggiava nella storia.
La trama è degna di una fiaba: un guerriero di nome Navarre è perdutamente innamorato della bellissima damigella Isabeau, la quale prova lo stesso sentimento per il prode cavaliere. I due sono stati condannati da una maledizione a non incontrarsi mai: il Vescovo di Aguillon, innamorato non corrisposto di Isabeau, ha stretto un patto con il diavolo per impedire che i due protagonisti possano vivere serenamente il loro amore. Di notte Navarre si trasforma in un lupo feroce; Isabeau di giorno in uno splendido falco. Una delle cose che mi ha sempre colpito oltre alla bellezza inaudita di Michelle Pfeiffer e al fascino cavalleresco di Rutger Hauer, è la frase che dice ad un certo punto Navarre quando parla della maledizione: “Lo sai che i falchi si uniscono e restano insieme per la vita? E lo stesso i lupi?”. Fin da piccolo il mio livello di romanticismo raggiungeva vertici spaventosi. Ero il classico ragazzino che in ogni film/telefilm, di qualsiasi genere fosse, attendeva impaziente i risvolti amorosi. Ad ogni modo, è vero che crescendo e guardandomi intorno, ho sempre più notato un costante atteggiamento di sfiducia e svalutazione in relazione all’amore di coppia. Parlo per gli altri perché per qualche arcano motivo se c’è una cosa sulla quale non ho mai dubitato è che l’amore per sempre non solo esista, ma sia davvero l’unica e reale forma di amore possibile. Però è vero, noi facciamo quotidianamente esperienza di un amore fragile, insicuro, pieno di dubbi. Ormai le persone non credono nemmeno troppo all’amore, figuriamoci a quello sempiterno!
Si può ben dire che poche altre attività oltre all’amore stesso provochino in noi un maggior obnubilamento dei sensi. Leggerne, sognarlo, contemplarne la bellezza, ed infine vivere l’amore, per poi arderne in fuoco vivi ed esserne afflitti e tormentati. È il destino di noi esseri umani, che pare avere origini ancestrali, archetipiche, e che scavando nel profondo scopriremmo forse appartenere di necessità alla nostra natura. Eppure l’amore umano non è quasi mai felice e idilliaco come sogliamo immaginarcelo: anzi, proprio l’anelito inestinguibile verso la passione è, anche sotto il profilo etimologico, denso di sofferenze. Patire significa non a caso soffrire, subire una sorte: è la storia immortale dell’amore vicendevole infelice. Ma quale maggior desiderio per l’uomo che quello di soffrire questo dolore insaziabile, questa tensione verso un fine irraggiungibile? Qualcosa di profondamente poetico – e dunque di intimamente tragico – si nasconde dietro questa aspirazione. Un segreto atavico dell’uomo.
Ciò sembra proprio in un qualche modo ricordare quanto narrato nel libro INVALIDO D’AMORE, dello scrittore Andrea Brusa, nel quale viene raccontata la storia di un Angelo Custode che fattosi uomo per amore della sua protetta affronterà nella vita il suo secondo inferno cercando di strappare al Male la sua amata e sua figlia che - portate via in
circostanze a dir poco drammatiche da un mondo di ingiustizia e malaffare - si troveranno a passare mille avversità. Fattosi uomo e ritrovata sua moglie disabile motoria... dovrà contrastare la vendetta del Male il quale farà sì che la famiglia si disgreghi.... sbattuto per strada... tra realtà assurde entrerà in contatto con il mondo dei disperati... barboni... prostitute... e sarà più volte vittima di raggiro e truffa... Solo ritrovando le sue Ali riuscirà a salvarle. Il protagonista del libro, mandato sulla Terra come angelo custode, ha il compito di vegliare sul suo amore proprio come lo scrittore che, non ci stancheremo mai di dirlo, sembra incarnare alla perfezione il personaggio principale del suo romanzo. Mentre sua moglie si abbandona alla disperazione e lui cerca un modo per potersi mettere in contatto con lei, i ricordi affiorano alla memoria e il giovane angelo comincia a chiedersi se il suo sia stato davvero un incidente di percorso. Sospesa tra realtà e fiaba, quella dello scrittore - così come quella del suo libro - è una storia d’amore in cui sono protagonisti gli angeli, creature della luce e custodi delle fragili vite umane.
"La gente spesso definisce impossibili cose che semplicemente non ha mai visto"… questo viene detto nel film “What Dreams May Come” in cui un eccezionale ed ormai compianto Robin Williams (Chris Nielsen) e sua moglie Annie sono legati da un amore illimitato… una storia che ricorda molto quella del cortometraggio LA STORIA INFINITA scritto, diretto ed interpretato dall’autore Brusa Andrea per sua moglie Chiara. Nel film AL DI LA’ DEI SOGNI, tratto dall’omonimo libro dello scrittore Richard Matheson, i protagonisti hanno due figli che sono la loro gioia continua. Una mattina, come tutte le mattine, i due bambini salgono con la baby-sitter sulla macchina che li conduce a scuola. Ma stavolta non arrivano a destinazione: un incidente e i due ragazzi muoiono. Rimasti soli, Chris e Annie provano a continuare a vivere. Ma niente è più come prima. Annie perde l’equilibrio mentale ed è ricoverata in manicomio, poi faticosamente i due recuperano una qual certa stabilità. Ma un giorno anche Chris decede, e trova ad attenderlo Albert, un giovane di colore, che lo guida nell’aldilà e gli dice: "Tu non sei scomparso, sei solo morto". Chris è felice di vedere che per lui il Cielo consiste nell’esistenza in uno dei magnifici dipinti di Annie. Gode della stupenda maestà di questo Mondo dipinto, pieno dei romantici ricordi che aveva condiviso con lei. E, mentre pensa questo, ne sente la mancanza, vorrebbe averla ancora con sé. Viene a sapere che anche Annie è morta, ma si è suicidata e quindi per loro non c’è speranza di tornare insieme. Annie è andata all’inferno. Ma Chris non rinuncia, è deciso ad andare verso l’inferno e porta con sé il Tracker, filosofo e saggio dai comportamenti ambigui. Chris entra nel regno degli inferi, passa sopra le teste dei condannati, ritrova infine Annie. La sua costanza ha avuto il premio.
Chi vede nel film AL DI LÀ DEI SOGNI – che tra l’altro lo scrittore mi confessa essere stato un leitmotiv nella sua vita di coppia ed in un qualche modo molto vicino a quanto da lui stesso sperimentato e vissuto - soltanto l’aspetto romantico dell’amore eterno, perde di vista il retroscena sul quale l’amore costruisce tutta l’eternità, cioè la madre di tutti i tabù: la morte!!!
Dice lo scrittore Andrea Brusa: “io con un amore corrisposto potrei costruire un paradiso anche nell’inferno, perché l’inferno o il cielo non sono un luogo bensì uno stato d’animo, una vibrazione (un’onda, una particella) di energia; appunto l’inferno non è altro che l’assenza dell’amore, non si va mai all’inferno per amore, ma chi ama ha vinto il proprio inferno!!! Il problema quindi non è andarci, se ami ci vai… il problema sarebbe rimanerci… allora sì sarebbe inutile, sarebbe distruggersi, proprio come lo dimostra il film in questione, ma se l’altro ti corrisponde prima o poi ci si esce fuori tutti e due da quell’inferno”. La simbologia nel film la fa da padrona e voi che la conoscete ovviamente la spiegate dettagliatamente. Se ne potrebbe parlare per interi giorni, in effetti. Il filo d’oro, quello morfogenetico che pervade tutto il film, è la connessione tra le anime dei morti (anche Annie e Chris apparentemente vivi) e quella dei Vivi, reincarnati nella saggezza che è Verità… che è Amore, Aldilà dei Sogni, l’Amore eterno non conosce la Morte. E così, proprio come nel film fantasy drammatico del 1998 diretto da Vincent Ward, lo scrittore Andrea Brusa si è ritrovato nell’inferno per potersi riprendere Chiara, ovvero la sua anima umana; la religione ci insegna a vivere non a morire, ci illude di andare dritti in cielo senza passare dall’inferno. Tutte balle! Se noi sapessimo che i colori e il calore della primavera e dell’estate sono proprio dovuti al morso dell’abbraccio dell’inverno!!! Lo sapete che quando è estate è il punto in cui la terra si trova più distante dal sole? Lo sapete che quando è inverno è il momento in cui la terra è più vicina al sole?... “Se sapessimo noi leggere i segni dei tempi” disse il buon Gesù - Genio incompreso, tergiversato monopolizzato da ideologie che nulla hanno a che vedere con Dio... Eppure, disse il vangelo, Gesù discese prima all’inferno e non subito in cielo... “se non conoscerete il vostro inferno, il vostro cielo sarà soltanto una vostra illusione”.
La moglie dello scrittore - è come intrappolata nel suo inferno (suo perché siamo noi a crearci la nostra realtà o irrealtà interiore - ciò che abbiamo dentro è una realtà parallela, un’altra dimensione pronta a venir fuori al momento della morte: la morte è un altro parto, questo universo è una pancia gravida e noi ci siamo dentro come dei gestanti), mentre Andrea Brusa sicuro del suo amore per lei ha in mano la forza di combattere questa dimenticanza: “quello che si AMA non si dimentica MAI, perché l’amore è l’anima del ricordo”. Lo scrittore piemontese reduce dai successi del suo ultimo libro LA VIA DEI MIRACOLI nell’inferno non ci rimane… del resto quando rinunciamo a noi stessi per l’altro, nell’oblio, SI NASCE. Gli antichi parlavano con SIMBOLI (che sono il linguaggio dei sogni e l’inconscio parla soltanto in sogni e con simboli) per cui INFERNO… CIELO… PURGATORIO… NON SONO LUOGHI, sono stati di animo e dopo saranno stati alterati della coscienza o stadi astrali, siamo noi a crearli. L’uomo fallito può essere l’inferno di Dio, il tuo nemico il tuo inferno, ma soprattutto la sua ignoranza è il tuo peggiore inferno e diavolo. Sei tu il tuo peggiore nemico se non ti conosci e se non conosci la VERITA’, la stessa che disperatamente lo scrittore cerca di rendere nota a sua moglie. L’inferno è l’assenza dell’amore, nient’altro, e molti già da allora vivono qui in terra questa situazione traumatica.
Continua lo scrittore parlandomi con voce angelica: “ATEO È CHI NON CREDE ANCHE NELL’UOMO. La grande differenza tra un religioso e un mistico è semplice: il religioso evita di andare all’inferno, il mistico ci è già stato e si è liberato. Per il mistico Dio è una sostanza, un’essenza che lo vivifica dal di dentro, è la natura con la sua intrinseca vita; per il religioso invece è una proiezione delle sue tenebre, per questo Dio o lo cerca invano, al di fuori, nelle cose… negli astri… o nelle superstizioni, o lo nega con la sua presunta scienza atea. Dio è nella piena consapevolezza della realizzazione umana, Dio è l’Uomo per eccellenza, per questo Gesù s’incarna nell’uomo… non credere nell’uomo - e nella natura in genere e la sua divinità - è un ateismo ugualmente diabolico”. E così proprio come nella maledizione di LADY HAWKE lo scrittore scrive nel suo libro INVALIDO D’AMORE parlando della nascita di sua moglie “Il suo cuore ricominciò a battere, poi arrivarono le infermiere - in quel momento mi fu promesso dal Male stesso che me l’avrebbe fatta pagare e me l’avrebbe portata via, io avevo un grande potere su di lei...ma i patti erano chiari, non avrei mai potuto chiedere a Dio nulla per me, solamente per lei. Intanto passarono gli anni. Questa è una storia triste: a dire la verità non so nemmeno com’è che sia accaduta, ma se ve la racconto è perché sono un Angelo Custode, mandato ad una ragazza bellissima di nome Chiara”.
SOLTANTO L’AMORE – puro come quello dei due amanti italiani ormai paragonati a ragion veduta a Romeo e Giulietta - PUÒ SOPRAVVIVERE NELL’INFERNO. E come dice Chris nel film AL DI LA DEI SOGNI:

Chris: Non credevi che ce l’avrei fatta a tornar fuori eh...
Dott.: Ci sei rimasto un bel po’...
Chris: Mi ci è voluto per capire che avevi ragione tu...
Dott.: Non puoi fare più nulla per aiutarla. Questo viaggio serviva solo a te…
Chris: Già…
Dott.: Ci sei andato vicino...?
Chris: A perdermi...?... Oh… sì… mi sono spinto sino al limite. Per questo sono dovuto uscire… per dirtelo… io voglio arrendermi
Dott.: Ah…
Chris: Si… ma non come pensi tu… torna a casa... dirai ai miei figli che li amo e non abbandonerò la loro madre… grazie.

E voi come vi sentireste se foste detentori di una verità scomoda e non riusciste a farla sapere alla vostra amata? Anche lo scrittore Andrea Brusa non abbandonerà sua moglie… la madre di sua figlia Biancalaura. Chiara!!… c’è qui un vero Angelo… un Angelo Custode che sta cercando di salvarti… e che nonostante tutto continua a vegliare su di te!!!!

Conclude lo scrittore come il protagonista del film: “Il mio inferno sarebbe stare senza di LEI, con LEI sarò in paradiso ovunque sia, persino all’inferno...”

ALBERTO DE PRA
Ghostwriter e Scrittore Freelance
Capo UFFICIO STAMPA

  • 07 February 2017
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Andrea Brusa

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